Libri - Terrence Malick. Cinema tra classicità e modernità

Quattrocento pagine per parlare di quattro film? L’interrogativo che si pone nell’introduzione dell’ultima monografia su Terrence Malick, firmata da Andrea Fornasiero, non è del tutto errato. Per quanto possa essere diventato un regista di culto, raffinato, innovativo, profondo nelle sue analisi sulla natura umana, Malick potrebbe pagare dazio per una produzione cinematografica decisamente limitata in più di trenta anni di carriera. Eppure tutte e quattrocento le pagine scritte da Fornasiero sono in realtà necessarie, azzeccate, utili, ad approfondire in maniera minuziosa ogni singolo aspetto delle sue pellicole. Film densi di significato filosofico, ma che non trascurano la forma, la messa in scena curata sotto ogni minimo punto di vista. Dalla scenografia al suono, dalla recitazione al fondamentale lavoro di montaggio e missaggio, veri punti di svolta nella realizzazione dei suoi film. Nulla viene tralasciato da Fornasiero che si tuffa all’interno della produzione del regista con passione da vero ammiratore, con l’entusiasmo di un fan tra i più sfegatati (il fatto che si noti non disturba assolutamente la lettura).
Il saggio ha la struttura di una tesi di laurea: ordinato, puntiglioso, molto analitico, forse a tratti esagerato un po’ nei dettagli, che però a fine lettura si rivelano ugualmente importanti per conferire completezza al profilo di questo Autore con la A maiuscola, indipendente e anticonformista, amato, quasi venerato, dai cinéphiles, che saranno felici di sfogliare questo volume dopo essere in larga parte rimasti delusi dall’apparizione del regista alla recente Festa del Cinema di Roma.
Grazie a un importante lavoro di ricerca bibliografica, Fornasiero scompone le opere di Malick, ne approfondisce tematiche, aspetti tecnici, racconta le traversie produttive, utilizza le testimonianze dei collaboratori per rendere noto cosa significhi lavorare con un tale personaggio, ma non si limita a smontare un giocattolo. Quel che risalta in questo saggio è anche (soprattutto nella prima parte) il Malick uomo, quello che mette in crisi i produttori, che affascina gli attori disposti a lavorare con lui anche gratis, quello che trasmette talmente tanta fiducia sul set che nessuno si preoccupa se per girare una scena ci si impieghi un giorno intero.
Interessante e particolare è poi la mappa del flusso di coscienza collettivo evidenziata in conclusione, dopo l’analisi di La sottile linea rossa: poche pagine in cui vengono riassunti i principali tratti dei protagonisti del film: una sorta di guida per orientarsi nella “polifonia spirituale” che questa pellicola rappresenta e che è da tutti considerato il masterpiece del regista.
Autore: Andrea Fornasiero
Titolo: Terrence Malick. Cinema tra classicità e modernità.
Editore: Le Mani
Collana: Registi
Dati: 416 pp, ill. colore
Prezzo: 20 €
Anno: 2007
webinfo: Sito Editore Le Mani
