Vedozero

Ce l’hanno ripetuto chissà quante volte: la matematica non è un’opinione. Eppure per i ragazzi di tre istituti superiori del milanese settanta per uno fa zero. O meglio, Vedozero. Si chiama così il film realizzato dal giovane regista Andrea Caccia montando i filmati realizzati con il videofonino da settanta studenti tra i 16 e i 18 anni. Dopo aver spiegato le basi teoriche del linguaggio cinematografico, Caccia ha affidato a ciascun adolescente un telefono portatile dotato della possibilità di registrare suoni e immagini, invitando i ragazzi a “passare all’azione”, riprendere se stessi e il proprio vissuto, la propria (mai) banale quotidianità. Unico vincolo: non superare il minuto di ripresa per ogni video. Per il resto piena libertà, e soprattutto piena fiducia. Il risultato è stato, in sei mesi di riprese, un totale di 4.000 video caricati sul sito creato appositamente, e dopo un lungo lavoro di montaggio (durato altri sei mesi), questo piccolo straordinario film, presentato nell’ottobre dello scorso anno al Martini Première Award, e che da settembre circola, timido ma tenace, in un gruppetto di sale italiane (per conoscere luoghi e date delle proiezioni si può consultare la pagina web www.vedozero.it) .
Ha rischiato grosso, Caccia: un videofonino, direbbero in molti, può essere un’arma pericolosa in mano ad un adolescente. Basta dare uno sguardo alla rete, popolata di scene in cui la scuola fa da sfondo ad atti vandalici, bullismo e violenza, o semplicemente a scherzi di cattivo gusto ai danni di professori o coetanei: “imprese” rigorosamente documentate e diffuse dai ragazzi stessi non senza una buona dose di orgoglio.
Ma Vedozero non è niente di tutto questo. Il regista lo presenta come un film-diario, ed è veramente la definizione più calzante: una confessione intima, scritta a settanta mani, o se vogliamo con settanta camèra stylo, una pagina bianca su cui annotare di getto emozioni, pensieri, sensazioni, su cui raccontare se stessi senza dover dimostrare nulla, liberi finalmente di sottrarsi al punto di vista degli altri, degli adulti. Una conquista di autonomia che passa attraverso l’affermazione di uno sguardo, un occhio da puntare sul mondo per ritagliarvi il proprio spazio, per tracciare la mappa di luoghi, oggetti, persone ed avvenimenti che punteggiano (e rendono tanto brillante) la galassia dell’adolescenza. Le giornate a scuola, tra ansie e piccole trasgressioni, i pomeriggi con gli amici, i problemi di cuore e i giuramenti di amore eterno, la vita familiare, le serate “brave” tra alcool e droga (che fa male, ma “se devi lo fai”), i momenti di riflessione e di insicurezza nel chiuso della propria cameretta. Un copione già scritto, e per molti spettatori (per tutti?) già vissuto, che però si ripresenta sullo schermo con una nuova freschezza, con un’immediatezza che si impone nonostante (o più probabilmente a causa di) un’immagine imperfetta, fuori fuoco, sgranata e mossa, eppure non di rado poetica, a tratti decisamente bella, e soprattutto spontanea, intimamente autentica.
Vedozero è una ventata di aria nuova, limpida, che fissa nei pixel dell’immagine digitale una doppia giovinezza: da una parte quella del cinema fatto con i videofonini, per ora ai primissimi passi, ma di cui, siamo sicuri, sentiremo presto parlare, e dall’altra quella di una generazione che perpetua l’eterno racconto di una delle fasi più belle e difficili della vita. Da parte di entrambi nessuna lusinga, nessun tentativo di piacere, di conformarsi (né, all’opposto, di respingere polemicamente) agli stereotipi: semplicemente la volontà di mostrarsi per quello che si è, nel bene e nel male. Nessun giudizio è ammesso, si può solo prendere o lasciare.
Regia: Andrea Caccia; sceneggiatura: Andrea Caccia; montaggio: Cristian Dondi; fotografia: Massimo Schiavon; interpreti: studenti del professionale Floriani di Vimercate (MB), dello scientifico Majorana di Rho (MI) e del liceo della comunicazione Maddalena di Canossa di Monza (MB); produzione: Roadmovie; distribuzione: Barz and Hippo; formato di ripresa: Mpeg4 da cellulari Nokia N85; origine: Italia, 2009; durata: 77’; webinfo: Sito ufficiale
