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Libri - Hollywood Boulevard

Pubblicato il 17 giugno 2007 da Valentina Casadei


Libri - Hollywood Boulevard

Terra di sogni e di passioni, ricchezza e miseria, grandi monumenti e illusioni: è un’America chiaroscurale, quella raccontata da Tito Spagnol in Hollywood Boulevard, raccolta postuma di ventisette reportages di epoca rooseveltiana. Tito Antonio Spagnol, noto ai più per il suo talento narrativo, legato a titoli come La bambola insanguinata e Uno, due, tre, inviato di Paris-Presse a Hollywood negli anni Trenta, in questi scritti testimonia la sua conoscenza del costume americano, dei vizi e delle virtù che, già ai tempi, si aggiravano nell’allora crescente industria cinematografica. I suoi reportages, raccolti e suddivisi in tre sezioni, costituiscono uno sguardo curioso sul cinema, gli uomini, i processi sociologici connessi con l’exploit della settima arte: tre sezioni topograficamente connotate e collegate (Hollywood, Usa, Italia) che formano un discorso apparentemente non organico, ma che in fondo può essere letto come un percorso à rebours verso casa, un percorso inaugurato dalla meraviglia e la scoperta del regno dei sogni sull’Hollywood Boulevard (che è anche il titolo del primo interessante reportage) concluso dalla trasmissione dell’esperienza alla madrepatria, quell’Italia per cui Spagnol auspicava un’industria cinematografica più compiutamente strutturata, sul modello americano.

Hollywood, prima sezione del libro, è un pout-pourri di curiosità, aneddoti di vita privata, ma soprattutto, considerazioni sociologiche sul fenomeno divistico in esplosione: a proposito saggi come il provocatorio e divertente I brutti del cinema, in cui sono analizzati con irriverente malizia personaggi quali Greta Garbo o Katharine Hepburn o Ricordo di Valentino, commovente memoria del mitico Rodolfo che attaccò "a tutte le donne la prima psicosi cinematografica, e anche la più diffusa, poiché nessun attore di quanti sono comparsi poi, Ramon Novarro, John Gilbert, Clark Gable, Robert Taylor, riusciranno ad essere pandemici come lui". L’ebbrezza del cinema cattura tutti ad Hollywood, chi lo fa e chi lo osserva: è una vera epidemia, da cui si rimane affascinati e al contempo turbati. "Centottantamila persone ardono di questo fuoco sacro ad Hollywood, patiscono questo delirio vesanico collettivo, in fondo al quale luccica il miraggio di una chance, che è la gran molla dello spirito americano" scrive Spagnol, testimone curioso e intelligente osservatore della fauna umana che popola luoghi carichi di significato come il ristorante Simon’s, icona di un certo status sociale, luogo delle apparenze e degli incontri speciali, intorno a cui si consumano pasti regali e misere ciambelle, o l’ascesa e la caduta dell’uomo.
L’uomo americano tout court è protagonista della sezione Usa, in cui Spagnol offre scorci panoramici sugli Usa, passando dal fenomeno del proibizionismo e dei gangster, alla smania di grandezza del popolo americano, simboleggiata dal megalomane monte Rushmore: quella grandezza a volte fastidiosa, a cui fa da contraltare la miseria più disperata.
Spagnol studia il pensiero americano, nel modo di intendere la vita, la politica, gli uomini e il cinema; cerca i pro del sistema, i pro che poi racconterà e promuoverà in Italia, alla ricerca di un cinema altrettanto grande e importante a casa. Così Spagnol inneggia alla cultura della sceneggiatura, sviluppatasi a Hollywood, secondo la triade situation-suspense-climax (si veda l’omonimo saggio nella sezione Italia) e ad una nuova concezione della produzione, ma soprattutto si batte per una dignità del cinema come un’arte dalla specifica scienza, non subordinata ad altre forme narrative ("è una presunzione dei letterati ritenere che il cinematografo abbia bisogno della letteratura"): in pratica, Spagnol si schiera per un’espistemologia del cinema, che se oggi non è più sogno, negli anni Trenta poteva sembrare lontana utopia. Così come i suoi gialli, questi stralci di America di Spagnol, dalla scrittura limpida e sagace, dalla lettura agile eppur interessante, attraversano, per riprendere le parole di Orio Caldiron nell’introduzione "vizi e virtù, i tic e le manie, le frustrazioni e le attese della propria tribù".


Autore: Tito A. Spagnol
Titolo: Hollywood Boulevard
Collana: Passages
Editore: Nino Aragno
Dati: pp.294 , cm.11,5x20
Prezzo:15 €
Web info: Nino Aragno Editore


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