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Philip Roth - Quando lei era buona

Pubblicato il 5 dicembre 2012 da Sabrina Mascellari


Philip Roth - Quando lei era buona

In libreria quest’anno Einaudi ha proposto l’edizione del terzo romanzo di Philip Roth, Quando lei era buona, pubblicato nel 1967 e in Italia edito da Rizzoli nel 1970 con il titolo Quando Lucy era buona. La “lei” del titolo della nuova traduzione di Norman Gobetti è dunque Lucy Nelson, la protagonista della storia ambientata a Liberty Center, una cittadina americana del Midwest degli anni quaranta. Segnata da un’infanzia e adolescenza difficili a causa di un padre alcolizzato, scansafatiche e violento, e una madre sottomessa e pusillanime, la giovane Lucy cede alle lusinghe di Roy Bassart, un militare reduce dalle Isole Aleutine, vanesio e indeciso su cosa vuole fare da grande, e si ritrova prima incinta e poi sposata, infelicemente. Il matrimonio, che per Lucy rappresenta la giusta prospettiva di vita e la possibilità di avere una vera famiglia, e per il quale rinuncia a proseguire gli studi al college, si rivela però una trappola di solitudine in cui realizza di non essere mai stata realmente innamorata del suo velleitario consorte che non stima e reputa irresponsabile. “Questo non è il Paradiso. E’ il mondo!”, dice Lucy a proposito dell’immaturità del marito: un mondo che, nel tentativo di riscattare la sua passata infelicità e la sua rabbia, vuole a tutti i costi cambiare, insieme alle persone che lo abitano, per adattarlo al suo mondo ideale di verità, rettitudine e onestà dove eccezioni, compromessi e ipocrisie non sono contemplate e dove chi non è con lei è contro di lei. Quando però i conflitti con Roy si fanno più duri, sconvolgendo il già precario equilibrio domestico, Lucy si ritrova da sola e dominata da una folle determinazione a combattere la sua personale guerra di giustizia contro tutto e tutti. Purtroppo però le guerre hanno sempre esiti incerti, funesti e la catastrofe, dapprima solo in agguato, diventerà inevitabile per la tragica eroina. Agli albori della sua prolifica e grandiosa carriera letteraria, Philip Roth racconta un dramma familiare americano che si snoda lungo tre generazioni e ruota intorno alla figura della sua protagonista cui fa da contraltare il deuteragonista Roy e una serie di personaggi ognuno dei quali ha un peso determinante nell’evoluzione/involuzione della vicenda.

Tragedia familiare e individuale, temi in nuce che lo scrittore di Newark ripercorrerà, ampliandoli, in Pastorale americana per il quale vincerà il Pulitzer nel 1997, trent’anni dopo la sventurata Lucy. Quando lei era buona è un romanzo semplice nella diegesi e con pochi snodi narrativi, ma profondo nei contenuti in quanto Roth descrive con impeccabile maestria i personaggi con i loro sentimenti e le loro tragedie mettendo sotto la lente di ingrandimento le complesse dinamiche familiari e coniugali sullo sfondo di una società, quella americana post conflitto mondiale, convenzionale, ipocrita e puritana. Un romanzo dal testo denso, robusto e con uno stile scorrevole, costellato da riferimenti culturali, sottotesti e da pagine e pagine di fitti dialoghi attraverso i quali emergono con chiarezza sia la psicologia dei personaggi che il mare magnum dei loro desideri, tormenti e rancori. Roth padroneggia la prosa e passa da una situazione ad un’altra senza brusche interruzioni o soluzione di continuità; con l’agilità di un acrobata e la disinvoltura del sapiente narratore, conduce il lettore da una calma piatta iniziale verso l’umorismo tagliente di alcune situazioni fino ad arrivare alla tensione e ai toni da tragedia greca dell’ultima parte della storia. Chissà se il cinema si interesserà a questo romanzo di Philip Roth che potrebbe prestarsi ad una trasposizione se non altro in termini di personaggi/interpreti e dialoghi. Quel che è certo è che le pellicole tratte dai sui romanzi - in realtà poche se paragonate alla sua torrenziale creatività narrativa - non hanno sempre avuto un buon riscontro sul silver screen, forse per l’evidente difficoltà di tradurre in racconto filmico la prosa introspettiva che caratterizza quasi tutti i testi di Philip Roth.

E difatti, la versione cinematografica nel 2003 di La macchia umana (2000), una delle opere più mature e complete del romanziere americano, risulta poco coinvolgente anche se formalmente impeccabile e con un cast eccezionale; o il più recente film Lezioni d’amore (2008), tratto dal romanzo L’animale morente (2001), che soffre di una trasposizione placida, rassicurante e sin troppo rispettosa del testo di ispirazione. In attesa dunque di qualche film che riesca nell’ardua impresa di rendere completamente lo spirito delle opere di Roth, continuiamo a conoscere ed apprezzare i suoi numerosi testi, incluso Quando lei era buona che, pur non essendo tra le opere più incisive, ha il merito di presentare il talento giovanile di Roth alle prese con il complesso universo femminile. La storia di Lucy che voleva essere buona è anche l’occasione per ri/scoprire i suoi primi romanzi visto il recente addio alla scrittura e al di là del mancato (o rimandato?) Premio Nobel, spesso ventilato, sospirato e poi puntualmente (e ingiustamente) negato, a questo monumentale scrittore che comunque lascerà un’impronta sublime nella letteratura americana contemporanea e tra i suoi appassionati lettori.

Bibliografia e citazioni
Philip Roth, (1967), Quando lei era buona (When she was good), Einaudi (2012). Traduzione di Norman Gobetti.

Philip Roth, (1997), Pastorale americana (American Pastoral), Einaudi (2005). Traduzione di Vincenzo Mantovani.

Philip Roth, (2000), La macchia umana (The Human Stain), Einaudi (2001). Traduzione di Vincenzo Mantovani.

Philip Roth, (2001), L’animale morente (The Dying Animal), Einaudi (2002). Traduzione di Vincenzo Mantovani.

Per la notizia sull’addio di Philip Roth alla scrittura:
Tg1 online (10 novembre 2012)

Corriere della sera.it - Cultura (12 novembre 2012)

La Repubblica.it (19 novembre 2011)

Filmografia citata nell’articolo
La macchia umana (The Human Stain), Stati Uniti 2003, Regia di Robert Benton.

Lezioni d’amore (Elegy), Stati Uniti 2008, Regia di Isabel Coixet.


Autore: Philip Roth
Titolo: Quando lei era buona
Traduzione: Norman Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Dati: 3312 pp, brossura
Anno: 2012
Prezzo: 20,00 € (versione e-book a 9,99 €)
Isbn: 9788806210861
webinfo: Scheda libro su sito Einaudi


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