Libri - Progetto Domani di Luca Ronconi

Cristian M. Giammarini ha messo nero su bianco un lavoro teatrale molto importante, che porta il celebre nome di Luca Ronconi. Si tratta di cinque spettacoli, affiancati in occasione delle Olimpiadi di Torino 2006, anche se il progetto ha avuto inizio due anni prima, vista la grandezza dell’evento. Questo testo, editore UBULIBRI, oltre a risultare alla lettura affascinante, permette all’appassionato, al critico e al lettore curioso di approfondire un’esperienza teatrale non solo come spettatore ma, grazie alla descrizione dettagliata di ciò che è alla base di ogni spettacolo e attraverso le note di regia di Ronconi, anche di osservatore più addentro al lavoro di otto mesi, che ha coinvolto 68 attori, 5 compagnie per un totale di 5 testi qui presentati. Di questi, due strettamente teatrali come il Troilo e Cressida di William Shakespeare e il contemporaneo Atti di guerra: una trilogia di Edward Bond e altri tre di argomento apparentemente distante come Il silenzio dei comunisti, carteggio di Vittorio Foa, Miriam Mafai e Alfredo Reilchin, Lo specchio del diavolo dell’economista Giorgio Ruffolo e Biblioetica. Dizionario per l’uso di Gilberto Corbellini, Pino Donghi e Armando Massarenti. In questo suggestivo percorso, Ronconi è stato sostenuto dall’aiuto di altri sei responsabili di regia: Claudio Longhi, Giovanni Papotto, Marco Rampoldi, Carmelo Rifici, Paola Rota e Daniele Salvo.
Questo scritto ripercorre un’esperienza particolare e rende il lettore partecipe di quel salto che avviene da un testo prima e dopo aver approdato sulla scena, si avverte palpabile la magia di quel passaggio e nello stesso tempo si riesce anche a cogliere il duro lavoro preparatorio. Tutto ciò rende PROGETTO DOMANI piacevole alla lettura, ma anche utile per gli addetti ai lavori, che possono trarre ispirazione da un lavoro compiuto con tanta enfasi, da regalare non solo splendide descrizioni didascaliche, ma anche un immaginifico coinvolgimento all’interno delle scene. Si possono gustare la descrizione delle prove, il racconto di come gli attori hanno avvicinato l’esperienza dell’interpretazione dei diversi personaggi, la costruzione scenica e ciò che dai testi si è voluto cogliere per far arrivare allo spettatore i messaggi intrinsechi alle vicende narrate.
Troilo e Cressida risulta quindi piuttosto che una storia d’amore, la storia di un’attesa ed è soprattutto il racconto della ricerca di una identità, che ogni personaggio affronta attraverso il rapporto con il proprio antagonista. Vicenda trascinante, fascinosa, che attrae nel suo scavare a fondo alla psiche umana, dimostrando che l’amore non è il semplice e cortese corteggiamento- carezze, ma è una sfida, che pone gli amanti come duellanti in preda a una tensione che alla fine li travolgerà positivamente, ma che saprà anche creare dolore. Accanto a questo classico del teatro è stato avvicinato Atti di guerra: una trilogia, ambientato in un campo di concentramento russo del 1942, luogo di orrori dove costituisce consuetudine l’uccidere i prigionieri davanti agli occhi di tutti. È la storia di qualcosa di atroce che si deve compiere per ordine di chi sta al potere, una storia che esplicita la scelta tra il mantenere la propria morale a costo della propria vita e dei compagni e l’assecondarsi agli ordini, lontani dal proprio volere. Ancora troviamo Il silenzio dei comunisti, in cui Foa, la Mafai e Reilchin uniscono esperienza politica e vita personale, rendendo questo connubio materia di rappresentazione, sfociando in una riflessione per gli spettatori sul presente in cui vivono. A far luce su questo progetto a sei mani, bene si integra l’intervista di Ariella Beduini. I tre hanno messo a disposizione la propria esperienza politico-sociale, ma soprattutto di vita, per far capire che più che qualcosa da contestare e qualcosa per cui essere nostalgici, c’è bisogno di qualcosa da costruire per il futuro, partendo dai fallimenti del passato e dalle mancanze del presente. L’economista Giorgio Ruffolo con Lo specchio del diavolo, svela quanto l’Economia possa essere luogo e argomento adatto a un teatro, che per l’occasione torna a fare politica, svolgendo la propria funzione basilare, quella sociale, tanto bramata da Artaud, e regalando non solo diletto a un pubblico borghese, ma divenendo veicolo di comunicazione per lo spettatore con finalità quasi didattiche, spiegando a chi il teatro lo fruisce, qualcosa che lo riguarda da vicino e che potrebbe cambiare la propria percezione della vita. Con un ribaltamento di concetti comuni, infatti, Ruffolo dimostra quanto l’Economia sia qualcosa che ha a che fare non solo con la matematica, che dell’Economia è strumento, ma con l’Etica e con la vita dell’uomo. Infine, Biblioetica: Dizionario per l’uso ha coinvolto Corbellini, Donghi e Massarenti in un lavoro suddiviso in quattro ambiti tematici riguardanti l’Etica in rapporto con la vita e dunque con la medicina, la ragione, il benessere e la giustizia. Alla descrizione di questa rappresentazione ha contribuito anche Paolo Fabbri che si è occupato di Lingua cosmopolitica di un mondo in transizione.
I testi sembrano trattare di argomenti differenti, eppure il filo rosso che li unisce in un percorso unico e affascinante appare evidente a fine letture. Le cinque rappresentazioni infatti hanno a che fare con le scelte dell’individuo nell’affrontare la propria vita in relazione a un contesto sociale e in rapporto agli altri individui, con cui può stabilire complicità o contrasto. Ogni testo rappresenta quindi una profonda riflessione sull’esistenza e sull’individualità.
Autore: Luca Ronconi (a cura di Cristian M. Giammarini)
Titolo: Progetto Domani
Editore: Ubulibri
Collana: I libri bianchi
Dati: 336 pp, 50 foto a colori di Marcello Norberth
Anno: 2007
Prezzo: 33 euro
webinfo: Scheda libro sul sito Ubu
