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African Women

Pubblicato il 29 ottobre 2011 da Annalaura Imperiali


African Women

Un brio e una decisione che sono a metà tra l’entusiasmo per un’opera realizzata con lo scopo di esprimere il concetto di denuncia e la speranza che questa denuncia arrivi nei porti sociali, culturali e intellettuali di tutto il mondo.

Stefano Scialotti, regista di film, documentari, prodotti multimediali e programmi televisivi, si è dedicato con tutto se stesso ad una realizzazione documentaristica che non soltanto rispecchia il grande interesse, suo e di tutto il resto del cast sia tecnico che artistico, per il mondo femminile africano, ma anche per la figura della donna nella sua intima appartenenza al primato della vita, dell’amore e della forza instancabile.

Attraverso alcuni dei posti più poveri della bella mamma Africa, attraverso lande desolate che sembrano essere state dimenticate da Dio e dagli uomini, Scialotti ripercorre la storia di tante donne nere come la notte, sensuali nelle loro sinuosità proverbiali e coraggiose come eterne amazzoni a caccia dell’esistenza.

Dal Darfur al Senegal, in un’Africa centrale torrida e problematica sotto ogni punto di vista, le donne tengono unite le proprie famiglie, lavorano sempre per sfamare le tante bocche piccole e grandi che aspettano a casa combattendo ininterrottamente il pericolo incombente della fame, aiutano i propri uomini che spesso si trincerano dietro al “non c’è lavoro”, portano i propri figli a scuola perché possano crescere tenendo a mente concetti di sviluppo e di conoscenza che altrimenti non entrerebbero mai nelle loro teste. Le donne si alzano all’alba per raccogliere l’acqua al pozzo, per coltivare i campi, per essiccare i pesci, per camminare chilometri e chilometri attraverso il nulla contando soltanto sull’energia dei propri passi e sul portamento possente e statuario dei propri corpi.

Pur nel continuo scontro con la gravità delle guerre, delle siccità, delle carestie, delle continue violenze e delle malattie, spesso mortali, queste African Women ballano e cantano con un sorriso sempre stampato sul volto, che si rivela il loro marchio di sopravvivenza e l’icona della loro immensa capacità non solo di sopravvivere, ma soprattutto di vivere con l’alta dignità di chi lotta senza arrendersi mai.

Due di queste donne, come espressione tangibile di un popolo femminile che porta avanti la vita in ogni parte del mondo e senza che se ne parli mai a dovere, sono in corsa per il premio Nobel per la Pace, che gli verrà insignito nel prossimo Dicembre 2011, direttamente a Oslo, come manifestazione globale ed evidente del riconoscimento che tutti dobbiamo imparare ad avere nei loro confronti. “Non si tratta del premio in sé” – dice Marguerite Lottin, presidentessa dell’Associazione Interculturale GRIOT – “ma del valore che questo assume in quanto simbolo del merito e del rispetto che ogni donna dovrebbe avere”. E’ una prima vittoria, un punto di partenza e non di arrivo che dalle donne africane si estende a quelle di tutti gli altri paesi facendo sentire il grido della loro tenacia, tanto nascosta quanto indispensabile.


CAST & CREDITS

(African Women - In viaggio per il Nobel della pace) Regia: Stefano Scialotti; soggetto e sceneggiatura: Stefano Scialotti; fotografia: Walter Balducci, Stefano Scialotti; montaggio: Diego Glickman; musiche: composte, prodotte e dirette da Louis Siciliano; produzione: Martha Production e Dinamo Italia in collaborazione con Cipsi, ChiAma l’Africa, Dinamolab, MAE DG CP; distribuzione: Martha Production srl; origine: Italia, 2011; durata: 53’; web info: http://africanwomenfilm.weebly.com


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