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La Sentinella

Pubblicato il 2 maggio 2015 da Alessandro Izzi


La Sentinella

«Non credo nel demonio, ma credo nei modi che esso sceglie per farci percepire la sua presenza» si dice a un certo punto di La sentinella, l’ultimo romanzo di Claudio Vergnani appena dato alle stampe dai tipi della Gargoyle, piccola agguerrita casa editrice dedita all’horror che, da qualche tempo, sembra più che intenzionata a uscire dai confini stretti del genere per avventurarsi in altri lidi.
Nel concreto, lascia intendere l’autore, il demonio non esiste e, quindi, assai probabilmente non esiste neanche Dio. Entrambi cominciano a essere quando cominciamo seriamente a credere in loro. E nel momento in cui la nostra fede sancisce l’esistenza dell’uno, l’altro deve venire di conseguenza e senza troppi giri di parole.
Così chi decide di non credere si trova a vivere in un universo in cui le cose succedono senza troppe spiegazioni, per tutti gli altri il Reale è un giardino di segni, di presagi, di elementi che attestano l’esistenza di un piano divino di cui siamo parte, anche se poi il nostro creatore ha la brutta abitudine di starsene zitto ad aspettare che noi si trovi la giusta via e le più pie motivazioni.

Ne La sentinella, lo scenario non è dei migliori. Il mondo del futuro non troppo lontano immaginato dall’autore è un mondo impoverito. Le masse, come nel medioevo che è parente stretto di questi tempi distopici (Medioevo prossimo venturo recitava Roberto Vacca nel suo romanzo giustamente più famoso), hanno delegato alla Chiesa ogni potere decisionale. Nel corso degli anni la natalità è aumentata a dismisura e ora la fame regna sovrana e riduce lo spirito di convivenza alla sua istintualità più primordiale.
I cimiteri sono diventati prosperi e hanno finito per inglobare al loro interno le stesse città che sono diventate vere e proprie metropoli cimiteriali. Il tessuto urbano è così composto di tombe e le strade sono per lo più attraversate dai cortei funebri dei tanti funerali che si celebrano ogni giorno.
In mancanza di cibo fresco, qualcuno cede e diventa cannibale, spogliando le tombe dei suoi più freschi occupanti.
La Chiesa che tutto controlla è diventata vuoto simbolo. Il Papa è pura figura di un potere terreno che in pochi possono dire di capire. A ucciderlo ne faranno subito un altro, a rapirlo crea al massimo lo sbandamento di mezza giornata e poi il disinteresse generale.

Da questo mondo si può solo desiderare di fuggire e così l’io narrante del romanzo cerca il suo riscatto partecipando alle selezioni delle sentinelle, un nuovo corpo militare para religioso la cui funzione sembra essere sconosciuta anche a chi ne fa già parte.
Metà romanzo è dedicato al racconto di queste selezioni che comprendono corse nel ghiaccio e poi nei deserti più assolati, flessioni al ritmo della recita dei rosari e soste tra le tombe, a condividere il giaciglio coi cadaveri.

Vergnani gioca il suo racconto su tre giornate, come quelle del Cristo nel sepolcro. Un calvario estremo, dominato dall’ansia di sopravvivenza, in cui i candidati muoiono come mosche e in cui solo chi resta in piedi può ambire alla resurrezione in un gradino sociale appena più alto del piano terra degli ultimi.
Tra una prova e l’altra prende corpo, nella massa dei candidati della selezione, il volto di un demone terribile, cannibale e mostruoso, un individuo capace di sacrificare gli altri per il suo stretto tornaconto personale. E al suo progetto malefico di eretica riforma sociale è dedicata tutta la seconda parte del romanzo.

Vergnani è un narratore di vaglio. Riesce, con poco sforzo evidente, a tenere la tensione di un racconto che, specie nella prima parte delle selezioni, corre il rischio di scivolare nella ripetitività di azioni e situazioni.
L’universo che immagina ha una sua solidità allucinata che non ha bisogno di troppe spiegazioni e stupisce che, ogni tanto, soprattutto all’inizio del romanzo, senta così tanto il bisogno di spiegare come dal nostro presente si sia potuti arrivare a un così triste futuro.
In fin dei conti tutte le notazioni distopiche, i momenti in cui si abbandona l’azione per raccontare il contesto, sono le parti meno credibili e più facilmente sacrificabili, di La sentinella.
Da parte loro, le situazioni messe in campo rappresentano l’ossessione di Vergnani: città cimitero, mostri notturni, cadaveri putrefatti e tombe scoperchiate sono la sua firma distintiva e il suo fardello.

La sentinella è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, che coinvolge e appassiona anche nei suoi risvolti più filosofici. Un’opera che resta una riflessione a tratti anche accorata sul nostro presente di crisi e che non sembra soffrire di qualche lungaggine di troppo. Un’opera stranamente inattuale che immagina un futuro con la stessa ruvida secchezza di un Carpenter anni ’80 e che trova, forse in questo, uno dei motivi del suo fascino fosco.


Autore: Claudio Vergnani
Titolo: La Sentinella
Editore: Gargoyle
Dati: 464 pp, brossura con alette
Anno: 2015
Prezzo: 18,00 €
Isbn: 9788898172528
webinfo: Scheda del libro sul sito dell’editore


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