LIBRI - LA STRADA DELLA VIOLENZA

Negli ultimi anni, il noir sembra essere diventato il genere che più riscuote successo tra i lettori italiani e, di conseguenza, il più attraente per i giovani autori.
Storie cattive, intrise di violenza e nuovi “mostri”, diventano fenomeni editoriali che sempre più spesso terminano il loro percorso diventando sceneggiature per il cinema. Si sente probabilmente la necessità di far emergere il nero che invade la nostra penisola, creando un’alternativa alla fredda informazione dei telegiornali, ma soprattutto in contrapposizione al melenso rosa delle fiction da prima serata in tv. Nessuna storia rassicurante, nessun protagonista che vince completamente la sua sfida, niente di politicamente corretto. Saranno i tempi, sarà una moda, ma l’enorme quantità di romanzi e la riscoperta anche da parte del cinema di personaggi e storie “di genere” è un dato di fatto.
In Italia va prendendo corpo una particolare tipologia di noir. Non disponendo della Los Angeles di Ellroy, o un’altra qualsiasi delle metropoli americane a fare da cornice, diventano sempre più spesso le città di provincia i contenitori delle bieche aberrazioni dei maniaci nostrani. Non avendo molta familiarità con detectives e investigatori privati, i nostri nuovi autori si vedono costretti a spostare il tiro sugli agenti delle forze dell’ordine e sostituti procuratori.
Fa parte del gruppo dei nuovi volti di questo noir un po’ “all’italiana”, anche Mauro Marcialis. Romano di nascita, emiliano di adozione, il trentaquattrenne scrittore, al suo primo romanzo, mette al centro della sua storia un corrotto agente della Guardia di Finanza e un idealista del SISDE. Fa da sfondo Reggio Emilia. Bambine scomparse, pedofilia, omosessualità, traffici di droga, diversi cadaveri. Una trama che si sdoppia per seguire i punti di vista dei due protagonisti, due personaggi che fin dall’inizio percorrono strade parallele ma con obiettivi personali totalmente antitetici. Pochi però i colpi di scena e non sempre imprevedibili.
Forse l’errore è quello di considerare il noir come un genere di semplice riproduzione: prendi un cattivo molto cattivo e molto influente; prendi un buono non troppo buono, magari con un alleato da cui il primo, in principio, non si aspetta collaborazione; prendi una o più donne attraenti e disinibite e mischia il tutto indugiando sui particolari brutali degli omicidi e quelli perversi del sesso. Non è sempre così semplice.
Il romanzo di Marcialis ha il pregio di coinvolgere fino in fondo, facendo porre al lettore la fatidica domanda “ma come va a finire?”. Ciò rappresenta senza dubbio un’ottima qualità, ma non basta a differenziarsi da un semplice libro giallo, per approdare all’autentico noir. E’ come se mancasse qualcosa. Probabilmente un sottofondo scuro che faccia precipitare i personaggi, che li faccia sbattere con violenza e imprevedibilità contro il loro destino. C’è ancora troppa luce...
Autore: Mauro Marcialis; Titolo: La Strada della violenza; Casa editrice: Mondadori; Collana: Colorado noir; Pagine: 369
[Novembre 2006]
