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I segreti del Lazarus club

Pubblicato il 23 febbraio 2013 da Alessandro Izzi


I segreti del Lazarus club

L’incubo di Frankenstein è quello della spersonalizzazione. L’abominio contro la Natura non è che un morto risorga della tomba, ma che si possa costruire un cadavere cucendo insieme pezzi diversi di defunti diversi. L’orrore non sta tanto nel riportare parvenza di vita dove prima stava certamente la morte, ma che questa vita possa prendere possesso di tanti pezzi di carne senza nome. Se la scintilla che ci accende l’esistenza è poco più che una scossa elettrica, allora l’anima, non più essenza individuale, può essere insufflata dal fiato di una dinamo e non è più appannaggio delle prediche dei preti. Il pezzo meccanico comincia a sostituire la componente umana e dio, spodestato dal suo posto tra i cori celesti, diventa cosa tra le cose, che quando si usura troppo, la cambi con un pezzo più nuovo e rampante.
La bestemmia è questa, ma parte da un crollo culturale profondo che ancora oggi continua a produrre smottamenti. Crolla l’immagine di Dio che, se in finale libro ancora punisce i nuovi costruttori di Babele, lo fa, però, con più dolore. Ma crolla, di conseguenza anche, a sua somiglianza, l’immagine dell’uomo, la cui esistenza, meno insostituibile, diventa più incidente, più casuale incrociarsi di coincidenze fortuite.
Forse la cosa che ancora oggi fa più paura del mito di Frankenstein, oltre che nella sua definizione di un orrore proletario, sta proprio nel fatto che, nel raccontarci come ogni nostro pezzo possa essere sostituito con un trapianto, sottintende a come noi stessi siamo diventati sostituibili all’interno di una società massificante di cui siamo poco più che ingranaggi.
L’orrore più grande di Frankenstein non è nel testo, ma nelle sue conseguenze. Diventati pezzetti di un meccanismo incomprensibile, agiamo non più in quanto individui, con sogni, idee e speranze, ma come i globuli rossi che certo non si chiedono perché, ad un dato punto, si caricano d’ossigeno.

Tony Pollard ne è consapevole quando mette il suo racconto frankensteiniano anche per questioni ereditarie (uno dei personaggi è nipote di quella notte che diede i natali al mostro della Shelley) a diretto contatto con l’incubo dei cantieri della nuova industriale Londra. E mentre i personaggi di una parte del romanzo si affannano dietro alla costruzione di un cuore meccanico che possa sostituire il nostro muscolo più logorato, le comparse dell’altra parte del romanzo ci raccontano di sobborghi e abiezione, di sottoproletariato e di manovalanza messa a lavorare a progetti così maestosi e grandiosi da sparirci dentro.
Forse il momento più straordinariamente autoconsapevole dell’intero romanzo è proprio al descrizione terribile dell’incidente che funesta il varo della portentosa nave simbolo dell’imperialismo britannico, quando tanti anonimi operai perdono la vita: danni collaterali necessari all’avanzata del progresso. E la scelta splendida dell’autore è quella di far cantare messa da morto a questi poveri lavoratori dallo sguardo di un medico: colui che è più vicino alla dimensione meccanica dei nostri corpi, ma anche colui che dovrebbe farsi ancora carico della nostra umanità, dei nostri sogni e delle nostre piccole aspirazioni.

La particolarità di I segreti del Lazarus club è avere un’anima post moderna che si cala, però, all’interno di un solido romanzo di genere. Del post moderno ha la vocazione frankensteiniana all’accumulo di frammenti già narrati, già visti, già detti perché tutto, in fondo, è già stato raccontato e non c’è posto al mondo per l’originalità, ma solo per l’abilità combinatoria. Del genere ha le strutture, l’architettura, il bisogno affabulatorio.
Materia del racconto e forma si incontrano in una strana comunanza di intenti: il libro racconta il mito di Frankenstein collocandolo nel suo naturale contesto sociale (esso stesso un mostro di Frankenstein) e lo fa passare per un romanzo che è somma di romanzi diversi: il racconto poliziesco, quello di spionaggio internazionale, l’allusione al serial killer novel e l’affresco storico.
Tanti pezzi di cadavere cuciti insieme cui dà vita una prosa notevolmente immaginifica e di sicuro spessore. Unico difetto, forse, un eccesso di lunghezza.


Autore: Tony Pollard
Titolo: I segreti del Lazarus club
Titolo originale: The Minutes of the Lazarus Club
Traduzione: Benedetta Tavani
Collana: Extra
Editore: Gargoyle Books
Dati: 528 pp, brossura con alette
Anno: 2012
Prezzo: 14,90 €
Isbn: 978-88-89541-73-9
webinfo: Scheda libro sul sito Gargoyle


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