Libri - Effetto Notte

Il cinema è arte, è comunicazione, è mezzo d’espressione. E’ una fabbrica di sogni che da più di cent’anni appassiona ed emoziona; ed è qualcosa che non può essere considerato soltanto per ciò che offre all’apparenza. Gino Frezza con l’opera saggistica Effetto Notte propone un’analisi particolare del medium in questione. Un’analisi che non si ferma al semplice visibile, ma che penetra nella catena di significati che i film nascondono dietro i personaggi, gli espedienti narrativi, gli oggetti e il loro rapportarsi.
Visibile/invisibile. E’ su questa dicotomia che si basa lo studio dell’autore. Attraverso la rilettura dei film della storia del cinema – non solo dei più noti e dei più importanti – fornisce uno studio che trapassa l’immagine per raggiungere quel mondo astratto di significati celati.
Il cinema come metafora, dunque; un’arte che, oltre ad essere narrativa o documentaria, sa esprimersi anche attraverso simboli, icone, allegorie.
L’autore, saltando da un genere ad un altro, definisce un ampio elenco di immagini che costituiscono la vasta capacità metaforica del cinema. Inoltre, riesce ad argomentare come esse possano essere interpretate diversamente a seconda del contesto del film in cui sono inserite e come uno stesso significato possa essere ricondotto a significanti differenti.
Le metafore cinematografiche vengono suddivise in quattro macrogruppi: le metafore del corpo, le metafore dello spazio e del tempo, le metafore oggettuali e le metafore della sfera morale.
La prima categoria comprende un’analisi sul primo piano inteso come sguardo guardato ed espressione dell’interiorità, sulla donna in tutte le sue possibili significazioni, sul cibo e sulla gola (e non poteva ovviamente mancare a riguardo uno studio su La grande abbuffata di Ferreri), e sul tema del doppio che spinge l’autore a trattare dettagliatamente la nuova ondata di pellicole ipirate ai fumetti (dalla saga di Spider Man alla rielaborazione del genere attuata da Shyamalan in Unbreakable).
Il secondo gruppo consente all’autore di poter trattare i due ‘contenitori’ astratti necessari all’esistenza di una narrazione – il tempo e lo spazio naturalmente – cercando di mettere in evidenza i topoi (intesi non solo come caratteristiche o proprietà tipiche, ma anche e soprattutto nel significato originario di ‘luoghi’) ricorrenti nel panorama cinematografico mondiale. Trattando spazio e tempo come due rette che si intersecano e si condizionano vicendevolmente, Frezza pone in esame opere che adombrano dietro i luoghi o i personaggi portati sullo schermo (ad esempio i dinosauri di Jurassic Park, la comunità di The Village, l’isola di Cast Away) un’analisi interna alle categorie spazio-temporali, fino a giungere a un’originale e dettagliata ispezione di Titanic di James Cameron.
Nella categoria delle metafore oggettuali, l’attenzione si sposta sugli oggetti significanti un’idea (vedi le statue dei leoni in Ottobre di Ejzenstejn) oppure un’affezione (ad esempio lo slittino Rosebud di Citizen Kane), e studia come nell’evoluzione della comicità (da Chaplin ad Jerry Lewis) sia cambiato il rapporto tra eroe comico ed oggetto.
L’ultima categoria, quella riguardante la sfera morale, è un approfondimento sul rapporto cinema e sistema sociale e quindi su come i cambiamenti culturali possano essere espressi visivamente e narrativamente in un film.
Il saggio di Guido Frezza, dunque, appare come una vera e propria psicologia del cinema e del suo inconscio. L’esame trasversale dell’intero immaginario filmico svolto nel testo, come afferma lo stesso autore nell’introduzione, non vuole comunque ingabbiare la competenza metaforica del cinema secondo schemi precostiuiti. Ciò dà ancora più valore a quest’opera saggistica, poiché la rende aperta a qualsiasi altra interpretazione, analisi o relazione possibile.
Autore: Gino Frezza
Titolo: Effetto Notte. Le metafore del cinema
Editore: Meltemi Editore
Collana: Melusine
Dati: 480 pagine
Prezzo: 29 €
Web info:Sito Meltemi Editore
