RomaFictionFest 2008

Al via, oggi, la seconda edizione del RomaFictionFest. Fino al 12 luglio, l’Auditorium Conciliazione e il Multisala Adriano ospiteranno le proiezioni, gratuite e aperte al pubblico, di un fitto numero di prodotti di fiction italiani e stranieri. Questa seconda edizione vede Steve Della Casa nel ruolo di direttore artistico, subentrato a Felice Laudadio. La premessa che muove lui e gli organizzatori al completo è duplice: da una parte il desiderio forte di celebrare, come lo definisce Della Casa, il prodotto di spettacolo in assoluto più popolare e amato dal pubblico di tutto il mondo; dall’altra la possibilità di offrire un ambiente stimolante a quanti nella fiction vedono anche e soprattutto una grande occasione produttiva, perché -per dirla con le parole dell’onorevole Marrazzo, intervenuto velocemente durante la presentazione del festival - l’audiovisivo è un grande distretto industriale.
Ecco perché oltre ai duecento titoli in programmazione, sia in concorso che fuori concorso, assortiti tra tv movie, mini serie, lunga serialità e factual (documentari e docufiction), non solo son previste diverse tavole rotonde a cui parteciperanno vari esperti del settore per discutere e confrontarsi sul presente e sul futuro della fiction, ma anche attività di pitching. Durante la manifestazione infatti rappresentanti di reti televisive di tutto il mondo, le società di produzione e i distributori potranno incontrarsi e selezionare progetti per le future fiction.
Il programma è molto ricco e, novità di quest’anno, studiato e organizzato come un palinsesto televisivo. Le proiezioni sono spalmate lungo l’arco della giornata con una programmazione anche da “seconda e terza serata”, dove trovano spazio nuovissime fiction di genere horror e thriller e la riproposizione di The six million dollar man e The bionic woman che hanno riempito l’immaginario degli spettatori degli anni settanta.
Diversi i prodotti di casa nostra che il festival presenta in anteprima. La Rai schiera Raccontami–capitolo II, forte del successo (di pubblico) ottenuto con la prima serie; una fiction sulla vita di Albert Einstein, diretta da Liliana Cavani; Giacomo Campiotti invece firma Bakhita, storia di una suora fatta santa. Ma accanto alla fiction generalista non mancano quelle che almeno sulla carta sembrerebbero ardite sperimentazioni. Il RomaFictionFest presenta, nella sezione piloti, Il quarto sesso (con Luca Argentero e Claudio Santamaria), storia di un Gesù cristo depresso e disoccupato in cerca di compagnie femminili e Family frame di Fabrizio Bancale, sitcom cinica e ironica con pesce rosso parlante. E a proposito di pesci rossi, ovviamente non poteva mancare il prodotto italiano che ha fatto parlare molto di sé negli ultimi tempi. La manifestazione, infatti, presenta in anteprima Boris 2, premiando il produttore, Lorenzo Mieli.
Ai nostalgici è dedicata la sezione retrospettiva che ripropone quelli che erano gli “sceneggiati” della televisione italiana tra gli anni sessanta e settanta. Viceversa, la manifestazione colloca nella sezione lavori in corso, decine di assaggi dei prodotti italiani ancora in corso di produzione, in un confronto fra addetti ai lavori e pubblico che possa essere, ci pare, prima di tutto un buon veicolo promozionale. Da segnalare la presentazione di Room4u, serie italiana da piccolo schermo sì, ma quello del telefono cellulare.
Il festival ospita ovviamente anche la fiction internazionale, con un occhio di riguardo per i serial made in Usa: The Tudors e Dexter, Medium e Rome, passando per Csi: scena del crimine e il suo spin off newyorkese. Tra le nuovissime serie americane, presentate in anteprima, Cashmere mafia che sulla carta potrebbe ricordare le atmosfere di Sex and the city e The company, prodotto da Ridley Scott, che racconta la storia di tre laureati arruolati nei servizi segreti durante la guerra fredda. Ma innumerevoli sono i prodotti provenienti da Europa e Resto del mondo per un totale di 24 paesi rappresentati.
Insomma, la fiction ieri e oggi, nel mondo. Parrebbe proprio che Della Casa abbia deciso di imbrigliare in un unico festival vecchie e nuove ispirazioni del prodotto seriale televisivo. La fiction, questa denominazione che funziona da megacontenitore per tutti i prodotti destinati al piccolo schermo, che siano film tv o fiction a lunga serialità, sembra proprio stia cercando sempre più non solo l’attenzione che continuamente il pubblico gli ha dimostrato, ma anche il riconoscimento, a diritto, di forma di spettacolo affianco al cinema.
Non è un caso infatti che gli organizzatori stiano inseguendo uno spazio anche all’interno della Festa del cinema di Roma e sempre più siamo destinati a non stupirci se questi prodotti per la tv trovano con crescente facilità la possibilità di essere proiettati su mega schermi. Di sicuro, e lo abbiamo riconosciuto, la fiction ha imparato dal cinema ad assorbirne le convenzioni e i meccanismi di genere, restituendo nuova linfa al noir, al thriller, alle spy story e alla commedia. E sempre più, come dimostra la programmazione di questo festival, la fiction (almeno non quella generalista italiana) dà prova di non sfuggire di fronte ai temi scomodi, ai costumi che cambiano e forse eredita, a volte più del cinema, i reflessi di una società che essa stessa contribuisce a plasmare. E allora che la festa abbia inizio.

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