X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Tales from the loop (Stagione 1) - Teste di Serie

Pubblicato il 12 aprile 2020 da Stefano Colagiovanni
VOTO:


Tales from the loop (Stagione 1) - Teste di Serie

«Non tutto nella vita ha un senso...»
(Loretta Willard)

PERDERSI NEL LOOP

Suggestive, simboliche, affascinanti. Sono le illustrazioni in bilico tra amarcord pastorale e fantascienza dimessa, dell’artista svedese Simon Stålenhag, sulle quale lo showrunner Nathaniel Halpern si è basato per dare vita a Tales from the loop, nuova serie targata Amazon Prime Video. Otto episodi a loro modo antologici, che spaziano all’interno di una comunità nella campagna dell’Ohio, con l’obiettivo di raccontare le incredibili storie di personaggi assolutamente normali: una delle caratteristiche principali di Tales from the loop coincide con l’assenza di un unico protagonista, sviluppando una narrazione corale omogenea, senza fissi punti di riferimento, se non nel caso della famiglia Willard, soprattutto nelle figure della mamma Loretta (Rebecca Hall) e del figlio più giovane Cole (Duncan Joiner).

Personaggi assolutamente normail, trapiantati in un contesto a suo modo avulso, imprecisato nel tempo – sembrano gli anni Sessanta americani, ma gli eventi potrebbero svolgersi anche in un futuro in cui i saldi legami tra società e innovazione scientifica si sono arrugginiti. Una collocazione che non pretende di essere giustificata con precisione, ma che, al contrario, si smarca con successo da un tale tentativo di didascalismo, fondendosi alla perfezione con gli umori e quel perenne sentore di meraviglia che accompagna i vari personaggi alla scoperta di un mondo che loro stessi, in primis, sembrano non aver mai del tutto compreso fino in fondo.

Se Tales from the loop offre una dinamicità narrativa verticale che, focalizzandosi di volta in volta su racconti isolati non così estranei gli uni dagli altri da permettere un certo livello di connessione, a tratti risente e ristagna nella ricerca di un’emotività facile e gratuita, a suo modo forzata, proprio perché eccessivamente distaccata da un percorso narrativo orizzontale: su tutti, la vicenda in una diversa realtà del guardiano all’ingresso della struttura in cui è tenuto il Loop, che si ritrova a fronteggiare l’impossibilità di un amore che non potrà mai coltivare; oppure si pensi alla breve e intensa storia d’amore tra i due giovani ragazzi che trovano uno strumento in grado di bloccare il tempo, una storia destinata a bruciare troppo in fretta e senza alcun tentativo di approfondimento, appassendo senza instaurare empatia alcuna.

Predominano i colori pastellati di una messa in scena sobria e sospesa in una sorta di non-luogo tanto famigliare, quanto incomprensibile; si procede su ritmi dilatati nel tempo e sperduti negli spazi rurali, in perfetta sincronia con la studio personale dei personaggi, alla scoperta di un mondo esterno ricco di sorprese e di quello a loro più vicino, emotivo, ancor più complesso e costretto al confronto con una aspra realtà, quella dei difficoltosi rapporti con i loro cari e degli abitanti della comunità.

Ma, scartata la confezione, Tales from the loop offre, purtroppo, ben poco per chi è alla ricerca di una storia avvincente. Continuando inesorabilmente a scavare all’interno dei personaggi in un loop a tratti fastidioso perché alla strenua ricerca di eccessivi sentimentalismi, la nuova serie Amazon si perde nell’oscurità di una dominante narrazione verticale, rinunciando alla costruzione di un plot: ed ecco che gli otto racconti iniziano, pian piano, a scorrere con crescente pesantezza, apparendo alla fine stantii e monocorde sia nel ritmo, che nel loro svolgimento. Nemmeno gli unici due tentativi di dar forma a un qualcosa che sia simile a una trama – ovvero il primo e il penultimo episodio – riescono a sorreggere il peso di un prodotto tanto appariscente, quanto fumoso. Tales from the loop racchiude dentro di sé tanto sentimentalismo, ma non possiede un cuore; è un oggetto evanescente, un’anima spaurita che, almeno per ora, vaga nel melodramma senza essere riuscito a trovare un corpo in cui esprimersi come dovrebbe.
Eppure, considerati gli elementi visivi proposti, di materiale per una sontuosa epopea umana ce ne sarebbe. Che gran peccato.


(Tales from the loop); genere: drammatico, fantascienza; showrunner: Nathaniel Halpern; stagioni: 1 (in attesa di rinnovo); episodi prima stagione: 8; interpreti: Rebecca Hall, Jonathan Pryce, Daniel Zolghadri, Duncan Joiner, Paul Schneider; produzione: Indio Film, 6th & Idaho Moving Picture Company, Fox 21 Television Studios, Amazon Studios; network: Amazon Prime Video (U.S.A., 3 aprile 2020), Amazon Prime Video (Italia, 3 aprile 2020); origine: U.S.A., 2020; durata: 60’ per episodio; episodio cult prima stagione: 1x05 - Control (1x05 - Controllo)


Enregistrer au format PDF