Est Film Festival - Seconda edizione

Giunto alla sua seconda edizione, l’Est Film Festival si propone come evento cinematografico estivo, con un programma ricco di proiezioni e appuntamenti. L’intento dichiarato è quello di decentrare l’attenzione cinematografica dall’ambiente metropolitano, sfruttando anche il periodo estivo e la ricettività dei luoghi, con una vasta offerta culturale che spazia da un concorso aperto ad opere italiane di piccola distribuzione agli incontri con grandi autori come Moretti, Avati, Montaldo, con attrici e attori. Della sezione competitiva fanno parte Riparo di Marco Simon Puccioni, Sfiorarsi di Angelo Orlando, Fine pena mai di Davide Barletti e Lorenzo Conte, Family Game di Alfredo Arciero, Cover boy di Carmine Amoroso, Dilettoinletto di Marco Carniti e L’uomo giusto di Toni Trupia. Lunedi 28 e Martedi 29 sarà la volta di una selezione di circa 30 corti, proposti nei pomeriggi alla presenza di tutti i registi. L’obiettivo è quello di favorire il dibattito e il contatto tra pubblico e artisti. É prevista inoltra una retrospettiva sull’opera di Francesco Patierno, e una serie di laboratori, di mostre e concerti.
La seconda giornata di Festival è iniziata con la proiezione speciale di Tutta la mia vita in prigione di Marc Evans, documentario sostenuto da AMNESTY INTERNATIONAL; nel film viene descritta la vicenda giudiziaria di Mumia Abu Jamal, ’"Pantera Nera’" e tassista, ingiustamente accusato di omicidio, nel braccio della morte da un quarto di secolo. La giornata è proseguirà con la proiezione nella Rocca dei Papi del film Il nascondiglio di Pupi Avati. L’autore ha preso parte al dibattito con il pubblico al termine della visione, rievocando i primi passi della sua quarantennale carriera. “Molti anni fa, quando ero un ragazzo, a Bologna sognavo con altri ragazzi di realizzare un film” ricorda Avati. “Ero reduce dal fallimento della mia carriera musicale, e facevo il rappresentante di surgelati per mantenermi. Poi un giorno casualmente entrando in una sala vidi per la prima volta ’8 e 1/2’ di Fellini. Compresi quale era la potenzialita’ del cinema e quindi pensai che il cinema poteva risarcire il mio fallimento musicale. Cominciammo a scrivere a tutti per riuscire a trovare un produttore: mandammo tantissime lettere". Unica risposta, perentoria, fu quella di Ennio Flaiano: "Non scrivete mai piu’". Sulla presenza del suo ultimo film, "Il padre di Giovanna", alla Mostra del Cinema di Venezia Avati preferisce glissare, anche se sembra ormai certa la presenza della pellicola nel concorso.

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