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Le carte delle immagini

Pubblicato il 8 gennaio 2013 da Lorenzo Vincenti


Le carte delle immagini

L’arte cinematografica sta invecchiando e per un procedimento quasi spontaneo gli studi, le ricerche e la cura per la catalogazione dei documenti che la riguardano si fanno, con il passare del tempo, sempre più metodici e accurati. Si impone quindi un’esigenza sempre più pressante che obbliga ad una salvaguardia del prodotto audiovisivo e di tutte le fonti che lo circondano e ne completano l’essenza. Comprese quelle cartacee che accompagnano il prodotto e talvolta donano ad esso un valore ancora più elevato.

Intercettando tale esigenza e promuovendo la diffusione di una scientificità anche nel settore della catalogazione legata all’audiovisivo, il curatore del libro Le carte delle immagini, Andrea Torre con il supporto fondamentale dell’Aamod (Archivio audiovisivo del movimento operaio) ha ritenuto opportuno redigere un testo che andasse a colmare alcune lacune ancora presenti nel settore e fornisse strumenti utili alle diverse tipologie di lettori. Il libro edito dalla Ediesse è quindi il risultato di un lungo lavoro prodotto da studiosi, tecnici e addetti ai lavori che, con la loro puntualità, hanno messo a disposizione del fruitore una serie di ragionamenti, contributi e testimonianze tesi a valorizzare l’arte della catalogazione. Nello specifico, in quelle che sono le sue forme principali: l’uso e la conservazione. Per questo, il testo si articola in tre parti generali in cui i diversi interventi contribuiscono a chiarire, sia da un punto di vista teorico che pratico, l’utilizzo delle carte nello studio dei prodotti audiovisivi, la loro importanza (o meno) nella definizione dell’essenza dello stesso e la capacità che esse talvolta hanno di imprimere definitivamente nella memoria collettiva un immagine in movimento.

Attraverso lo studio delle carte si può quindi dare valore (storico, sociale, artistico) ad un filmato d’epoca, ad un filmato amatoriale o d’autore, si possono chiarire aspetti sconosciuti e rivelare zone d’ombra di una determinata epoca. Esse possono anche, in alcune occasioni, corredare un filmato senza spostare di molto lo studio che lo riguarda. E’ quello che spiega Pierre Sorlin nel suo saggio introduttivo sottolineando il carattere fondamentale delle carte ma anche, talvolta, la loro assoluta inutilità di fronte allo studio di un filmato anonimo (ma con un’anima artistica comunque decifrabile senza alcun supporto ulteriore). Il saggio di Sorlin è forse il più affascinante dell’intera opera, quello che suggestiona il lettore e lo trascina in un mondo particolare e non molto frequentato. Non a caso inaugura il volume e introduce gli interventi altrettanto autorevoli di addetti ai lavori che, nel corso della loro vita professionale, hanno effettuato lavori sul campo (Aldo Bernardini e i suoi studi sul cinema muto) o hanno preso ad esame le problematiche a cui per troppo tempo il settore della catalogazione e della ricerca hanno dovuto far fronte (Menduni ci parla ad esempio delle difficoltà di avere documenti e, di conseguenza, creare archivi cartacei nel settore radiofonico e televisivo). I saggi forniscono così diversi punti di vista sul tema e percorrono a loro modo anche un percorso storico (interessante il saggio della Valentini sul ruolo svolto negli anni dall’editoria nello studio di prodotti audiovisivi) capace di mettere in luce cambiamenti ed evoluzioni (tardive o meno) del processo o lacune ancora da riempire.

Ad una prima parte prevalentemente teorica e storica perciò, in cui ad esser preso in esame è l’uso della documentazione, fanno da contrappunto le due parti restanti in cui vengono passati in rassegna i diversi metodi di conservazione attraverso la presentazione di alcuni degli esempi più eclatanti del panorama archivistico nazionale (l’archivio Chaplin, l’archivio Luce, l’archivio del Museo del Cinema di Torino) e testimonianze dirette sulla catalogazione, sulle sue diverse declinazioni, compresa quella che si sviluppa in ambito privato (conversazioni con Ansano Giannarelli, Italo Pesce Delfino, Nicola Caracciolo). Il libro curato da Torre, che rientra negli Annali pubblicati da Ediesse per l’Aamod, è uno di quei testi in grado di aprire le porte di un intero mondo attraverso l’elevato tasso di professionalità e precisione che utilizza.

La finezza di scrittura unita alla meticolosità con cui cronache, argomentazioni, dissertazioni di diverso tipo vengono prodotte al servizio del lettore lo rendono uno strumento di lavoro e di apprendimento molto utile. Adatto agli studiosi universitari impegnati in tale ambito, ma anche a chi volesse confrontarsi per la prima volta con il mondo della catalogazione, dell’audiovisivo e della documentazione cartacea ad esso legata. Questi ultimi, dopo aver preso dimestichezza con le terminologie più tecniche (che in alcuni tratti rallentano leggermente la lettura), dopo aver digerito l’intera filosofia ispiratrice del testo, sapranno anche loro appassionarsi ad un mondo così affascinante. Un mondo da oggi meno oscuro grazie all’efficacia di uno strumento puntuale e necessario.


A cura di: Andrea Torre
Titolo: Le carte delle immagini. I documenti cartacei e iconografici nel processo produttivo degli audiovisivi. Uso e conservazione
Editore: Ediesse
Collana: Annali 10/2007
Dati: 277 pp.
Anno: 2008
Prezzo: 15,00 €
Isbn: 88-230-1292-9
webinfo: Scheda libro su sito Ediesse


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