Con il Diavolo in Paradiso (Dodo)

L’Italia, si sa, è il paese dei lettori “deboli” e del mercato editoriale che più offre, meno domanda e in cui si distribuiscono più libri di quanti se ne leggono. In questo scenario lo scrittore esordiente fatica a pubblicare le proprie opere e, quando trova un editore interessato, deve riuscire a conquistare il pubblico se non vuole che il suo libro sia letto solo da parenti e amici. E poi c’è il rapporto con il lettore, la sua attenzione, la sua stima: gli obiettivi più importanti per chi scrive, o almeno così dovrebbe essere. Per quello “forte” e appassionato lo scrittore esordiente rappresenta una sfida. Che approccio avrà con la sua prima opera? Sarà critico, diffidente? Penserà di avere a che fare con l’ennesimo imbrattacarte o con il futuro vincitore di un premio letterario? Curiosità e obiettività dovrebbero animare il lettore, forte o debole, quando decide di aprire il libro di uno scrittore che è riuscito a pubblicare, anche perché, nel mare magnum di titoli e debuttanti, può capitare di imbattersi in autori talentosi e testi interessanti.
E’ il caso di Mia Mesty, autrice la cui prima poesia risale a quando aveva otto anni, che usa uno pseudonimo per esordire nel mondo letterario con il romanzo “Con il Diavolo in Paradiso (Dodo)” edito da Carabba per un progetto editoriale piuttosto accurato anche se titolo e copertina, ad una prima impressione, potrebbero far pensare a un libro chick lit, il recente genere narrativo che ha fatto la fortuna di scrittrici come Helen Fielding e Sophie Kinsella. Storie al femminile e sentimenti sono al centro del romanzo, come questo genere impone, ma la differenza sostanziale è nella tipologia delle situazioni narrate, a volte molto drammatiche, nel registro compositivo attraverso il quale sono rappresentate e nell’assenza dei toni della commedia.
Protagonista del libro è Alessia, giovane medico - come l’autrice - alle prese con la faticosa vita professionale, i delicati rapporti familiari e una vita sentimentale piuttosto tormentata, prima da una liaison dangereuse con Diego, affascinante e ambiguo informatore scientifico, che la trascina in un baratro torbido e doloroso, poi dal complesso rapporto con Leo, un importante professore tanto affermato nella professione quanto “irrisolto” nei sentimenti. Nel corso della storia che si dipana tra Roma, Napoli e l’Africa, Alessia dovrà fronteggiare il dolore e le paure che le esperienze le hanno inflitto e curare le cicatrici del cuore attraverso un percorso di crescita interiore che la condurrà a diventare una donna più consapevole e più forte, aiutata, in questo viaggio dell’anima, dall’amore per i figli e dal rapporto simbiotico con la natura, in particolare con il mare che per lei è come “una madre che ascolta”. ll dolore raccontato è anche quello di Ana, Marta, Laura, donne con il “cuore sigillato dalla violenza” che Alessia incontra lungo il suo cammino e alle cui vicende l’autrice dà voce in alcune delle pagine più toccanti del romanzo.
La storia è narrata in prima persona, gli eventi sono scanditi dal flusso di coscienza della protagonista e alternati a riflessioni dalle sfumature poetiche, sempre coerenti con gli episodi raccontati e con un effetto di sospensione che, da una parte, ha il limite di appesantire la fluidità dello scritto e, dall’altra, il merito di edulcorare i momenti più duri del racconto. Una scelta narrativa che rispecchia lo stile delicato dell’autrice che preferisce abbozzare, far intuire anziché dilungarsi in descrizioni che non lasciano dubbi, con il risultato che anche qualche piccola incertezza diegetica può sembrare il frutto di tale scelta. Quanto a “Dodo” del titolo, la sua natura è svelata in una nota dell’autrice nelle prime pagine del libro, ma il lettore scoprirà presto che ha un ruolo ben preciso nell’impianto narrativo del romanzo i cui capitoli sono dominati dal bianco - il colore dell’infelicità, della morte, del lutto per la maggior parte delle culture asiatiche - che nell’ultima parte si trasforma in un’esplosione cromatica come a contenere i moti dell’anima e tutte le tonalità dell’amore.
“Con il Diavolo in Paradiso (Dodo)” è un libro che coinvolge e commuove, e un ottimo esordio per un’autrice sensibile che sta completando il secondo romanzo e che, ci auguriamo, manterrà le belle promesse fatte con il primo.
Autore: Mia Mesty
Titolo: Con il Diavolo in Paradiso (Dodo)
Editore: Carabba
Collana: Universale Carabba
Dati: 186 pp, brossura con alette
Anno: 2013
Prezzo: 18,00 € (versione e-book a 9,90 €)
Isbn: 9788863442854
Webinfo: Scheda libro sul sito Casa Editrice Rocco Carabba
