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Premi Ubu per il teatro 2008 - I vincitori

Pubblicato il 12 febbraio 2009 da Giovanna Vincenti


Premi Ubu per il teatro 2008 - I vincitori

Quest’anno i Premi Ubu a causa dell’indisponibilità del Piccolo hanno cambiato sede e hanno celebrato la loro 31a edizione nel magico spazio milanese della Fondazione Pomodoro, all’ombra delle opere kolossal dell’ultima mostra del Maestro. A presentare la serata è stato chiamato uno studioso divertito delle nostre realtà come Mario Perrotta, che tra l’altro concorreva pure alla vittoria, risultando terzo nella gara per il miglior attore: ma non ha serbato rancore al vincitore, Sandro Bergonzoni, grande mattatore della serata, accolto da un successo trionfale senza mai sottrarsi alla sua maschera comica travolgente, più che mai a suo agio nello spazio prescelto data la sua recente conversione alla pittura. Il personaggio più atteso era in realtà Toni Servillo regista della Trilogia della villeggiatura di Goldoni, acclamato spettacolo dell’anno e carico di altre designazioni, tenuto lontano da Milano da una replica del suo lavoro nel Veneto e rimpiazzato per il ritiro della statuina di Luzzati da Sergio Escobar, direttore del Piccolo e coproduttore dello spettacolo di Teatri Uniti.

Tre premi sono andati all’Anna Karenina, l’acclamata Mascia Musy come miglior attrice, Paolo Pierobon come attore non protagonista e il figlio del regista, Marius Nekrosius come miglior scenografo. Sorprendente ma netta l’affermazione di Massimiliano Civica come miglior regista per il suo originalissimo Mercante di Venezia, in un anno non avaro di regie importanti, mentre Elena Ghiaurov, Atena del Ritorno all’Odissea di Ronconi, ha avuto tra gli applausi il riconoscimento come miglior attrice non protagonista. Non c’era però l’ottantacinquenne Peter Brook a ricevere il premio per Fragments, sostituito da Marie-Hélène Estienne che ha collaborato alla regia dello spettacolo che Brook ha tratto da Beckett; mentre Cesare Lievi è stato riconosciuto miglior autore italiano per La badante e Manuela Cherubini regista di Hamelin di Juan Mayorga ha ritirato il premio per il miglior testo di autore straniero, e ha anche improvvisato una applaudita scenetta accanto a Rafael Spregelburd, autore argentino di gran moda anche in Europa, arrivato apposta da Buenos Aires, autore anche della fulminante copertina del Patalogo.

Spettacolo dell’anno: Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni (Toni Servillo, Teatri Uniti) Miglior regia: Massimiliano Civica (Il mercante di Venezia di William Shakespeare, Compagnia Civica Borgogni De Summa Feliziani Romagnoli) Miglior scenografia: Marius Nekrosius (Anna Karenina di Lev Tolstoj) Miglior attore: Alessandro Bergonzoni (Nel) Miglior attrice: Mascia Musy (Anna Karenina) Miglior attore non protagonista: Paolo Pierobon (Anna Karenina) Miglior attrice non protagonista: Elena Ghiaurov (Itaca di Botho Strauss/L’antro delle ninfe da Omero e Porfirio) Nuovo attrice under 30: Chiara Baffi Nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica: La badante di Cesare Lievi (Centro Teatrale Bresciano) Migliore novità straniera: Hamelin di Juan Mayorga (Psicopompo Teatro) Miglior spettacolo straniero presentato in Italia: Fragments da Samuel Beckett (regia Peter Brook, Théâtre des Bouffes du Nord)

Premi speciali:

Drodesera Fies, per il crescente impegno nel configurarsi come emblematico crocevia di diverse generazioni di artisti e come luogo di confronto in cui far maturare l’esperienza di ricerca di formazioni anche molto giovani, grazie alla creativa proposta di una Fies Factory One in interessante sviluppo sul piano nazionale e internazionale.

I Sacchi di Sabbia, per il complesso di un’attività caratterizzata dalla vivacità di una scrittura condotta con freschezza creativa e irridente, giunta con Sandokan o la fine dell’avventura a un nuovo capitolo di una ricerca sincera, lunga e appassionata.

Pathosformel, giovane compagnia tesa a un teatro astratto e fisico da perseguire con un segno già distinto e stratificato, che fa della ricerca sulla materia e sul corpo un punto di partenza per restituire una teatralità visionaria, frammentata, decostruita, di grande fascino, entrata in modo dirompente nella scena nazionale e internazionale, realizzando un significativo intreccio tra arte concettuale e teatro.


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