Libri - Gioco perverso

Nelle librerie, edito della Lindau, il libro di Italo Moscati: GIOCO PERVERSO, ’la vera storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, tra Cinecittà e guerra civile’. Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, due fra gli attori più amati del cinema del Ventennio, furono compagni di lavoro, amanti, coppia celebrata ed invidiata in quello che Moscati chiama ’ …la lunga festa dell’Impero’ e chiusero tragicamente la loro vita in una strada di Milano sotto i colpi di una pattuglia partigiana, poco dopo la liberazione della città.
In una fotografia che ritrae il corpo dell’attrice sull’asfalto, uno degli esecutori lasciò cadere una scritta giustificativa: ’Giustiziata perché collaboratrice del seviziatore Osvaldo Valenti ’.
Ma come era potuto accadere che due divi acclamati, protagonisti di pellicole di grande popolarità come Mille lire al mese, Ettore Fieramosca e La Corona di Ferro finissero travolti da una accusa tanto infamante e atroce?
Con uno stile a metà strada fra il resoconto di cronaca dichiaratamente asettico e la sceneggiatura cinematografica, Moscati ricostruisce le loro esistenze partendo dall’infanzia e seguendoli passo passo sino alla tragica fine; vite diversissime prima di ricongiungersi sotto i riflettori del cinema.
Quella della Ferida, orfana, allevata delle suore, consumata da una grande passione per la recitazione e quella del Valenti, nobile, frequentatore del bel mondo di Milano, Berlino, Parigi, Roma, cocainomane, dotato di una grande presenza scenica ma troppo portato a riconoscersi nei ruoli che interpretava, incapace di accettare il crollo del suo mondo all’indomani dell’armistizio del ’43, tanto da aggregarsi alla malinconica pattuglia del Cinevillaggio Scalera a Venezia ( quanta ironia involontaria in questa denominazione!) durante i giorni della Repubblica di Salò, arruolarsi poi nella Decima Mas del principe Borghese col soprannome di “Sandokan” e finire nuovamente a Milano, nei luoghi della sua infanzia ma come frequentatore di Villa Triste, luogo di tortura e di violenze per i partigiani catturati dai nazifascisti e regno incontrastato di Pietro Koch, altra triste figura di quegli anni di ferocia e di odio.
Un resoconto fedele e necessario per coloro che amano il cinema e le storie che con il cinema si intrecciano, utile non solo (come indicato nella seconda di copertina) per mettere in dubbio la sentenza di condanna pubblica sui due attori, sulle loro scelte e la loro fine, ma necessario soprattutto ad apprendere lo spaccato di una strana Italia, in bilico fra un euforico Olimpo di cartapesta e una tragica realtà vissuta da tanti italiani fra miserie, angherie, ottusità prima del 1941 e violenza, morte, lutti dal ’41 alla fine della guerra.
Uno spaccato che appare ancora più evidente anche solo consultando le due pagine dedicate alla attenta filmografia, a quei film e al loro straordinario realizzarsi fra telefoni bianchi e storia di un Rinascimento in bianco e nero nell’affanno di decantare le virtù dell’uomo italico e la meraviglia del seno nudo di Clara Calamai. La straordinaria attualità di questa storia, alla ricostruzione della quale Moscati ha dedicato moltissimi anni, ’sconosciuta’ ha ispirato anche il regista Marco Tullio Giornata che proprio in questi giorni sta girando Sangue Caldo con Monica Bellucci e Luca Zingaretti nel ruoli dei due protagonisti di questa affascinante e assurda pagina della nostra storia.
Segnaliamo inoltre che il libro sarà presentato presso la Casa del cinema di Roma il prossimo 25 Aprile, oltre all’autore interverrano Stefano Della Casa e Maurizio Ponzi.
Autore: Italo moscati
Titolo: Gioco perverso
Editore: Lindau
Collana: Le nuove comete
Dati: 275 pagine; copertina morbida; Tascabile
Prezzo: 21,00 €
