Libri - Gola Profonda

"E poi naturalmente c’è Linda Lovelace. Il suo corpo così irregolare, così diverso da quelli levigati della chirurgia, assume anch’esso la propria quota di mito. Linda, la Falconetti che invece di Dreyer ha trovato Damiano. I miti del cinema nascono così." Steve Della Casa, dall’introduzione al libro
Quando Gola Profonda fece il suo debutto cinematografico a New York, incassando in pochissimo tempo più di un milione di dollari e diventando nel contempo la rampa di lancio di una liberazione cultural-sessuale indicata dalla particolare denominazione di porno-chic (termine dovuto al fatto che dopo l’uscita del film nelle sale la pornografia divenne tema di dibattito nei salotti buoni della società americana), non uno tra regista, attori e produttori avrebbe mai scommesso un centesimo su un tale esito. Il solo pensare che questo film narrativo-pornografico costruito attorno alla peculiarità sessuale dei giochi orali della signorina Lovelace potesse entrare di prepotenza nel gotha dei film culto così come potesse penetrare a fondo nel confortevole alveo materno di quella società americana modellata da moralisti e bigotti, era pura eresia. Del resto, per l’industria pornografica (che negli anni ’70 ancora vera industria, come la conosciamo oggi, non era) il periodo non era dei migliori: chiunque trafficasse, lavorasse o avesse a che fare con i loop pornografici (l’antenato del film porno, una sorta di anello di pellicola di breve durata contenente una scena pornografica) era perseguibile dalla legislazione americana e, inoltre, non aveva vita facile all’interno di una società fortemente incardinata sul concetto cristiano di colpa che vedeva nell’atto sessuale non fine alla procreazione (e quindi nella masturbazione) una colpa da espiare di fronte al tribunale di Dio.
Non erano tempi facili, quindi, eppure qualcosa si muoveva in quel marasma di perbenismo: il germe di una rivoluzione sessuale era pronto a presentarsi al mondo, divenendo argomento da salotto della classe borghese e, perchè no, tematica alta da affrontare in libri e pubblicazioni di ogni sorta. Gola Profonda arrivò come un fulmine: fece scalpore, se ne parlò tantissimo, fece uscire il porno dalla ghettizzazione in cui era confinato e, last but not least, penetrò nelle maglie della cultura americana divenendo termine di uso comune, arrivando persino ad essere "citato" nello scandalo Watergate del 1972. Quanti altri film possono vantare simili credenziali?
Come si capirà anche dal sottotitolo del libro (La pornografia prima e dopo Linda Lovelace), quest’opera di Piero Calò e Giuseppe Grosso Ciponte non si limita ad esaminare in maniera critica il punto più alto della cinematografia di Gerard Damiano, il couiffer del porno, bensì allarga lo spettro d’analisi, cercando di delineare, attraverso acute osservazioni ed ottimi riferimenti storici, quale sia stato l’impatto sociale di tale film, come fu recepito e quale furono le conseguenze. Un lavoro che risulta decisamente interessante ed affrontato, soprattutto, con il giusto cipiglio: una giusta dose di serietà, intelligenza ed ironia che, per temi "hard", come questi non guasta mai.
Per Calò e Grosso Ciponte, Gola Profonda è un qualcosa di più di un semplice film pornografico dall’immenso successo: rappresenta un punto di rottura, un fenomeno di costume, l’apertura di una nuova via, l’investitura mitica di una donna che risulta, in diversi momenti, il vero catalizzatore di questo libro. Il suo corpo, esaminato, sezionato, vilipeso, modificato da uno scherzo (birichino) della natura e dalle cicatrici di un incidente automobilistico, così diverso da quello delle pornostar odierne (sempre più sintetiche nella loro perfezione), diventa centro attorno a cui gravita le considerazioni più svariate, psicologiche, storiche e culturali.
Ma la vera forza di questo libro è la volontà di esaminare il tema trattato senza aver paura di sporcarsi le mani in temi che molti riterrebbero "sporchi": dal testo si deduce sin troppo bene che i due autori hanno una cultura pornografica molto vasta, sicuramente dovuta allo studio attento e ripetuto dei soggetti filmici esaminati (e con questo non si intende che i due siano pornofili accaniti ma semplicemente si vuole indicare la loro indubbia conoscenza del genere, dato che di genere si parla). Questo sapere viene ben convogliato, in special modo nei passi più espressamente storici dove, con divertimento malcelato, ci immergiamo in un mondo quale la pornografia d’annata che suscita interesse e divertimento.
Se si volesse trovare un neo al libro in questione, si potrebbe in qualche modo indicare l’eccessiva astrattezza di alcuni momenti critici relativi all’analisi di Gola Profonda: l’impressione che si ha è quella di un tentativo di sondare l’insondabile. Partendo da basi ben definite e quantomeno intriganti, si arriva man mano ad una estrapolazione di concetti che sembrano scappare di mano ai due scrittori, partendo per la tangente. Un piccolo difetto che, comunque, non mina le fondamenta di un lavoro accurato, il cui centro è questo genere sporcaccione che, troppe volte, è stato accantonato dalla critica cinematografica per via di un’improbabile, quanto ipocrita, scomodità sociale e culturale.
Autori: Piero Calò, Giuseppe Grosso Ciponte
Titolo: Gola Profonda. La pornografia prima e dopo Linda Lovelace
Editore: Lindau
Collana: Le comete
Dati: pp. 256, cm. 14x21, 24 illustrazioni b/n f.t.
Prezzo: € 21,00
Anno: 2007
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