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The first (Stagione 1) - Teste di Serie

Pubblicato il 14 ottobre 2018 da Stefano Colagiovanni
VOTO:


The first (Stagione 1) - Teste di Serie

"Quello che é lontano, é vicino, vicinissimo... Appena sotto la pelle... E respira, palpita, batte forte, in attesa che tu lo trovi."
- Tom Hagerty

Lo spazio. Sconfinato, misterioso, affascinante. Da sempre l’uomo ha rivolto lo sguardo verso la volta celeste, scrutando tra le stelle, fantasticando nel vuoto, alla ricerca di nuovi orizzonti e di un futuro solo immaginato.
Pianeta Terra. Scienziati, ingegneri e filosofi si interrogano da secoli, concepiscono e costruiscono strumenti per librarsi nel cielo, si inerpicano tra complessi studi per realizzare veicoli sempre più tecnologici, per sfondare il muro che divide la scienza dalla fantascienza; si interrogano sulla possibilità di altra vita intelligente nell’eternità di un universo che, forse, nessuno sarà mai in grado di conoscere interamente.
20 luglio 1969: Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, a bordo dell’Apollo 11, raggiungono la superficie lunare, in quella che viene considerata la più grande “conquista” dell’uomo in tutta la sua storia millenaria; «Qui, uomini del pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità» recita la targa in acciaio inossidabile che Armstrong e Aldrin deposero sulla Luna.

Anche al cinema e in letteratura l’uomo ha da sempre mostrato amore incondizionato per l’ultima frontiera. É il caso di soffermarci, dunque, sull’ultimo prodotto meritevole di interesse, di cui ogni appassionato di scienza e fantascienza non dovrebbe rinunciare per niente al mondo: si tratta di The first, nuova serie ambiziosa e costosissima, firmata da Beau Willimon – il papà di House of cards -, prodotta e distribuita da Hulu, realizzata grazie a un cast e a un comparto tecnico, manco a dirlo, stellare.

Scienza e fantascienza, non a caso. Perché questa prima stagione di The first si concentra sulla missione (quasi)impossibile di un team di scienziati della NASA, determinati a dare inizio alla prima fase di colonizzazione di Marte, il pianeta rosso inospitale, sul quale si sono create le giuste condizioni per poter originare nuove colonie e permettere all’umanità di trasferirvisi, per poter dare respiro al convalescente pianeta Terra. Tuttavia, The first non contempla alcuno scenario apocalittico, non intende – almeno per ora ma, si prospetta, nemmeno in futuro – focalizzarsi su invasioni aliene o altri topoi della tradizione sci-fi; piuttosto, la nuova opera di Willimon prende forma con successo in perfetto equilibrio tra romanzo fantascientifico intriso di epica e sentimento – a cui da ampio respiro l’altisonante colonna sonora di Colin Stetson – e dramma umano e famigliare, puntellato da cupe e introspettive riflessioni sulla fragilità dell’uomo e della sua psiche. Così l’astronauta Tom Hagerty (uno Sean Penn in grande spolvero), viene richiamato a capo della spedizione per Marte, dopo il fallimento dell’ultimo lancio e la morte degli astronauti coinvolti; ma Hagerty deve gestire anche i difficoltosi rapporti con la figlia Denise (Anna Jacoby-Heron, in un’ottima interpretazione quasi spettrale, disincantata), distrutta psicologicamente dal suicidio della madre.

Willimon é abile nel contrappuntare la complessità di un mestiere costruito sul sacrificio e sullo studio e la comprensione dei dettagli, ma comunque supportato da schemi e principi scientifici e, quindi, realistici e razionali, alle difficoltà ancora maggiori di cui soffrono gli uomini nel costruire le relazioni e i rapporti interpersonali: per quanto possa essere arduo incastrare ogni più piccolo elemento utile per la realizzazione di un modulo nel quale viaggiare fino a raggiungere Marte, nulla é più difficoltoso del riuscire a gestire le debolezze di un animo lacerato, le attitudini autodistruttive di una psiche in frantumi, l’incapacità di dimenticare il passato, con tutte le sue disastrose conseguenze; come accade per Hagerty e sua figlia, divisi e uniti dal dolore per la perdita di una moglie e madre insostituibile, così accade tra i restanti membri della missione, combattuti tra la paura di un ipotetico letale fallimento e l’ardente desiderio di coronare un sogno apparentemente irrealizzabile.

The first é un’opera magniloquente, da seguire e assimilare con trasporto, coinvolgente e magmatica; un prodotto per appassionati di genere, nonché una spietata riflessione sulla caducità dei rapporti umani. Distribuita in sordina, ancora inedita in Italia, riuscirà ben presto a ritagliarsi un posto in prima fila nel cuore di molti. Basta solo il pilot per rendersi conto di esser di fronte a un lavoro complesso e stratificato – e, per restare in tema, non si vedeva un pilot così spiazzante e coinvolgente da molto, moltissimo tempo. Come se non fosse sufficiente, Willimon colora la sua nuova creatura con una pennellata di nero, colpendola con un flebile riflesso da thriller, instillandone un pò per volta, in ogni episodio e costruendo una narrazione meticolosa, culminante in uno strabordante finale dalle mille cromature, suggestivo e ricco di spunti per le stagioni a venire.
Dopo House of cards, Beau Willimon ha deciso di puntare molto più in alto. Ha alzato lo sguardo al cielo e ha deciso di raggiungere nuovi orizzonti.


(The first); genere: fantascienza, drammatico; showrunner: Beau Willimon; sceneggiatura: Beau Willimon, Francesca Sloane; stagioni: 1 (in attesa di rinnovo); episodi prima stagione: 8; interpreti: Sean Penn, Natascha McElhone, Anna Jacoby-Heron, LisaGay Hamilton, Hannah Ware, James Ransone, Oded Fehr, Keiko Agena, Melissa George, D. W. Moffett, Fernanda Andrade, Annie Parisse; produzione: Westward Productions, AG Capital, AG Studios, Channel 4 Television Corporation, Hulu, IMG; network: Hulu (U.S.A., 14 settembre 2018), Inedita (Italia); origine: U.S.A., 2018; durata: 60’ per episodio; episodio cult quarta stagione: 1x05 - Two portraits


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