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Libri - Il Buono e il Cattivo. I più grandi eroi e antieroi della storia del cinema

Pubblicato il 5 ottobre 2011 da Carlo Dutto


Libri - Il Buono e il Cattivo. I più grandi eroi e antieroi della storia del cinema

You’re just a bastard in basket
[Daniel Plainview / Daniel Day Lewis in Il petroliere]

Un libro sui buoni e i cattivi, 125 personaggi che hanno fatto la storia del cinema nel bene e nel male, spesso a metà strada, spesso abbracciando il Bene attraverso il Male e viceversa. Il Buono e il Cattivo è una divertente - non troppo esaustiva - antologia di caratterizzazioni che ci hanno sconvolto, affascinato, rabbonito, incattivito, che ci hanno emozionato, tradotta dall’originale edizione spagnola e pubblicata dalla modenese Logos. Schede pratiche e di agile lettura sottolineano, a volte svelano, ma soprattutto giudicano – giocando con il lettore - il grado di cattiveria insito nel personaggio. Una scala cromatica aiuta a capire a una prima occhiata che il rosso intenso di un Keyser Soze non promette nulla di buono, in particolare se si pensa che in una ulteriore scala numerica da uno a dieci, il personaggio interpretato da Kevin Spacey ottiene un bel massimo. Ogni scheda personaggio presenta una o due pagine corredate da fotografie di scene dai film, una dettagliata descrizione del personaggio e gustosamente segnala la scena clou, il momento indimenticabile, spesso più d’uno, del personaggio nel film o nella saga che meglio spiega il personaggio stesso nel contesto-film. Spazio quindi allo sconvolgente Anton Chigurh interpretato da Javier Bardem in Non è un paese per vecchi (un bel 10 di colore rosso cupo come il sangue che fa scorrere), seguìto dalla classica Annie Wilkes ossessionata da una certa Misery e dal Norman Bates interpretato tre volte nell’arco di ventisei anni da Anthony Perkins e rivisitato da Vince Vaugh nel pedissequo remake firmato da Gus Van Sant nel 1998. Se poi ogni personaggio è corredato dalla frase topica del film, allora il gioco è fatto: Io credo che la mente sia l’arma migliore, chiosa John Rambo (pur uccidendo a destra e manca ottiene un 3 , passaporto per la bontà), su cui gli autori del volume si accaniscono sottolineando come man mano che e avanzano i sequel, crescono i muscoli, facendo diventare il veterano del Vietnam “una parodia di sé stesso”.Un bel cattivone è Auric Goldfinger interpretato da Gert Frobe nel 1964, che a James Bond dichiara: “Io mi aspetto che lei muoia”. Beatrix Kiddow della saga di Kill Bill ottiene un neutro 5 su 10 a livello cattiveria, anche se dichiara che “sono la pietà, la compassione e il perdono che mi mancano, non la razionalità”. Sempre tarantiniano e sempre scolpito nell’immaginario del cinefilo l’Hans Landa tratteggiato da Christoph Waltz come un ufficiale nazista “spietato ma educato”, mai spinto dall’ideologia nel suo sadismo profondo e selvaggio. Ottiene un nove, anche se un dieci avrebbe dato più giustizia alla cattiveria del cacciatore di ebrei di Bastardi senza gloria .

E ora i buoni. Spesso più noiosi, di certo memorabili. Buonissimi come Mary Poppins, che ottiene un 2 e mezzo (buona, ma non troppo), forte della sua severità e del mistero che emana, oltre alla zuccherosa aura angelica. Compare Tarzan, a volte mero oggetto sessuale da mito del buon selvaggio, a volte personaggio dal facile adattamento alla vita moderna, interpretato negli anni da un gran numero di attori e bellimbusti, ricordando sempre che in giro ci sono “troppe chiacchiere. Meglio come fa Tarzan”. In una antologia di questo genere è il sommario che fa la differenza, la catalogazione dei tipi e dei caratteri: qui i personaggi non sono suddivisi tra buoni e cattivi, ma in categorie di genere cinematografico. La semplice dicotomia buono/cattivo non avrebbe infatti giovato per descrivere i sottili equilibri che spesso delineano i personaggi, basti pensare all’Ethan Edwards di Sentieri Selvaggi, che unisce in John Wayne il razzismo e l’amore per la bella di turno impossibile. Caposcuola di questo equilibrio, Jean Reno e il suo Léon, killer professionista ma di buon cuore e dal carattere infantile. Vuoi quindi i buoni à la Aragorn e i cattivi come la Strega Cattiva dell’Ovest del capitolo dedicato al Fantasy e Horror o i (Quasi) Reali come il buonissimo virtuoso avvocato Atticus Finch de Il buio oltre la siepe e il Petroliere Daniel Plainview che uccide con i birilli da bowling. Spazio quindi alla Fantascienza (Darth Vader vs Han Solo), agli Psicopatici (Hannibal Lecter uber alles, ma anche Tom Ripley e Alex DeLarge), ci sono i Visi Divertenti (sic!) come Jacques Clouseau e Marty McFly, gli Eroi Eroici come il Generale Massimo Decimo Meridio o i Super Buoni come Zorro, ma anche i Fuori categoria come il Tyler Burden del Fight club, simbolo del doppio e l’Amélie Puolain che dispensa zollette zuccherose di zucchero dolce.

Se un appunto c’è da fare è sulla scelta dei personaggi, che appare al lettore a volte confusa e senza un vero filo che leghi uno all’altro. E se c’è qualcuno che si identifica nelle parole di Patrick Bateman, “Sento che la mia maschera di normalità sta lentamente scivolando via”, chiami la neuro, per non finire come un American Psycho qualunque…

Per approfondire:
Recensione di Close Up del libro BAD BOYS. LA FIGURA DEL CATTIVO NELL’IMMAGINARIO CINEMATOGRAFICO, Morpheo Edizioni


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