Libri - Le cento e una sera. Piccola guida personale al cinema in dvd

Per i meno avvezzi alla critica cinematografica segnaliamo questo libro edito dalla Marsilio, un compendio delle minirecensioni scritte sul Venerdì di Repubblica da Irene Bignardi in tre anni di rubrica sulle uscite dei Dvd. Centouno dvd per centouno film, sogni, visioni, scintille.
La giornalista, che recentemente da presidentessa di Filmitalia si occupa di promuovere il cinema italiano all’estero, segnala subito la scelta inevitabile di lasciare fuori dalla lista alcuni film e alcuni registi (Fellini, Visconti, Tarantino e il poco amato Cronenberg): “apparenti idiosincrasie”, le chiama, che non lesinano la qualità della scelta complessiva. Più che recensioni, l’ex “anima” del Festival di Locarno segnala curiosità, eventi, spunti legati a questo o quel film da visionare nella sfera privata dell’home video, da sciorinare senza il buio della sala e la presenza di sconosciuti, ma nel confortevole salotto privato. Una visione che esula dall’aspetto sociale del cinema, di fruizione collettiva, di verità a ventiquattro fotogrammi al secondo. Il dvd è uno strumento di ulteriore visione, di approfondimento, di extra-informazioni. Uno strumento moltiplicatore, un oggetto che arreda le videoteche di collezionisti e appassionati, un moderno disco di Festo dedicato al rito privato.
La Bignardi descrive le pellicole in poche righe (quelle che – ahimè – sono lasciate alla critica cinematografica sui nostri quotidiani), con spirito cinefilo, da amante della settima arte, da accesa e strenua sostenitrice di alcune filmografie, da studiosa di letteratura. Anche se la lettura a volte non sembra sciorinare verità sconosciute al cinefilo incallito, non dispensa curiosità che l’esperto già non conosce, piuttosto si rivela un utile “inizio” a chi si appresta a fare il salto di qualità, a chi da poco si è avvicinato al mondo del Cinema con la C maiuscola. Centouno film raccontati a partire dalla loro “presenza” nel formato dvd. Ogni pellicola in questione diventa spunto per una breve riflessione su un aspetto del film, su una vicenda ad esso legata. Così parlare de La grande strada azzurra è utile espediente per citare l’esordio del grande binomio Pontecorvo-Solinas, o raccontare Vogliamo vivere! un modo per parlare di satira. Il libro ha una sua divisione interna per capitoli tematici, che evidenziano gli aspetti dei personali fili rossi della giornalista: I nuovi classici, che lega Un anno con tredici lune al Film blu di Kieslowski; Scene madri, in cui si lega la crudeltà della morte in Bambi alla crudeltà della società delle classi del loseyano Messaggero d’amore. Spazio al cinema americano, grande amore della Bignardi, con 16 titoli che raccontano a loro modo il nuovo continente attraverso gli occhi esterni di un genio come Werner Herzog e il suo Treadwell-Grizzly man o attraverso il filtro di un perseguitato politico come Dalton Trumbo e il suo Johnny prese il fucile. Senza scordare i grandi classici, le “Fondamenta” del primo centenario dell’arte più giovane, ricordando i sempreverdi Rashomon, Mezzogiorno di fuoco, ma anche capolavori che disegnano una Parigi da mito, nel “poetico surrealismo” della chiatta Atalante o nella camminata notturna di Jeanne Moreau in Ascensore per il patibolo di Louis Malle. E così Il coltello nell’acqua, una “lezione di cinema e uno studio psicologico sulle persone” è accostato al cinema fondamentale delle 3643 inquadrature che costituiscono il frenetico montaggio del Mucchio selvaggio di Peckinpah o sono segnalate piccole grandi chicche come Giardini d’autunno di Iosseliani, “per ridere in silenzio”. Nella scelta si registrano anche piccoli tonfi, per esempio del Gladiatore (tra 101 film si poteva scegliere altro per raccontare l’Entertainment...) o l’Hamlet di Branagh, decisamente ottima trasposizione, ma poca sostanza.
Doveroso, essendo un libro che tratta di “oggetti”, l’elenco finale dei 101 film, corredati di nome della casa di distribuzione. Perché si sa, non esiste collezionista più assiduo, maniacale, patologico-ossessivo del cinefilo. Che si tratti di dvd, cd musicali, gadget di ogni tipo e foggia, che si tratti della borsa di I love shopping o della borraccia de Il cavaliere oscuro, del fischietto di Poseidon o della felpa di Four Brothers, il cinefilo arraffa e colleziona, accumula il cinema nello strenuo tentativo di possederlo.
C’è chi al cinema non ci va perché la vita è troppo breve (cfr I protagonisti di Robert Altman) e chi non fa altro per la stessa ragione. C’è chi il cinema lo fa non per vincere premi ma per far finire i film con un bacio e per fare soldi (cfr Il bruto e la bella di Vincente Minnelli). Per noi, cinefili senza speranza, esistono più che cento e una sera, non ne bastano trecentosessantacinque. Se un certo Truffaut lamentava nelle sue critiche di non poter rivedere i film più di una volta, ora lo strumento del digital versatile disk permette infinite visioni, moltiplicazioni di sguardi e di ottiche, nel suo essere strumento utile per cogliere particolari che sfuggono a una prima visione, ma anche sviante per chi un film lo “digerisce” alla prima visione.
Nell’oceano magnum delle raccolte di recensioni di critici, appassionati, registi, si pone l’agile libro della Bignardi, utile e dilettevole. Noi comunque sempre preferiamo le iperboli truffautiane e i “vizi del cinema” di Gianni Amelio. Preferiamo la scelta di Vieri Razzini, dei suoi “piaceri del cinema” nelle edizioni dvd della Teodora film. Noi, umani di razza cinefila, siamo difficili da accontentare.
[Carlo Dutto]
Autore: Irene Bignardi
Titolo: Le cento e una sera. Piccola guida personale al cinema in dvd
Editore: Marsilio
Collana: I Nodi
Dati: 160 pp, copertina rigida
Anno: 2008
Prezzo: 15,00 euro
webinfo: Sito web libro su Marsilio Editore
