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Dino

Pubblicato il 2 dicembre 2014 da Valeria Gaveglia


Dino

Roma, Carrozzerie N.O.T. Sarà in scena il 4, 5 e 6 dicembre lo spettacolo Dino, monologo liberamente tratto da "Il re del plagio" di Jan Fabre, scritto e interpretato da Bernardo Casertano.

Un uomo e una corda legata al soffitto, così appare Bernardo Casertano allo spettatore che è invitato ad assistere a uno spettacolo che già ha avuto inizio. Gli occhi dell’interprete scrutano il pubblico con curiosità e le sue parole insicure e tremanti introducono un gioco di complicità che caratterizza l’intera pièce. Lo spazio scenico è un luogo fuori dal tempo in cui il protagonista si libra leggiadro, la corda è un’altalena con cui giocare e l’elevazione dal terreno in senso fisico rappresenta la metafora di un intento spirituale. La storia di Dino è quella di un uomo il cui carattere terreno è messo continuamente in dubbio, forse è un angelo a parlare e dalle sue parole nasce spesso un dubbio: cos’è la perfezione? Gli uomini sulla terra aspirano a raggiungerla pur consapevoli dell’impossibilità dell’intento ma per il nostro protagonista è proprio la caducità del reale e l’attesa del termine della vita a incarnare l’ideale del tutto finito dunque perfetto. La messa in scena evolve verso un seconda tappa in cui l’interprete è libero della sua aurea angelica ed è come catapultato sulla terra; eccolo adesso uomo, madre e figlio allo stesso tempo per mezzo di un’alternanza recitativa che lo vede giocare con due ruoli distanti e opposti ma connessi al fine di un micro racconto che si sta delineando. Casertano che parlava a stento adesso sfoggia una favella sicura e un tono di voce corposo che trova compimento nel dialetto partenopeo coinvolgendo l’uditorio e accompagnandolo in un risvolto dal sapore tragico. L’ultima tappa della pièce è decisamente la più struggente e l’attore oramai disteso a terra non riesce a risollevarsi nonostante i numerosi tentativi: il contatto diretto tra corpo e suolo è il compimento di un percorso verso il basso, forse il ricongiungimento con la realtà terrena vagheggiata fin dall’esordio. Dino è l’emblema di tutti gli esseri umani culturalmente definiti perfetti, destinati a mille domande e condannati a poche risposte. «Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo», il nostro protagonista a conclusione del suo viaggio sembra aver abbracciato questa amara verità.

La messa in scena di Casertano è di breve durata, appena cinquanta minuti, ma di grande impatto emotivo e valore artistico. Il regista-interprete porta avanti il suo lungo monologo con audacia e abilità attorale. Dino è uno spettacolo a cui abbandonarsi per poi riflettere.


(Dino); Regia: Bernardo Casertano e ; aiuto regia:Valentina Cruciani; luci e fonica : Paride Donatelli; interpreti: Bernardo Casertano; teatro e date spettacolo: Carrozzerie n.o.t il 4, 5 e 6 dicembre


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