Un Murnau ritrovato

La Cineteca Nazionale presenta in anteprima assoluta alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone il restauro dell’unico rullo superstite di Marizza di F.W. Murnau
Un altro importante pezzo di storia del cinema è stato fortunosamente strappato all’oblio e appena restaurato. Si tratta di un lungo frammento di Marizza di F.W. Murnau che la Cineteca Nazionale presenta in anteprima assoluta il 6 ottobre 2010 alla 29^ edizione delle Giornate del Cinema Muto organizzate dalla Cineteca del Friuli, presso il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone.
Quello che, basandosi sul riassunto di Lotte Eisner, è il primo rullo della versione uscita in Italia col titolo di Maritza, rappresenta al momento tutto ciò che rimane del film di Murnau.
Il restauro è stato curato dal personale della Cineteca Nazionale utilizzando la tecnologia digitale, in particolare un prototipo di scanner a 2K appositamente progettato per materiali d’archivio, realizzato nell’ambito di un progetto di ricerca e sviluppo, che è attualmente installato presso la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia.
La versione italiana, lunga 1572 metri, ottenne il visto di censura il 2 aprile 1923. Distribuita da società locali, ebbe scarsa circolazione finché sparì nel nulla. A scoprire il frammento sopravvissuto, negli anni ’70, fu José Pantieri, che lo acquistò per il Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo (MICS), stampandone una copia di sicurezza in bianco e nero. Nel 2008, dopo molte traversie, tutto il fondo del MICS, acquisito dalla Sovrintendenza ai Beni Archivistici di Roma, è stato depositato presso la Cineteca Nazionale.
Tratto da un romanzo di Wolfgang Geiger che riecheggia la storia di Carmen e sceneggiato da Hans Janowitz, il film è ambientato in una non meglio precisata terra di confine ed ha per protagonista la bella e giovane Marizza, natura selvaggia e passionale, interpretata dall’attrice di origine bulgara Tzwetta Tzatschewa. Nel primo rullo del film la si vede lavorare in una campagna che brulica di loschi personaggi impegnati in traffici illeciti e poi fuggire alla ricerca di una nuova vita. Un uso espressivo del paesaggio, connessioni misteriose che si creano attraverso il montaggio, il denaro come motore principale delle azioni umane e una certa predisposizione alla natura vampiresca, incarnata quì da Marizza, anticipano le atmosfere del capolavoro di Murnau, Nosferatu.

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