Libri - Canadian Theatre. Théâtre Canadien

Nata dall’incontro ormai consolidato tra Ubulibri e l’Intercity Festival, Canadian Theatre Théâtre Canadien è un’antologia di testi capace di sfondare, con sguardo attento e multifocale, l’universo, ai più sconosciuto, del teatro canadese; universo lontano e complesso, di un paese in cui coesistono due lingue, due modi di pensare il pensiero. Un paese sulla cui metà francofona Ubulibri e l’Intercity festival puntarono il loro sguardo già nel 1994 con la raccoltà Teatro del Quebec e che ora tornano a rappresentarci attraverso le pagine di questo libro, includendo in esso le produzioni di entrambe le aree linguistiche.
Canadian Theatre Théâtre Canadien ci appare così come la raccolta di un universo di immagini fissate sulla carta, un testo steso sulla pagina. Ma, come avverte Jacques Le Ny nella sua introduzione al libro: "Appena si stende, ecco che si vuole subito alzare, appena scritto nel suo libro, ecco che vuole subito uscirne, certo che il suo destino lo sta chiamando più lontano in quell’altrove che è la scena". Questa indicazione di Le Ny spiega due concetti, che la nostra mente e il nostro sguardo non devono dimenticare nello scorrere le pagine di questo volume: il primo, fondamentale, è che, come per ogni testo drammatico, esso va aiutato a vivere con un’immaginazione attenta a cogliere i segnali che in esso rimandano alla sua vita sulla scena, per la scena. Ed è anche, e soprattutto, nel modo in cui il lavoro creativo del lettore, quello che si svolgerà nella sua testa e nel suo corpo, verrà stimolato dal drammaturgo tramite parole e strutture, che possiamo valutare la validità della sua opera. In questo, la raccolta ,Canadian Theatre Théâtre Canadien è esemplare: il lavoro di scrittori così diversi nel concepire la drammaturgia è evidente, e c’è chi come Salvatore Antonio ne La cucina di Gabriel cerca di tratteggiare per il fruitore della sua opera un mondo quanto più possibile particolareggiato - fin troppo - di luoghi, azioni, situazioni e cose tanto da ridurre al minimo l’invenzione, la ri-lettura (e a seconda dei punti di vista, questo sarà un pro oppure un grande contro) e chi come Wajdi Mouawad riduce invece l’azione, le indicazioni, presentando testi puri, letteratura da mettere, volendo, in scena. Il suo Lettera di un giovane ragazzo (che in circostanze diverse avrebbe fatto poesie invece di mettere bombe) a sua madre morta da poco, ad esempio, è un vestito bellissimo e fragile che l’attore può decidere d’indossare, ma non è fatto su misura. È ancora da plasmare, come potrebbero esserlo una poesia, una novella, una cronaca di giornale. È drammatico, nel senso acquisito e non originario della parola, non ancora drammaturgia. Potrà diventarlo laddove un’azione, ad ora inscritta nel testo, lo possiederà: l’azione dell’attore.
Si arriva così alla seconda, altrettanto importante, indicazione racchiusa nelle parole di Le Ny: il testo non può che essere la traccia di quel sistema che solo nel suo complesso può chiamarsi ’teatro canadese’, quel sistema di cui il testo non è che una componente da sviluppare. Un sistema complesso, fatto di sguardi profondamente diversi sul ’come fare teatro’, anche se apparentimente vicini sul "di cosa" fare teatro (sitazioni forti, in cui la violenza e la morte, la guerra e il suicidio la fanno da padroni). Un sistema in cui i testi ci sono, sono spesso convincenti e validi ad essere solide strutture per lo sviluppo dello spettacolo. Ma è un sistema, soprattutto (questo va sottolineato) in cui gli autori dei testi, sono spesso coloro che i testi li mettono in scena, li agiscono, li vivono. Sono pensati per la scena come tubi e canali resistenti che al momento giusto, durante lo spettacolo, possano raccogliere l’acqua, che è il vivere e l’agire dell’attore, e portarla laddove si sono prefissati con la loro opera di arrivare, al cuore dello spettatore.
Per questo, con tali indicazioni in mente, il viaggio all’interno di questo volume può risultare fecondo ed interessante, per tutti coloro, curiosi e studiosi, che vogliano iniziare a farsi un’idea di ciò che succede oltreoceno.
Autore: AA.VV. (a cura di Dimitri Milopulos)
Titolo: Canadian Theatre. Théâtre Canadien: Bigger Than Jesus di Daniel Brooks e Rick Miller; Nella cucina di Gabriel di Salvatore Antonio; Alias Godot di Brendan Gall; Il palazzo della fine di Judith Thompson, John; Lettera d’amore di Wajdi Mouawad, L’ascia di Larry Tremblay
Editore: Ubulibri
Collana: I testi
Dati: 272 pp
Anno: 2007
Prezzo: 15 €
webinfo: Scheda del libro sul sito della Ubulibri
