L’arte del doppiaggio. Doppiatori e direttori di doppiaggio

In Italia, l’arrivo della prima pellicola sonorizzata, Il cantante di jazz (tit. orig The jazz singer ) nel 1929, due anni dopo la sua uscita negli Usa, provocò l’ennesima censura in nome dell’autarchia da parte del regime fascista: le pellicole straniere non avrebbero potuto circolare con il sonoro originale, ma solo accompagnate da musiche e rumori e da lunghe, lunghissime, eterne didascalie in lingua italica. Le major Usa si industriarono per non perdere un mercato così importante come quello italiano e iniziarono a girare versioni plurime dei film, con attori oriundi o con rifacimenti veri e propri e in ultima istanza iniziarono ad usare un sistema chiamato dubbing , inventato dal fisico austriaco Jacob Karol. Sbarcano i primi film doppiati, pronti pronti per i cinematografi. Ma…nel febbraio1934 per sopperire alla possibilità di doppiaggi con messaggi più o meno nascosti del nemico, il governo fascista emana l’ennesima legge strozza-mercato, vietando la circolazione dei film doppiati all’estero e i film – famoso il caso di Casablanca – iniziarono ad essere doppiati e debitamente censurati direttamente in Italia. La diatriba doppiaggio si/doppiaggio no ha echi lontani, se si pensa che già negli anni Quaranta molti intellettuali si schierano a favore della sottotitolazione. Utile in questo caso ricordare un articolo di Michelangelo Antonioni che sulla rivista “Cinema” nel 1940 si scagliava proprio contro il doppiaggio, riferendosi al lavoro di Romolo Costa su Clark Gable.
Ad oggi il doppiaggio e i suoi “eroi” vivono di una sorta di mondo parallelo di vitale celebrità, fatta di fan accaniti, di serate dedicate in locali alla moda, di aficionados nostalgici delle sigle di cartoni animati e delle voci dei primi anime giapponesi approdati in Italia negli anni Ottanta. Ma basti pensare ai due grandi premi dedicati al doppiaggio, il longevo ligure Voci nell’Ombra, diretto dal critico Claudio G. Fava e il romano Gran Premio del Doppiaggio organizzato da Pino Insegno, ma anche all’attenzione di una certa stampa web (in primis il blog di Antonio Genna e la rubrica Doppiatraccia del sito Mp News). Numerose le società operanti nel settore, dalla Compagnia italiana doppiatori alla Società attori sincronizzatori. Per avere un’idea del lavoro di doppiaggio vi segnaliamo La legge del desiderio di Pedro Almodovar: la colonna dei dialoghi viene divisa in piccola parti chiamate anelli che permettono agli attori di provare e riprovare ogni singola battuta fino ad ottenere la perfetta sincronizzazione labiale (gli italiani sono World Champions in questo).
A rintracciare una geografia di nomi e volti di doppiatori ci (ri)pensa Andrea Lattanzio, che concede il bis con un libro - L’arte del doppiaggio dedicato ai doppiatori dopo aver dato alla stampa Il chi è del doppiaggio. Questa volta si affida a Felici Editore (buona l’edizione, ma non possiamo non segnalare come eccessive le 20 euro di copertina, ma sul sito della casa editrice si può acquistare a 17 euro), pubblicando un dizionario ragionato e molto accurato sui protagonisti “invisibili” del grande schermo, quelle voci che ci accompagnano nel buio della sala. Differenza e aggiunta molto apprezzabile rispetto al precedente volume, la segnalazione del lavoro a monte del dubbing, la direzione del doppiaggio, che Giuseppe Rinaldi (grande famiglia di cinema), attore, doppiatore e direttore, come riportato dal volume in questione, così sintetizzava nel 1971: una specie di seconda regia del film. Si va dal problema della scelta dei doppiatori, alla lettura del copione, alle prove di recitazione, all’adattamento, all’atmosfera del film, all’intervento diretto, battuta per battuta, per correggere, perfezionare...insomma è come preparare la messa in scena di un lavoro teatrale.
Il libro di Andrea Lattanzio è corredato di schede sui singoli doppiatori e direttori del doppiaggio, in cui è ben segnalata la carriera cinematografica, spesso abbinata a quella di doppiatore. Esempi? Oltre al mitico Ferruccio Amendola, basti pensare al Giancarlo Giannini e il suo “Wendy” al sapor di Shining, al Glauco Onorato di Bud Spencer, al Gigi Proietti dello Stallone Italiano a Carlo Giuffrè che regala a Rod Steiger in Le mani sulla città una voce cupa e strozzata. Dalla lettura delle schede, con spirito da studioso si può ricreare una sorta di parallela storia del cinema con “filmografia sonora”. Quindi un esercizio di cinefilia oltre che un divertente, interessante dizionario di cinema. A noi manca solo, in questo libro, l’inconfondibile voce in falsetto regalata da Carlo Romano per Jerry Lewis e – forse – una sezione che segnali “chicche” come quella di Tina Lattanzi che nel 1945 doppiò in Quartetto Pazzo di Guido Salvini la divina Anna Magnani. Guarderemo diversamente i film conoscendo anche la vita professionale e le “note di doppiaggio” delle singole voci? A ciascuno il suo pensiero, intanto leggiamole, queste note e il dibattito è (sempre) aperto.
[Carlo Dutto]
Per approfondire:
Recensione di Close Up del libro Il chi è del doppiaggio di Andrea Lattanzio (Falsopiano Edizioni)
Autore: Andrea Lattanzio
Titolo: L’arte del doppiaggio. Doppiatori e direttori di doppiaggio
Editore: Felici Editore
Collana: Cinema & New Media
Dati: 268 pp, formato15x22, brossura, ill. b/n
Anno: 2011
Isbn: 978-88-6019-542-5
Prezzo: 20,00 €
webinfo: Scheda libro su sito Felici Editore con possibilità di acquisto scontato a 17,00 €
