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Libri - Piovono rane dal cielo - Il cinema di Paul Thomas Anderson

Pubblicato il 3 marzo 2010 da Lorenzo Vincenti


Libri - Piovono rane dal cielo - Il cinema di Paul Thomas Anderson

Piovono rane dal cielo è il titolo di un interessante testo dedicato dal giovane autore, saggista e critico Diego Mondella alla complessa arte di un altrettanto giovane cineasta appartenente all’attuale panorama cinematografico statunitense. A dispetto della regola non scritta secondo la quale è possibile trattare l’operato di un regista solo al compimento da parte di quest’ultimo di un percorso artistico sufficientemente compiuto (che comprenda cioè almeno un corpus di opere consistente da permettere un lavoro approfondito su di esso), Mondella si dimostra coraggioso e lungimirante nell’inaugurare con la sua opera il dibattito critico e costruttivo attorno ad un autore sino a ieri considerato un semplice elemento della nuova leva. Un promettente e virtuoso regista che nonostante la sua scarsa prolificità (in 15 anni di carriera ha collezionato solo 5 film) è ormai possibile considerare, proprio come dimostra il libro, parte integrante della cosiddetta New New Hollywood. Come avranno già intuito i conoscitori del più clamoroso epilogo che la storia del cinema recente ricordi (la cui essenza è invocata nel titolo del testo), l’oggetto del discorso letterario di Diego Mondella e della sua casa editrice (Edizioni il Foglio) è il trentanovenne regista californiano Paul Thomas Anderson. L’indiscutibile e geniale autore di intensi capolavori come Magnolia, Boogie Nights, There will be blood (Il petroliere) nonché di autentici gioielli cinematografici quali Punch-Drunk Love (Ubriaco d’amore) e Hard eight (Sydney).

Questo nuovo e sinora unico testo a lui dedicato si pone quindi l’obiettivo di ripercorrere le tappe di un’ascesa rapida, cercando di capire al contempo come la weltanschauung andersoniana sia stata in grado di raggiungere, in così poco tempo, un livello di definizione e compiutezza tale da agevolare in anticipo sui tempi soliti uno studio accurato come quello messo in pratica dal nostro autore. Nelle sue circa duecento pagine di meticolosa analisi dell’opera andersoniana, Mondella indaga quindi i motivi fondamentali alla base di un così intenso e variegato percorso e nel far questo sfrutta quelle che sono le sue peculiarità, le sue principali e più spiccate caratteristiche. Il suo è infatti un lavoro che si basa sull’alternanza continua e quasi invisibile (elemento questo che non appesantisce la lettura) tra lo sguardo critico sull’operato e la possibilità di una destrutturazione dettagliata e consistente di ciascuna delle cinque opere sin qui realizzate dal regista di Studio City. Tale duplice tendenza o aspirazione sembra essere propria dello stile di Mondella, il cui approccio si esplica in una divisione costante dell’oggetto. La segmentazione operata in modo continuo dall’autore si traduce concretamente nella materializzazione di cinque grandi capitoli e in un numero incredibile di paragrafi, tutti sottomessi ad una logica ben precisa (l’ordine dei film) e tutti tesi ad evidenziare i sistemi, le particolarità, le ricorrenze di un cinema affascinante ma molto complesso. Il primo elemento ad emergere dalla lettura del testo è, ad esempio, la cura meticolosa profusa allo studio delle costanti andersoniane, trovate con invidiabile curiosità e suffragate da un infinito numero di riferimenti concreti. Viene ad esempio posto l’accento sulla difficoltà del rapporto padre figlio, elemento autobiografico molto ricorrente nelle storie raccontate da Anderson; o viene messo in evidenza il ruolo riservato ai bambini, il loro sguardo puro e disincantato, simbolo dell’impotenza di fronte ad una realtà circostante troppo grande. Vengono analizzati i metodi narrativi dell’autore, mutevoli e contrapposti, il suo approccio alla costruzione dell’immagine, suggestiva e raffinata come nel cinema di Scorsese, la devozione per la coralità, l’affollamento visivo e la casualità controllata, elementi direttamente appresi dal cinema del padre spirituale Robert Altman. Sulla base di ciò si intuisce quindi come il testo di Mondella tenti anche di restituire in maniera dettagliata l’ampio spettro di ingerenze letterarie, cinematografiche, storiche presenti nell’arte di Anderson; influenze dapprima apprese, subite dall’autore per poi essere amplificate da un tocco inconfondibile. Forte e deciso come quello dei più grandi registi del cinema americano. Emerge in questo modo la profonda cultura del giovane regista, il retaggio di una formazione cattolica ossessiva, la sua inguaribile cinefilia oltre ad un legame radicato con la propria terra di nascita, perlustrata in lungo e in largo, scoperta in ogni suo angolo e reinterpretata attraverso i movimenti magnetici e conturbanti della sua mdp (senza dimenticarci della luce quasi sempre al naturale con cui il direttore della fotografia storico Robert Elswitt impreziosisce quei quadri animati voluti dal regista). Un divenire costante e coerente quello intrapreso da Anderson, che partendo dai dintorni limitati e limitanti del quartiere d’origine arriva nel corso degli anni ad includere nei margini del quadro gli spazi enormi e mitici del cuore d’America.

La scrittura di Mondella è elegante quasi quanto questi movimenti. Professionale e concreta essa è in grado di rivolgersi sia al lettore appassionato che allo studioso di cinema, coinvolgendo entrambi attraverso una preparazione che affascina ed una efficace aderenza ai temi trattati. Per questo motivo la lettura non subisce deragliamenti improvvisi o cambi di rotta sconcertanti. Attraverso il suo stile rapido e conciso Mondella gestisce l’evoluzione delle tante analisi, teorie e tesi sostenute nel testo. Tutte puntualmente circoscritte, focalizzate e chiuse nell’arco di brevi segmenti compiuti, all’interno dei quali la variegata fenomenologia andersoniana emerge quasi per inerzia. E se la struttura del libro difetta probabilmente di una più articolata correlazione tra lo studio di un’opera e l’altro (frutto questo dell’assenza di quella trasversalità capace di mettere in relazione i film tra loro), alla fine della lettura ci rimane comunque la sensazione di aver effettuato un bel viaggio all’interno di un mondo complesso ed intrigante. Un viaggio ottimamente organizzato e senza evidenti mancanze. Una operazione intelligente e per di più impreziosita da quello che si può considerare come un sigillo di garanzia per qualsivoglia studio sul cinema d’oltreoceano: una interessante prefazione scritta da Antonio Monda, tutta da gustare prima di immergersi definitivamente nella lettura del testo.


Autore: Diego Mondella
Titolo: Piovono rane dal cielo - Il cinema di Paul Thomas Anderson
Editore: Edizioni Il Foglio
Collana: Cinema
Dati: 260 pp, illustrazioni in bianco e nero
Anno: 2008
Prezzo: 15,00 euro
webinfo: Sito web Edizioni Il Foglio


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