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Dispersi fra i palinsesti

Pubblicato il 10 maggio 2006 da Giampiero Francesca


Dispersi fra i palinsesti

Come chiusura del quarto Telefilm festival l’accademia dei telefilm e “Tv sorrisi e canzoni” hanno comunicato i risultati del sondaggio da loro indetto per eleggere i migliori telefilm dell’anno accompagnati dai dati dei audience e share. E’ ovvio che il concorso del settimanale non rappresenta un campione significativo della popolazione italiana ma confrontato con i dati auditel consente comunque di fare alcune considerazioni.

Miglior serie straniera* 1) The O.C. 2) Lost 3) C.S.I.

Miglior serie italiana* 4) Gente di mare 5) RIS 2 6) Distretto di polizia 5

Serie straniere più viste ** 1) Lost (3.785.000 - share 15%) 2) C.S.I. Miami (3.668.000 - share 14,5%) 3) C.S.I. N.Y. (3.119.000 - share 11,5%)

Serie italiane più viste ** 1) Don Matteo 5 (6.823.000 - share 26,7) 2) Gente di mare (6.407.000 - share 26,5) 3) Distretto di polizia 5 (6.124.000 - share 25,4%)

Appare chiaro come l’elettorato di “Sorrisi” sia più giovane rispetto alla media della popolazione e la presenza di teen-drama (tra i quali “Gilmore Girl” - 4° posto - resiste al tempo e alle repliche) lo testimonia così come l’elevato numero di serie appena conclusesi manifesta una classifica di memoria a breve termine. E’ comunque curioso notare fra i venti telefilm più visti la presenza di ben nove procedural drama. Influisce certamente l’enorme quantitativo di polizieschi autoiprodotti dalle nostre reti ma non basta a giustificarne un così largo successo. Lo spettatore italiano preferisce dunque la distrazione, lo svago a serie più complesse. Di conseguenza sceglie di seguire una procedural lineare (come sono i nostri polizieschi), magari con qualche intrigo da soap, piuttosto che scervellarsi sui flash back di Lost. Il parziale successo dei 28 superstiti non deve ingannare. E’ certamente vero che stiamo parlando del numero uno per quanto riguarda l’auience delle serie straniere, ma è altresì corretto valutare la portata dell’opera. Una serie che ha stravolo la popolazione americana, e che, anche gli stessi responsabili Rai ammettono, poteva avere maggior seguito. Ancor peggio è andata a “Desperate Housewife” (5° per ascolti) che dopo un brillante inizio si è incagliata sulla soglia dell’11% (risultato non brillante se paragonato all’obiettivo di Rai2 del 14%). Meno abituato rispetto al pubblico americano a districarsi fra trame parallele e false piste, il pubblico italiano si è allontanato da un genere che non poteva comprendere. Così come dimostra il recente insuccesso di “Rome”. Esperimento azzardato quello di lanciare in prime time su una rete generalista un prodotto di nicchia come quello della HBO, ma la coproduzione Rai all’opera deve aver influito sulle scelte di rete. Di fronte ai ritmi lenti della storia romana o ai complicati giochi di specchi delle casalinghe disperate l’italiano medio ha preferito la tranquillità della campagna di Don Matteo o l’abitudinaria indagine di Distretto di polizia. Il pubblico ha dimostrato così tutta la sua fedeltà per gli idoli nostrani. Non a caso ben sei serie sulle dieci più viste in Italia sono giunte oltre la quinta stagione. Accanto alle colonne della nostra TV (“Casa Vianello” 10° per ascolti) si creano dei classici moderni il cui successo, escludendo la straordinaria fidelizzazione del pubblico, non avrebbe giustificazione. Prendiamo il caso di “La squadra” (8° per ascolti), ennesimo esempio di procedural all’italiana, giunta alla settima stagione. Per un poliziesco spingersi fino ad un numero così alto di annate è davvero inusuale, se a questo aggiungiamo la scarsa qualità estetica diviene ancor più difficile trovare le ragioni di tanto successo. E’ il pubblico la chiave. Un pubblico abituato a vedere le stesse facce alla stessa ora, negli stessi ruoli, un meccanismo simile a quello delle soap. Un pubblico che vuole rilassarsi e quindi non bada poi molto alla qualità o verosimiglianza dell’opera. E’ probabilmente per questo che Rai2, nonostante una buona annata, non ha raggiunto i risultati sperati. Per la prima volta aveva in mano un poker d’assi da far invidia a mediaset: Lost, Desperate Housewives, Rome e E.R. Ma ha fatto un errore, ha sprizzato lo spettatore, tradendo la sua fiducia. Per le prime tre, come ho detto, ha probabilmente mancato il target. Per E.R.(solo 10° per ascolti con un misero 9% di share) ha commesso un ingenuità. Spostare l’appuntamento canonico del lunedì sera ad una programmazione ballerina (prima domenica poi martedì) ha spaesato lo spettatore che di conseguenza a preso in mano il telecomando iniziando a fare zapping. Questo evita la fidelizzazione. Nonostante gli anni e l’esperienza a volte si sbaglia

*Sondaggio indetto dal settimanale “TV, sorrisi e canzoni” ** Le cifre si riferiscono alle medie complessive nel periodo dal 1 settembre 2005 al 28 aprile 2006


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