Americana - Life

Quando alla fine del ’96 si stava programmando la nuova stagione, alla NBC si resero conto che nel loro palinsesto futuro non esisteva un vero detective show, così Rand Ravich presentò alla rete Life. Alla NBC piacque l’idea, ad una condizione, il protagonista sarebbe dovuto essere una specie di Dott. House detective. Così per portare avanti questa malsana idea imposta dalla rete, Ravich introdusse nel protagonista, lo ZEN, creando uno dei personaggi più interessanti della televisione americana.
L’agente della polizia di Los Angeles Charlie Crews ( Damian Lewis ) viene ingiustamente accusato di un omicidio che non ha mai commesso e per questo ha scontato dodici anni( alcuni siti riportano inspiegabilmente 7 anni) di galera. Appurata la sua totale estraneità ai fatti e quindi la sua innocenza, viene rilasciato, indennizzato con una cospicua somma di denaro e reintegrato nella polizia con carica di detective.
Nessun collega vuole lavorare con lui poiché guardato con sospetto (da chi non comprende le sue intenzioni) e con invidia (dagli ex-colleghi che lo ritengono fortunato per i soldi ricevuti). Viene affiancato, quindi, da Dani Reese ( Shara Shahi ), ex-alcolista, e per questo obbligata a essere suo partner. Altri sono, inoltre, i personaggi che circondano il protagonista e si susseguono nella serie, come l’assistente e amico Ted Early (Adam Arkin), bancarottiere conosciuto da Crews in prigione, che amministra il suo patrimonio, o l’avvocato Constance Griffiths (Brooke Langton) l’unica ad aver creduto all’innocenza del protagonista tirandolo fuori di prigione e che ne è segretamente innamorata. In ultimo Robert Stark (Brent Sexton) spalla del protagonista al tempo dei fatti rimastogli fedele nel tempo. Jennifer Conover la ex-moglie di Crews che a contrario lo ha subito abbandonato. Questi sono i personaggi che ruotano attorno alla vita del detective losangelino che ne amplificano le gesta e le azioni sostenendolo ed aiutandolo.
Il tema principale che si snoda attraverso la serie, oltre allo specifico del episodio singolo, è innanzitutto una rinascita o meglio il ritorno alla vita da parte del protagonista, che riconquista giorno dopo giorno la propri esistenza ed è proprio attraverso piccoli comportamenti, che ai più possono sembrare ossessivi, come mangiare frutta fresca continuamente o abitare in una casa senza mobili che il protagonista manifesta questa istanza esistenziale.
Come contraltare a questo status c’è il secondo tema portante della serie, la vendetta, il lato oscuro che ossessiona il personaggio principale.
Questi due elementi guidano il protagonista, e noi con lui, in una ricerca spasmodica della verità dei fatti e di giustizia, per ricostruire l’ evento che lo ha dannato per sempre.
Il tema del looser è infatti ricorrente nella serie in quasi tutti i personaggi, la collega Dani ex-alcolista incapace di disintossicarsi, costretta a nascondere con un chewingum il suo vizio, e per questo incapace di affrontare la sua rinascita personale. Con lei l’avvocato Costance innamorata di Crews e con un matrimonio ormai finito costretta a fuggire da Los Angeles perché incapace di andare avanti. L’agente Robert Stark che proprio per la sua vicinanza a Crews probabilmente non è mai potuto crescere come poliziotto o l’amico Ted Early ossessionato dal suo passato sul quale viene scritto un libro, anche lui deve quindi ricostruirsi una vita. Questo mondo di disperazione circonda il protagonista che vi reagisce con forza e ostinazione cercando di opporsi con sagacia attraverso lo Zen.
Life è un telefilm carico, anche strutturalmente, di riferimenti per non dire veri e propri plagi di serie del passato, come in X-Files , per esempio, la collega del protagonista è incaricata da parte dei superiori di indagare sui motivi che guidano il partner e sempre come in X-Files esiste un complotto a danni del protagonista. Il muro del nascondiglio dove Crews ricostruisce gli eventi e individua i colpevoli è incredibilmente simile al muro in cui Michael Scofield, in Prison Break, architettava la fuga del fratello. Per fortuna tutti questi riferimenti si sciolgono come neve al sole mostrando una chiara propulsione produttiva piuttosto che narrativa, e si esauriscono naturalmente nell’evolversi degli accadimenti, lasciando spazio ad una impronta e marchio più personale alla serie.
Del House imposto dalla produzione praticamente non vi è traccia, infatti se il medico del Princeton-Plainsboro Teaching Hospital ha un atteggiamento burbero, menefreghista e di indifferenza verso i pazienti che assiste a contrario Crews, instaura una empatia autentica con i deboli che assiste e se House applica una ferrea ed indiscutibile logica per la soluzione dei casi(clinici o polizieschi che siano) Crews ha al contrario ha un approccio del tutto passionale alle indagini confidando nelle emozioni umane.
Straordinario è il modo(in questo caso del tutto simile) in cui questi due personaggi sono tratteggiati entrambi come portatori di un seducente e indiscutibile fascino.
Interessante è la forma in cui è presentato lo show, intervallato di tanto in tanto da una sorta di interviste ai personaggi comprimari del telefilm, come una specie di indagine giornalistica. Questo regala al tutto un tono di realismo (fotografato in bianco e nero), che immerge completamente lo spettatore nel dramma. Questa seconda realtà dà modo, inoltre, allo spettatore di rendersi conto di quale siano le vere relazioni che si intrecciano tra i personaggi e il protagonista.
Altro elemento folgorante è la fotografia, le inquadrature, spesso contro sole o riprese al tramonto(come nel logo della seria), regalano alla città di Los Angeles un look completamente innovativo, caotico e indistinto, in un qualche modo spaesante. Lontana anni luce dalla Las Vegas di CSI o alla stessa Los Angeles industriale e inquinata di 24.
Ultimo ma non meno importante è la colonna sonora originale(diversa per motivi di diritti nella versione italiana) con pezzi di autori come i Rolling Stone, The Frames, Radio Head, Goldfrapp, Mogway ecc.
Life è in definitiva uno dei programmi più innovativi, interessanti e validi prodotti dalla televisione americana nella passata stagione, forse penalizzato nella sua evoluzione dallo sciopero degli sceneggiatori che ha contratto la serie, comunque solida e dirompente.
Serie creata da Rand Ravich.
Web info: sito ufficiale della NBC
