Dondolo. I sogni spezzati di Amrita

“Dondolo. I Sogni Spezzati di Amrita” ci racconta, attraverso le toccanti parole dell’autrice Gigliola Izzo e le delicate ma incisive illustrazioni di Lilliana Comes, la violenza fisica e psicologica vissuta sulla pelle di due donne, in India.
Nalini e Amrita, due giovani ragazze, vestite con colori accesi, percorrono quotidianamente la solita strada che le conduce a scuola ma vengono assalite da un branco di ragazzi, che barbaramente, le violenta, umiliandole.
Alle due giovani rimane il ricordo di quella mattina: il colore dei vestiti (quello rosso, così bello, così splendente che faceva sembrare la pelle di Nalini ancora più splendente) le parole e le confidenze scambiate tra le due, l’incontro con ragazzi del villaggio vicino, persone già viste, nel mercato, nei villaggi vicini, durante una festa.
“Sembriamo tutti amici. E invece tra loro si annidano serpi. Uomini pronti a ghermire la nostra giovinezza, la nostra freschezza, i nostri sogni, i nostri desideri, le nostre vite”.
Ma non basta toccarle, assalirle, dominarle barbaramente. L’umiliazione si spinge oltre: le due giovani vengono appese ad un ramo, (lo stesso ramo sotto al quale si fermavano a mangiare l’uva) dal quale dondolano, sotto lo sguardo incuriosito e perplesso delle persone del villaggio.
Non è solo il branco con la sua legge triviale a spezzare i sogni delle due giovani donne, ma è anche la noncuranza generale: il poliziotto, giunto sul posto, è sbrigativo, attento a non lasciarsi coinvolgere emotivamente, freddo e poco empatico; anche lui è parte di questo orrore, perché considera il gesto quasi normale, accettabile, forse poco più di uno sgarbo.
La violenza non è solo fisica, ma anche e soprattutto psicologica: Nalini e Amrita subiscono non solo le barbarie del gruppo di ragazzi che agisce forse per disprezzo, per punizione, per odio, per noncuranza, per desiderio di potere, ma anche lo sguardo della gente, l’indifferenza di chi considera questo genere di violenze, non orribili e le nasconde dietro un muro di gelo (non possiamo tirarle giù deve arrivare il magistrato e vederle come sono, appena possibile lo faremo, adesso no).
Colpisce la contrapposizione tra le parole incisive e semplici al tempo stesso e le illustrazioni, delicate ma toccanti: due linguaggi che si incontrano dando vita ad una comunicazione a tutto tondo che esprime pienamente l’essenza dei sogni spezzati e di due vite rimaste sospese.
I disegni, eseguiti con matita e grafite su carta, presentano solo il dettaglio delle guance rosee, simbolo dell’innocenza; sono immagini delicate, che accompagnano le parole dell’autrice fino alla fine del libro.
Gigliola Izzo e Lilliana Comes, hanno individuato, un modo forte e intimo al tempo stesso (lo sguardo e il ricordo di una bambina) per denunciare gesti di violenza fisica e psicologica, che portano a spezzare l’incanto e le aspirazioni di vita di due giovani (In India- e in tutto il mondo).
In “Dondolo. I Sogni Spezzati di Amrita", l’orrore non è mai solo fisico, ma è stupro di una vita potenziale che ormai è sospesa (dondola) ed è interrotta da una lacerazione interiore difficilmente sanabile.
Autore: Gigliola Izzo
illustrazioni: Lilliana Comes
Titolo: Dondolo. I sogni spezzati di Amrita
Editore: Cervino
Anno: 2015
Prezzo: 5,00 €
webinfo: Sito Cervino Edizioni
