Libri - Saggi e dialoghi sul cinema

Un titolo impegnativo quello di Saggi e dialoghi sul cinema. Uno di quelli che non esiteremmo ad associare alla firma di un Ejzenstejn o di un Rohmer, di un Chion o di un Krakauer e che, invece, ci riporta, con la sua morbida copertina blu, ad una realtà tutta italiana, ma non per questo meno stimolante ed interessante.
Il volume in questione nasce a ridosso di una serie di eventi che la Galleria nazionale d’arte moderna aveva proposto nel 2004 per investigare il difficile rapporto tra le varie forme di espressione artistica. All’interno di questa serie di iniziative c’era stato spazio anche per alcune giornate dedicate al Cinema con una serie di Tavole rotonde moderate da Giorgio Nisini nelle quali erano stati invitati ospiti d’eccezione quali Vittorio Storaro, Vincenzo Cerami, Roberto Perpignani o Andrea Occhipinti. In un serrato dialogo con il pubblico si era quindi inteso ripercorrere quelle che erano le tappe salienti della realizzazione di un film: dall’ideazione del soggetto alla realizzazione della sceneggiatura, dall’inizio delle riprese alla fine della post produzione.
Uno sguardo molto pratico, quindi, quello gettato sul cinema nel corso di queste giornate, un punto di vista reso ancor più concreto dal fatto che il pubblico in sala poteva interloquire direttamente con persone del mestiere che affrontavano i problemi connessi con in “fare cinema” nella loro vita di tutti i giorni.
La trascrizione di questi incontri, interessanti e spesso avvincenti, è diventata di peso la seconda parte del volume edito dalla Meltemi.edu: quella più avvincente a leggersi e quella più capace a gettare semi fecondi per un futuro dibattito sulle condizioni del cinema italiano. I dialoghi del titolo, appunto.
I saggi, invece, sono venuti ben dopo questo primo ed avvincente momento e anche se vanno a costituire la prima parte del libro, sono, in un certo senso, una rielaborazione di quanto affrontato durante le Tavole rotonde in un’ottica, però, squisitamente teorica.
In essi l’elemento preponderante diventa, appunto, il rapporto tra il cinema e le altre forme di espressione artistica, in particolare la Pittura (Maria Giuseppina Di Monte realizza un’interessante riflessione sul concetto di rappresentazione e Cinema) e la rappresentazione dello spazio anche architettonico (è il saggio di Giulio Iaculi dal sintomatico titolo La città fuori posto, forse il più interessante del mazzo anche se concentrato solo sugli ultimi anni della produzione cinematografica italiana).
In complesso si può dire che queste riflessioni, pur se interessanti mantengono, nei confronti del cinema, una prospettiva spesso un po’ troppo “altra”. Sono sguardi “da fuori” e “oltre” il cinema perché, appunto, sono le altre forme di espressione artistica a “guardare” e a “cercare di capire” la peculiarità del linguaggio cinematografico. E questo è il motivo di interesse, ma anche il limite di un’attività critico/teorica che non sempre ci sembra essere davvero fondamentale e apportatrice di nuovo “senso”. Lo si vede anche dando un’occhiata alla Bibliografia finale che non riesce a fare davvero il punto dello stato degli studi sull’argomento.
Autore: Maria Giuseppina Di Monte, Alessandra Barbuto, Giorgio Nisini (a cura di)
Titolo: Saggi e dialoghi sul cinema
Editore: Meltemi.edu
Dati: Pagine 213
Prezzo: 18,50 €
webinfo: Sito ufficiale
