Fiction Italia - Anita

Dopo aver esordito come attrice nel 2003, prima con La felicità non costa niente di Mimmo Calopresti e a seguire subito dopo con il famoso Fame Chimica di Antonio Bacola e Paolo Vari, Valeria Solarino si ritrova ora per la prima volta sul piccolo schermo, quello della produzione televisiva, nei panni impegnativi di Anita.
Tanto bella quanto famosa compagna d’amore e d’avventure di Giuseppe Garibaldi (da lei chiamato Josè nel nativo dialetto brasiliano), Anita è l’emblema storico più forte e pregnante del coraggio di una donna contesa, dentro e fuori di sé, dall’amore universale per il proprio popolo e per l’eterno ideale della libertà e da quello particolare, più intimo e visceralmente materno e muliebre che la lega alla propria sempre più numerosa famiglia. Nella sua breve vita Anita ha l’onere e l’onore di seguire una delle figure più gloriose del Risorgimento italiano, Garibaldi appunto, nonché tutta una serie più o meno conosciuta di giovani patrioti disposti veramente a dare la vita in nome di alti valori oggi sconosciuti ai più (si pensi ad un Goffredo Mameli che muore a soli ventidue anni combattendo nelle Guerre d’indipendenza per la liberazione dell’Italia dagli austriaci).
Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva è il nome potente che questa giovane donna dal sangue caldo si porta addosso; ma la Solarino, nonostante le lodi che le sono state rivolte anche e soprattutto in conferenza stampa, non ha dimostrato di avere la dura capacità recitativa utile ad immedesimarsi in una parte così complessa e temeraria. Forse perché svilita dai movimenti di macchina di una fiction - sempre più lenti, imperfetti e “falsi” di quelli del cinema - ma la protagonista femminile di questa miniserie Rai, che andrà in onda a breve sul primo canale, non dimostra l’intensità di sguardi e movenze tipica di una grande attrice.
Certo non depone a suo favore nemmeno il confronto col passato, quello con l’unica altra donna di spettacolo ad avere impersonato lo stesso ruolo, ossia l’Anna Magnani di Camicie Rosse - Anita Garibaldi (Goffredo Alessandrini, 1952), capace di eseguire un’interpretazione superba, per un’artista che superba sapeva esserlo in tutto, dal volto della stessa Anita fino alla sua morbosa gelosia e all’instancabile passione.
Giorgio Pasotti nel ruolo di Garibaldi recita con un’espressività migliore di quella della Solarino, sicuramente più attenta, più studiata, più intensa, meno scontata e forzata, ma pur sempre inserita a pieno titolo in questa breve epopea dell’amore che scade mostrandosi in tutto il genere della soap opera a cui appartiene.
Più interessante l’idea di fondo: nato per caso da un soggetto di Amedeo Minghi, che ha curato sia le musiche che la sceneggiatura di questo film, Anita ripercorre con una certa capacità storica la vicenda pubblica e privata dell’uomo noto come l’“Eroe dei Due Mondi”. Carnefice di tutti coloro che si opponevano alla libertà d’Italia, vittima dell’umana debolezza, il simbolo dell’800 italiano viene mostrato in tutto il suo legame con questa donna, Anita, che risulta al contempo amante, moglie, sorella, madre, amica, e che condiziona le sue scelte spronandolo con una carica d’energia che lo rinvigorisce di fronte ad ogni ostacolo.
Ed è da ciò che si evince il vero, più profondo, tema di Anita: la centralità della donna, in tutte le sue sfaccettature e in tutti i suoi ruoli - sia sociali che non - la quale guida il proprio compagno nella direzione di una vita che si faccia costante ermeneutica dell’interiorità, dell’esteriorità, della politica, della conquista e del rapporto di coppia.
Aspasia con il suo circolo di donne nel V secolo a.C. ha silenziosamente accompagnato tutte le decisioni di Pericle nell’apice della democrazia ateniese. Anita, con la stessa tempra da guerriera, da mancata amazzone, da ribelle figlia della giustizia e madre della rivoluzione, non poteva che seguire la stessa strada per amore, fedeltà e vocazione.
(Anita) Regia: Claudio Bonivento; soggetto: Massimo De Rita, Mario Falcone, Amedeo Minghi; sceneggiatura: Massimo De Rita, Mario Falcone, Amedeo Minghi, Valentina Ferlan, Patrizia Pistagnesi; fotografia: Fabio Zamarion; montaggio: Antonio Siciliano; musica: Amedeo Minghi (Edizioni Musicali Rai Trade); scenografia: Maria Luigia Battani, Carlo De Marino; costumi: Enrica Biscossi in collaborazione con Angelo Poretti; interpreti: Valeria Solarino (Anita), Giorgio Pasotti (Giuseppe Garibaldi), Tosca D’Aquino (Ester), Fabio Galli (Luigi Rossetti), Francesca cavallin (Cristina di Belgioioso); produzione: Gabriella Buontempo, massimo Martino per “GOODTIME”, Fabrizio Zappi; distribuzione: Rai Fiction; origine: Italia, 2012; durata: 240’ ca.
