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Glossario TV: K-O

Pubblicato il 18 giugno 2004 da Alessandro Izzi


Glossario TV: K-O

K: Kessler (gemelle) (Encicl.) Figure mitiche dell’immaginario televisivo le due sorelle hanno dato il la ad un vasto movimento volto alla rivalutazione della figura femminile nelle trasmissioni catodiche. Relegate fino a poco prima a semplici segretarie d’azienda con gonne lunghe fin oltre il tallone, le donne scoprono attraverso le gemelle canterine la possibilità di poter fare in televisione qualcosa di più del semplice sorridere alle arguzie del maschio: stuzzicare le sue sane voglie sessuali ballando, cantando e parlando. Sulla loro base ha preso il via un vasto movimento di conduttrici televisive che da Raffaella Carrà fino a Lorella Cuccarini ha tentato di dare un nuovo significato alla parola soubrette. Da allora nessuno ha più potuto smettere di pensare che, per le donne... oltre le gonne c’è di più: un paio di affusolate altissime gambe che vanno dritte dritte verso un’ugola non ha importanza quanto intonata.

L: Love portions (Psicol.) Fino all’inizio del ventunesimo secolo si pensava, erroneamente, che la carenza d’affetto conducesse al consumo sfrenato di cioccolata e di altre prelibatezze dolciarie. Solo recentemente ci si è accorti, invece, che per equilibrare la mancanza di carezze e baci, il pubblico (non solo femminile) ha sempre avuto bisogno solo e soltanto della televisione. Da Carramba a Stranamore, da Uomini e donne a La vita in diretta, il piccolo schermo, quindi, non ha fatto altro che fornire ai poveri single (e alle persone insoddisfatte della propria vita di coppia) un profluvio di accostamenti culinari studiati appositamente per creare l’illusione (manco si fosse alla prova del cuoco) che l’amore poteva essere colto sul nascere, fatto crescere sotto l’amorevole occhio delle telecamere e, naturalmente, fatto morire nell’olezzo del marciume della sceneggiata nelle sue derive più deteriori. La ricetta era sempre la stessa: mettere insieme delle solitudini che non chiedono di meglio che apparire davanti ad una telecamera ed aspettare che una scintilla di affetto (fatuo) accendesse un fuoco (di paglia) reso più vivo dal venticello (del gossip e dei paparazzi a caccia di foto). Per fare questo occorrevano naturalmente degli abbinamenti inusuali, dei sapori strani ed esotici messi al fianco di sane e riconoscibili abitudini casalinghe come si fa nei migliori romanzi Harmony. Se per Hitchcock i film sono dei pezzi di torta allora, seguendo la stessa logica, i programmi televisivi dovevano essere come un assaggio di quei cornetti Love portions che sembrano ripetere a livello di miscela degli ingredienti gli accostamenti bizzarri di personaggi messi in atto in varie trasmissioni televisive. Quale mente diabolica può avere inventato l’inusuale accostamento tra la morbidezza della vaniglia gelata con il caliente pepe nero del Rio delle Amazzoni? A chi può essere venuto in mente di abbinare la dolcezza del biscotto friabile del cono con la paprika ed il ketchup? A pensarci bene deve essere stata la stessa mente geniale che ha messo insieme Alessandra con Costantino. La stessa che ha eletto Tina a soubrette televisiva in cerca di accompagnatore galante.

M: Maurizio & Maria (Aliment.) Vere e proprie M&Ms della televisione, i due mefitici conduttori televisivi hanno sempre portato alla ribalta programmi che sono in tutto e per tutto come i dolciumi accortamente venduti in busta nei vari centri commerciali: all’esterno appaiono sempre di forme e colori differenti (generalmente una magra e abbastanza slanciata e l’altra grassa e coi i baffi), ma al sapore sono esasperantemente tutti uguali. Viene facile, per questo, mangiarne a manciate, ma le conseguenze per il fegato, a lungo andare, possono essere assolutamente devastanti. Improntate sul modello zuccherino di trasmissioni di intrattenimento per famiglie, le opere dei due loschi figuri si basano sull’ideale del programma “bla bla” in cui il primo bla sta per evidente abbreviazione del verbo blaterare e il secondo rende palese l’estrema ripetitività del gesto sonoro. Seguendo la logica del sondaggio d’opinione i due conduttori non fanno altro che far dare fiato alle trombe di un gruppo di ospiti più o meno numeroso ed invitato alla bisogna. Fingendosi moderatori imparziali i due si pongono al margine dell’arena mediatica con l’evidente espressione dello spettatore di un incontro di boxe che non aspetta altro che sangue. Tale arena assume forme e fogge sempre diverse: alle volte è un campo di lotta diviso in due da un muro fittizio a forma di busta, altre volte, nel rispetto della dimensione puramente alimentare del tutto, è un’allegra tavolata con piatti di carta e giochi di società con tanto di pegni da pagare. Il lungo consumo di siffatte leccornie conduce all’obesità e, in casi più gravi, alla morte cerebrale.

N: National geographic (Doc.) Esempio luminoso di televisione utile e bella, i documentari della National Geographic riescono ancora a trovare qualche rado spazio nella programmazione non satellitare. Certo devono essere ospitati in qualche Macchina del tempo con Cecchi Paone che presenta, ma è un prezzo che si può ancora pagare per vedere le potenzialità delle televisione espresse in modo acconcio. Benchè si aspetti ancora una puntata dedicata agli animali della nostra classe politica (per lo più costituita da iene), è da dire che il panorama proposto nei documentari è assolutamente esaustivo. Al punto che non ci viene in mente proprio niente di ironico da dire su di loro.

O: Occultismo (Meteor.) A differenza delle sedute spiritiche, quella delle previsioni del tempo è una scienza esatta. Se ci sono discrepanze tra quanto predetto da Giuliacci e quanto esperito sulla propria pelle dagli spettatori questa non dipende assolutamente dal metereologo quanto, piuttosto, dalla mancata adesione degli Stati Uniti al protocollo di Kyoto. Dal momento che l’effetto serra avanza e la glaciazione alla Emmerich bussa alle nostre porte, non si può pretendere che le previsioni del tempo abbiano lo stesso livello di precisione di un metronomo scalzo. (Per chi tra voi si chiedesse cos’è un metronomo scalzo... beh siete ignoranti forti!) Del resto i metereologi hanno avuto il loro bel da fare per ottenere l’agognato titolo: lezioni di divinazione nella classe di Sibilla Cooman, lezioni di aurispicio, letture di fondo del caffè decaffeinato e principi di identificazione di un poltergeist. Su queste basi le predizioni delle condizioni metereologiche sarebbero perfette se non fosse per i problemi di smaltimento delle feci suine negli allevamenti intensivi del Texas e per le emissioni di biossido di carbonio dalle autovetture dei senatori repubblicani statunitensi (ma anche i democratici ci mettono la loro brava percentuale). Finchè non si troverà un sito italiano per lo smaltimento dei rifiuti nucleari sarà ben dura per Giuliacci andare più in là del consueto “Buonasera” con sollevamento del lato destro dell’intero corpo e slittamento conseguente dell’asse di equilibrio. Quando poi ci si mettono di mezzo anche gli enti del turismo che impongono la previsione del bel tempo nei giorni di vacanze anche se tutto indica un tifone tropicale per evitare di spaventare i turisti, allora il quadro assume proprio le caratteristiche di un dipinto di Turner. Fosco come un temporale.

[giugno 2004]


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