Il grande libro di Ercole. Il cinema mitologico in Italia

Una monumentale, cinefila, goduriosa opera omnia sul cinema mitologico è Il grande libro di Ercole, edito dal Centro Sperimentale di Cinematografia ed Edizioni Sabinae, 431 pagine fittissime di informazioni e chicche, con uno statuario Ercole alla conquista di Atlantide a svettare sulla copertina rigida. Due i Pezzi da Novanta a firmare cotanto biblico miracolo. Si incontrano due modi e mondi diversi di intendere e soprattutto praticare la nobile arte della cinefilia: nell’angolo a sinistra Steve Della Casa, già autore nel 2006 del documentario Gli uomini forti, dedicato a tutti quegli attori che, provenendo dal mondo del culturismo, tra 1956 e il 1965, interpretarono i quasi 150 film che hanno reso popolari in tutto il mondo le gesta di Ercole e Maciste. Nell’angolo a destra Marco Giusti, autore Stracult per eccellenza, amante dei film a tinte forti e del cinema artigiano, noncurante anzi amante della occasionale sbavatura e autore di una prefazione grondante amore vero nel descrivere tutti i passaggi storici e sociologici del cinema di genere peplum. Steve Della Casa nella sua militante prefazione la chiama ‘ultima frontiera della cinefilia’, vedendo nei registi di quell’epoca degli “uomini soli”, titani in lotta con il mondo e con l’industria, eroi di quel che Goffredo Fofi chiamò l’ultimo cinema sottoproletario.
È quindi l’infanzia del cinema, i primi singulti e i primi passi, sbilenchi forse, ma indimenticabili e formativi. Un cinema che ha una sua data di nascita, il 1957, con Le fatiche di Ercole, interpretato da Sylva Koscina e una Paola Quattrini bambina, ma soprattutto prima grande vetrina del culturista americano Mr. Universo, Steve Reeves, che diventerà l’icona storica del personaggio e che così è descritto da Riccardo Freda che lo diresse in Agi Murad: “La schiena di Steve Reeves è come una mappa ipsometrica, una carta a rilievo delle montagne del Caucaso”. Ma tra i grandi attori del genere come non segnalare Alan Steel, nome d’acciaio dell’italianissimo Sergio Ciano; ma anche Gordon Scott, il cagliaritano Mimmo Palmara, l’inglese Reg Park…
E se in Francia è considerato un capolavoro Teodora, Imperatrice di Bisanzio, di un Freda datato 1956 e con Irene Papas, da noi è oggetto di ricerca archeologica da parte di pochi eletti. Giusti sottolinea anche con la cognizione dell’economista i dati che videro nel 1958 un numero di film usciti in Italia pari a 2297, che fruttarono all’industria cinematografica 4 miliardi di lire. L’anno seguente furono 2752 le pellicole in sala, a fronte di oltre 6 miliardi, il 7 percento in più grazie al peplum, un anno prima delle Olimpiadi di Roma, che videro fioccare titoli come La battaglia di Maratona, ma anche Le olimpiadi dei mariti e Emimmo Salvi riuscì a convincere sua Maestà Orson Welles a girare il super peplum David e Golia, girato da Richard Pottier.
Bellissime foto a tutta pagina, carta patinata che risalta i muscoli in bianco e nero, senza gusto camp, senza gusto trash e fracassone ripreso in tempi moderni da film come 300 ed epigoni. Muscoli guizzanti forza e potenza, non pagnottelle gonfiate come canotti, muscoli coperti da stoffe improbabili e ciocie ai piedi che nulla hanno di comodo.
Il libro si dipana come la più completa e aggiornata (ai film perduti e recuperati, introvabili, una vera e propria ricerca storico-archeologica) rassegna di schede di film accuratissime, zeppe di dati, cast and credits da far passare la voglia di uscire la sera per leggerseli tutti e scoprire chicche incredibili, come la presenza di Raffaella Carrà (nei titoli ancora figura il suo vero cognome, Pelloni) in Giulio Cesare il conquistatore delle Gallie e in Maciste nella terra dei Ciclopi, esordio nel peplum di Antonio Leonviola. A volte val la pena leggere i titoli anche solo dedicati al mito di Maciste, che si troverà ovunque nel mondo: alla corte dello zar, alla corte del Gran Khan, all’inferno, farsescamente con Vianello e Mondaini contro Ercole nella valle dei guai, ma anche contro i cacciatori di teste, contro il vampiro, contro i mostri, contro i mongoli (sic!), girato negli studi De Paolis sulla Tiburtina, contro lo sceicco etc etc.Tra i progetti non realizzati, cui il libro dedica una delle pagine finali, il peplum di Sergio Leone Le aquile di Roma, che avrebbe dovuto essere una sorta di Magnifici sette in salsa romana. Cento pagine sono quindi dedicate a tutti i volti noti, meno noti e super noti che hanno fatto grande il genere, si può spulciare tra centinaia di biografie e filmografie che documentano un milieu di attori italiani provenienti dalla provincia che impressero metri e metri di pellicola con il proprio volto, le smorfie farsesche e i propri guizzi muscolari. Si scopre che però anche un Christopher Lee, che smessi i panni di Dracula indossa quelli del peplum Ercole al centro della Terra, o il Premio Oscar Jack Palance, che in Italia gira vari film, da Barabba a Rosamunda Alboino, sul cui set litiga con il regista Carlo Campogalliani.
Bello è anche leggere nei ringraziamenti iniziali i nomi di mostri sacri del cinema come Roger Corman (che se Lucio Fulci fosse nato nel Kansas City sarebbe stato al pari se non più celebre) e tutta la combriccola di attori, registi e produttori che fecero grande a loro modo il cinema italiano, da Franca Bettoja a Carlo Pedersoli e Mario Girotti, prima che adottassero i celeberrimi nomi d’arte. Una lacrimuccia scende leggendo, sempre tra i ringraziamenti…”La prima stesura del libro non sarebbe stata possibile senza […] le videocassette […] di Andrea Pardo.”…Ah, le videocassette!…
Un libro che non solo esalta, ma svela la poesia di un genere ormai estinto, quello che faceva del "riciclaggio delle scene di massa" una delle sue prerogative, quello dove si possono ascoltare battute epiche come quella del cieco veggente a Maciste: "Tu sei invincibile perché sei nel giusto".
Autori: Steve Della Casa e Marco Giusti
Titolo:
Il grande libro di Ercole. Il cinema mitologico in Italia
Editori: Centro sperimentale di cinematografia; Edizioni Sabinae
Dati: 431 pagine, copertina rigida, foto a colori e b/n
Anno: 2013
Prezzo: 30,00 €
Isbn: 9788898623051
webinfo: Scheda libro sul sito del Centro Sperimentale di Cinematografia
