OSCAR 2007: LE NOMINATIONS E IL TOTO OSCAR

Il cinema che premia il cinema è tornato. Con il suo tappeto rosso, i suoi abiti da sera e le sue star di fama mondiale, raggiunta la settantanovesima edizione, gli Academy Awards (o Oscar, come più vi garba) ripetono per l’ennesima volta il rito della pubblicazione delle Nominations. Un rito che quest’anno è stato officiato da Sid Ganis (Presidente dell’Academy) e Salma Hayek, Oscar come migliore attrice nel 2003 per Frida, e che ha visto dominare Dreamgirls, il musical che ha collezionato otto nominations (ma per la maggior parte di ordine tecnico), seguito ad una lunghezza di distanza (sette candidature tra cui Miglior Regia, Miglior Film e Miglior sceneggiatura originale) da Babel.
Venticinque le categorie dei riconoscimenti. Venticinque il giorno di febbraio in cui le buste verrano aperte e le statuette consegnate ai vincitori. Ma prima di parlare dei vincitori non ancora vincenti e di approfondire sulle nominations, è il caso di prendere in considerazione coloro che hanno già perso: i non nominati.
Il nostro pensiero non può dunque non andare a due registi estromessi dalla pugna finale: Emanuele Crialese e Pedro Almodovar. Il secondo caso è sicuramente il più strano: essendo il regista spagnolo un habituè del tappeto rosso di Los Angeles, ed essendo Volver un ottimo film, questa mancata nomination fa discutere e recriminare, perchè la sua ultima pellicola poteva essere una delle pretendenti più serie per l’Oscar come Miglior Film straniero. Ovviamente deluso per la mancata ammissione nella cinquina finale, Almodovar potrà comunque consolarsi con Penelope Cruz (la cui candidatura come Miglior Attrice protagonista premia la magnifica interpretazione in Volver) e con la consapevolezza di non essere l’unico celebre escluso: Zhang Ymou gli fa buona compagnia. Diverso il discorso per il regista italiano. L’esclusione di Nuovomondo era cosa risaputa già da un po’ di tempo, non essendo stato inserito nella preselezione per la cinquina finale. Ma qui la domanda (che la nostra vignettista ha già esaurientemente esposto) sorge spontanea: La Bestia nel Cuore si e Nuovomondo no? Domande come questa, forse, non andrebbero mai poste... Tralasciando comunque le assenze, passiamo ai candidati per la statuetta di Miglior Film Straniero, dove, assenti i nomi più blasonati, il risultato è quanto mai incerto: il parterre è vario, si va dal danese After the Wedding all’algerino Days of Glory (Indigènes), passando per Germania (The Lives of Others), Canada (Water) e, infine, Messico (Pan’s Labyrinth); quest’ultimo film è inoltre candidato in altre cinque categorie, tra cui quella per la Miglior Fotografia, il Miglior Trucco e Miglior Sceneggiatura Originale.
Analizzando nel particolare la lista dei nominati, l’occhio non può non soffermarsi sulla categoria che più di tutte terrà il pubblico (e i diretti interessati chiaramente!) col fiato sospeso: quella per la Miglior Regia. Decurtando subito le possibilità di vittoria di Paul Greengrass (United 93) e di Stephen Frears (The Queen), outsiders a malincuore, la sfida si risolve a tre contendenti: Alejandro González Iñárritu (Babel), Clint Eastwood (Letters from Iwo Jima) e, least but not last, Martin Scorsese (The Departed) che, a detta di molti, potrebbe finalmente coronare quell’inseguimento all’Oscar che dura dal 1981. Ma la concorrenza è forte. Sebbene la qualità di The Departed (un po’ un Godfellas shakspeariano degli anni 2000) sia indubbia, rasentando quella delle sue prove migliori, il rischio, è che il film sia piaciuto più a noi europei che agli americani, per la gioia di Eastwood (che rischia la terza statuetta su tre nomination) o di Iñárritu (che gode di ampio credito tra gli addetti ai lavori), entrambi, comunque, meritevoli di vittoria. Da notare che gli stessi tre registi (più The Queen di Frears e Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris, uno dei film sorpresa dell’anno) hanno visto nominare le loro opere anche per la categoria di Miglior Film; una sfida che si ripete.
Proseguendo nella lettura delle nominations, rimaniamo delusi dal terzetto che si contenderà il premio come Miglior film d’animazione. La scelta dei titoli per questa categoria è infatti decisamente inferiore rispetto al trio di candidature dell’anno passato: se Burton, Miyazaki e Park hanno reso l’attribuzione dell’Oscar un vero rebus, lo stesso non può dirsi per i concorrenti di quest’anno. Pare infatti ovvia la superiorità di un titolo come Cars - Motori ruggenti di John Lasseter, visto che i suoi diretti avversari Happy Feet e Monster House (nonostante gli ottimi incassi) sono decisamente un gradino sotto all’ultima creatura di casa Pixar.
Difficile fare pronostici per le categorie attoriali, che a volte possono riservare vere e proprie sorprese. Tra le attrici protagoniste sarà bagarre tra Meryl Streep (The Devil Wears Prada), Hellen Mirren (The Queen) e Penelope Cruz (Volver), mentre tra gli attori protagonisti se la vedranno Leonardo di Caprio (per Blood Diamond, ma forte anche della sua prova in The Departed), Forest Whitaker (The Last King of Scotland) e Will smith (The Pursuit of Happyness), con Peter O’Toole (Venus) a ricoprire il ruolo di mina vagante. Tra le nominations per gli attori non protagonisti un nome sorprende più di tutti: chi mai avrebbe potuto immaginare che Eddie Murphy (Dreamgirls) potesse anelare ad una nomination agli Oscar? Ben pochi coraggiosi. Ed invece quest’anno ci sarà anche lui a contendersi il Premio assieme a Mark Wahlberg (The Departed), Djimon Hounsou (Blood Diamond), Alan Arkin (Little Miss Sunshine) e Jackie Earle Haley (Little Children). Tra le donne invece, la sfida sarà probabilmente tra la straordinaria Rinko Kikuchi (Babel) e la già Premio Oscar Cate Blanchett (Notes for a scandal), con le altre tre candidate (Adriana Barraza per Babel, Abigail Breslin per Little Miss Sunshine e Jennifer Hudson per Dreamgirls) leggermente più distaccate.
Dopo Eddie Murphy, la sorpresa più grande è stata sicuramente la nomination che inserisce il geniale Borat Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan tra i candidati alla Miglior Sceneggiatura Non Originale: il film di Sacha Baron Cohen (in Italia più conosciuto come Ali G) è già un cult, un film da vedere assolutamente e, non ce ne vogliano gli sceneggiatori di Children of Men, The Departed, Little Children e Notes on a Scandal ma a noi piacerebbe tanto veder vincere Borat, perchè già sappiamo che sarebbe uno show nello show. Tinto di giallo fosforescente...
Infine, concludiamo ricordando che, quest’anno, l’Oscar alla carriera si tingerà di tricolore nostrano: Ennio Morricone, sarà infatti premiato per la sua incredibile carriera di compositore. Un importante riconoscimento per un artista altrettanto importante.
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Lista completa delle nomination: Official Website of the Academy Awards

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