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Riparo - Anis tra di noi

Pubblicato il 22 gennaio 2008 da Gaetano Maiorino


Riparo - Anis tra di noi

Nella provincia di Udine convivono Anna, molto protettiva e pacata, e Mara, più impulsiva e inquieta. La prima è impiegata nella fabbrica di famiglia, l’altra operaia per la stessa fabbrica. La loro relazione mal vista dalla madre di Anna, tradizionalista e molto legata al lavoro. Arriva a sconvolgere i rapporti tra le due donne, un ragazzo marocchino, Anis, immigrato clandestinamente in Italia nascondendosi nella loro auto al ritorno di una vacanza in Africa e accolto in casa da Anna mossa a compassione dalla sua situazione. In questa cornice il regista Marco Simon Puccioni scrive e dirige uno dei migliori film italiani degli ultimi tempi, facendo coesistere due temi molto complessi come l’omosessualità e l’immigrazione clandestina, con una storia d’amore e tradimento in cui tutti i protagonisti sono in cerca di un riparo. Sia Mara che Anis lo troveranno in Anna, che per sua natura tende a “risolvere tutti i problemi del mondo” (come le dice il fratello Salvio), ma entrambi alla fine si sentiranno oppressi da una figura che risulta molto più predisposta al controllo che alla protezione. Il suo tentativo di mettere a posto le cose evolve infatti sempre in una sorta di “manipolazione” del destino delle persone che la circondano, finché qualcosa si rompe e Mara e Anis saranno la causa (ma subiranno anche le conseguenze) di questa rottura.

La famiglia piccolo-borghese della provincia friulana è il perno attorno al quale ruotano le riflessioni più amare di questo film: la povertà morale che si manifesta con l’omosessualità non accettata, il disprezzo nei confronti di una figlia, l’abbandono degli anziani, il perbenismo, fanno da contraltare alla ricchezza materiale che deriva dalla fabbrica di famiglia, portata avanti con rigore, sebbene utilizzando qualche espediente di tanto in tanto (Anis sarà preso a lavorare in nero) e senza scrupoli nei confronti degli operai (il licenziamento in massa di un reparto). I personaggi che dovrebbero rompere questo velo di grettezza di provincia (Anna e Mara) sono però fortemente immaturi. Nella coppia che cerca di superare gli schemi convenzionali non c’è comunicazione, il non detto condiziona fortemente i rapporti e il personaggio più deciso sembra essere proprio Anis, l’”intruso” che porta con sé un bagaglio culturale totalmente differente e di certo meno emancipato, che guardando il rapporto fra le due donne scuote la testa e che in realtà è più adulto degli adulti. Anis che sa cosa vuole: un lavoro, l’indipendenza, una donna per crearsi una famiglia, “tutto bene, tutto normale” come dice lui. Ma di “normalità” in questa storia sembra essercene poca: le due donne omosessuali, la famiglia che sembra composta da singoli isolati dagli altri componenti, il continuo tradirsi (nella coppia, tra parenti, sul lavoro). Forse il regista vuole comunicarci che la normalità della nostra provincia è in realtà questa? O forse che in fondo interrogarsi su cosa sia normale nella nostra società è un esercizio dialettico inutile? Probabilmente non si può inscrivere nel concetto di normalità la varietà e imprevedibilità dei sentimenti. È addirittura ingiusto andare a cercare qualcosa che abbia la connotazione di “normale” come se ci fosse una convenzionalità prestabilita. Sorretto da una sceneggiatura perfetta e da una magistrale interpretazione degli attori (Atonia Liskova su tutti), Riparo si propone come una alternativa di qualità su cui puntare. Puccioni mantiene le buone promesse fatte con Quello che cerchi, e non a caso il suo film è stato scelto lo scorso anno per rappresentare l’Italia alla Berlinale.


(Riparo) Regia: Marco Simon Puccioni; soggetto: Clara Ferri e Monica Rametta; sceneggiatura: Marco Simon Piccioni, Monica Rametta, Heidrun Schleef; fotografia: Tarek Ben Abdallah; montaggio: Roberto Missiroli; musiche: Cristiano Fra caro, Dario Arcidiacono; scenografia: Emita Frigato; costumi: Ludovica Amati; interpreti: Maria de Madeiros (Anna); Atonia Liskova (Mara) Mounir Ouadi (Anis); produzione: Intelfilm e Adesif distribuzione: Movimento Film; origine: Italia/Francia 2007; durata: 100’; web info: www.riparo.info


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