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Cinema & Experience

Pubblicato il 12 giugno 2015 da Filippo Baracchi


Cinema & Experience

Il cinema rappresenta ancora un’esperienza per lo spettatore della sala? È ancora possibile stabilire una nuova teoria ed estetica cinematografica in rapporto con la tecnica?
Sono questi alcuni dei quesiti che emergono dal testo Cinema & Experience di Miriam Bratu Hansen (1949-2011), studiosa tedesca cresciuta accademicamente con Adorno e Habermas, fondatrice dei cinema studies e di un dipartimento di Cinema e Studi sui Media presso la Chicago University.

Le teorie di Kracauer, Benjamin e Adorno, maggiori esponenti della teoria e della tradizione culturale ebraico-tedesca, costituiscono il corpus centrale dell’ampio saggio: Siegfried Kracauer (1899-1966) acuto saggista e osservatore della modernità e dei suoi effetti sul pubblico (La massa come ornamento, Gli impiegati, Ginster); Walter Benjamin (1892-1940) filosofo e critico d’arte, attento agli stretti rapporti tra tecnica e arte (pensiamo al famoso e citatissimo saggio L’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità tecnica) e infine Theodor W. Adorno (1903-1969), noto per la teoria sull’industria culturale elaborata assieme a Horkheimer (contenuta nel testo Dialettica dell’Illuminismo).
Non si tratta dunque di teorici marginali nel pensiero critico contemporaneo, ma di pensatori politici, immersi e partecipativi ai cambiamenti del tempo, a tal punto da saper riflettere, proprio nei loro contributi minori, aspetti attuali fondamentali per la formazione di una critica e una teoria di un medium in evoluzione e contaminazione come la Settima Arte.

Hansen, che per molto tempo si è dedicata allo studio del loro pensiero, è stata capace, in questo libro, di delineare un panorama chiaro e dettagliato delle loro evoluzioni teoriche, senza dimenticare i punti di contatto e connessione con l’attuale cambiamento tecnologico in atto nel Cinema.
Partendo proprio da Kracauer e dalla sua teoria estetica elaborata in Teoria dei Film (1960), Hansen sottolinea come il cinema, proprio per la sua matrice percettivo-sensoriale, sia un dispositivo capace di cogliere le discontinuità e le contraddizioni dell’esperienza moderna e di affrontarle pubblicamente in maniera collettiva. Su Benjamin, riferendosi al saggio Strada a senso unico (1928), ripropone i termini di innervazione collettiva e di mimesi al quale lo spettattore cinematografico è sottoposto. Adorno, nel Cinema in Trasparenza (presente nei saggi 1958-67 sotto il titolo Parva AEsthetica), è capace invece di una posizione prettamente estetica, che mette in stretta relazione la tecnica cinematografica con la tecnica musicale.

Cinema & Experience , uscito nel 2013 grazie alla casa editrice Johan & Levi, cade in un periodo storico con profonde similitudini con il primo Novecento, in cui crisi bancarie, migrazioni e persecuzioni costituirono la formazione del pensiero dei tre teorici proposti nel libro. Similitudini che fanno riflettere su come sia fondamentale la teoria e la riflessione critica su un dispositivo tecnico capace di influenzare le masse e il pubblico, come oggi possono essere internet e i videogiochi. Proprio partendo dal concetto di esperienza (l’experience del titolo) è possibile ristabilire le assi di una nuova teoria nei confronti di un mondo connesso e fluido: un’esperienza che - è importante sottolinearlo - è sia collettiva (pensare al preciso termine tedesco Erfahrung) che isolata (Erlebniss).
Un testo che ha il pregio di non imporre dogmi o regole su cui costruire una teoria, ma che riprende il pensiero reale e fondato su teoria e pratica come guida per ogni pensatore e critico immerso in un mondo che si disintegra.


Autore: Miriam Bratu Hansen
Titolo: Cinema & Experience. Le teorie di Kracauer, Benjamin e Adorno
Titolo originale: Cinema and Experience. Siegfried Kracauer, Walter Benjamin and Theodor W. Adorno
Traduzione: Nanni Cagnone
Collana: Saggistica
Editore: Johan & Levi editore
Dati: 416 pp, brossura
Anno: 2013
Prezzo: 38,00 €
Isbn: ISBN 978 88 6010 087 0
webinfo: Scheda libro sul sito editore


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