X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Fiction Italia - Il commissario De Luca

Pubblicato il 28 aprile 2008 da Fabiana Proietti


Fiction Italia - Il commissario De Luca

’Faccia attenzione, De Luca...l’Italia fascista la guarda’ (da Carta Bianca)

Dopo le esperienze di Crimini e Coliandro, la fiction italiana torna ad avvalersi dell’opera di uno degli scrittori più noti e amati dagli estimatori del poliziesco nostrano: Carlo Lucarelli.
Dalla trasposizione cinematografica di cui è stato oggetto il suo Almost Blue, thriller ambientato in una Bologna notturna e inquietante, dalle atmosfere psichedeliche sottolineate dalla regia ‘videoclippara’ di Alex Infascelli, l’attenzione del piccolo schermo per le potenzialità narrative dello scrittore emiliano è stata costante.
Probabilmente perché, di fronte a una crisi di soggetti e sceneggiature valide, cinema e televisione devono necessariamente attingere all’unico fenomeno cult degli ultimi decenni, ossia la rinascita letteraria del giallo all’italiana. Tanto che, oltre ai Lucarelli e Camilleri della tv e dei Dazieri (La cura del gorilla) e Carlotto (Arrivederci amore, ciao) al cinema, persino le bibliografie di autori meno noti ma comunque accattivanti come Valerio Varesi sono state trasposte in immagini, con le indagini del commissario Soneri di Nebbie e delitti.
Dal profondo sud degli arancini di Montalbano ai foschi paesaggi della pianura padana, la penisola pullula di storie in giallo, di fattacci che svelano l’anima nera del Belpaese. Ora è il turno del commissario De Luca, uno dei primi protagonisti del prolifico giallista, che ci porta indietro nel tempo, agli anni del Fascismo, di cui mostra la corruzione e la decadenza morale, come aveva fatto, in maniera sublime, il Gadda de Il pasticciaccio, in cui la Roma del ’29 è un groviglio inestricabile di tensioni sessuali e malefatte all’ombra di Palazzo Venezia.

Presenta dunque diversi motivi di interesse questa trasposizione televisiva, firmata da Antonio Frazzi, autore, assieme al fratello Andrea, anche del film tv Angela, con Sabrina Ferilli, ambientato durante la Resistenza, quasi a sancire un ulteriore approfondimento da parte del regista della medesima epoca, esplorata però non più in chiave melodrammatica ma poliziesca.
Il giallo si rivela infatti ancora una volta l’espediente più efficace per il racconto televisivo, capace di connotare dietro le pieghe dell’intreccio, situazioni e personaggi, specchio di un’era controversa e sempre attuale.
Il poliziesco televisivo appare a conti fatti l’unico prodotto di più ampio respiro del piccolo schermo, sia che si contamini con altri generi – il comico di alcune scene di Montalbano e Coliandro ad esempio – o che resti puro, strizzando l’occhio ad altre modalità del poliziesco straniero, come fa Il commissario De Luca, riprendendo una consuetudine dell’hard-boiled americano che fa coincidere la messa in scena degli eventi col punto di vista unico dell’investigatore protagonista. E’ il cavallo di battaglia di tanto cinema noir, dall’Hawks del Grande Sonno al Polanski di Chinatown: assumere l’ottica – ma non lo sguardo in soggettiva! - del private eye di turno per rendere immediata l’identificazione del pubblico con i suoi eroi in impermeabile.

La regia di Il commissario De Luca, che data l’attenta supervisione di Lucarelli al progetto è forse in parte ‘condivisa’, sfrutta questa convenzione al fine di fidelizzare gli spettatori a un nuovo intrigante protagonista. Che ha il volto bello ma canagliesco di Alessandro Preziosi, a suo agio in un ruolo ambivalente di onesto tutore della legge, costretto però a scendere a patti con la gerarchia fascista.
Il primo episodio,Indagine non autorizzata, mette in stretta relazione il potere fascista e i torbidi intrighi a sfondo sessuale da parte di una fazione politica che faceva invece un vanto della propria rettitudine (e che con il decreto Federzoni pretendeva di ripulire l’Italia da prostituzione e delinquenza); così come affronta la spinosa questione della libertà di stampa e dell’autorità di magistrati e polizia, spesso ostacolati nelle indagini dal potere politico: ed è difficile non leggervi un richiamo a certi squallidi e pruriginosi fatti di cronaca che tanta ripercussione hanno avuto sulle recenti ‘svolte’ del nostro Paese.
Per cui, dietro un solido lavoro di ricostruzione d’epoca – ottimi i risultati di costumi e scenografie – il merito più evidente dell’operazione è quella di coniugare al gusto dell’indagine poliziesca un sottotesto attuale, di certo presente anche nelle pagine di Lucarelli, ma che vedere reso in televisione resta sempre una piacevole sorpresa.


I film:

Indagine non autorizzata
Carta bianca
Estate torbida
Via delle Oche


Enregistrer au format PDF