Il peccato erotico

Gennaro Cannavacciuolo diverte, stupisce, coinvolge il pubblico con umorismo raffinato, catapultandolo nelle atmosfere eleganti, ricercate, colme di paiettes e di lustrini dei Cafè Chantant.
"Il peccato erotico", diretto e interpretato da Cannavacciuolo, è un pittoresco viaggio nell’avanspettacolo, che il protagonista propone, reinterpretando canzoni e motivetti "licenziosi"(così percepiti dal pubblico di allora) che toccano circa 50 anni di teatro musicale (tra il 1890 e il 1950). Sul palcoscenico, tre eccellenti musicisti accompagnano l’attore in questo percorso teatral-musicale: Marco Bucci al pianoforte, Andrea Tardioli al clarinetto e sax, Francesco Marquez al violoncello. Il repertorio attraversa, con ironia, arguzia, e un pizzico di malizia, le canzoni di Totò, Marcello Marchesi, Nino Taranto, giocando sull’ammiccamento, il doppio senso e l’allusione scherzosa; caratteristiche queste capaci , ieri come oggi, di divertire e coinvolgere il pubblico con semplicità e intelligenza.
La carta vincente di Cannavacciuolo è la non comune abilità di strappare al pubblico più di una risata con stile e raffinatezza, sapendo dosare con equilibrio "il dire e non dire" accompagnando l’allusione continua con una dinoccolata gestualità, un abile mimica e un’esilarante reinterpretazione dei motivetti. Il protagonista si destreggia abilmente in diversi ruoli: canta, balla, spiega aneddoti e antefatti dei singoli pezzi, riuscendo a catalizzare l’attenzione del pubblico attraverso il coinvolgimento diretto, alternando fine tecnica e improvvisazione estemporanea. Un artista poliedrico e dai mille volti.Come il "peccato erotico" spazia da canzoni classiche della tradizione partenopea (Malafemmena) a motivetti comici e demenziali (Serenata Marimba), così, il suo protagonista Cannavacciuolo, in scena si adatta camaleonticamente ai cambi di registro, emozionando il pubblico con continue variazioni di espressione e di vocalità, alternando interpretazioni malinconiche ed intimiste a ironia e divertimento.L’eclettismo del protagonista e del suo "peccato erotico"continuano a sorprendere anche nella seconda parte dello spettacolo, dominato scenicamente da un camerino, simbolo dei rari momenti di intimità dell’artista, che, accovacciato su una sedia, mostra, allo stesso tempo , l’aspetto romantico, e solitario dell’attore.
Il momento di raccolta nel camerino, tuttavia, è solo il pretesto per dar vita alla nascita di più personaggi, creati in scena con l’aggiunta di orecchini, cappelli, o addirittura abiti. E’ il caso della "sciantosa", avvolta in un sontuoso abito appariscente e acchitata con vistosi orecchini che Cannavacciuolo sa interpretare con ironica vezzosità. E appena il pubblico si abitua alle smancerie della "sciantosa, l’ abile trasformista, indossa la giacchetta a quadrettoni di Nino Taranto, sorprendendo ancora con una nuova interpretazione, per poi tornare a indossare le proprie vesti di improvvisatore, attore, cantante. Tra pizzi, paiettes, cambi d’abito, brani d’autore, il "peccato erotico" ritrae con eleganza un’ epoca lontana, puntando sul buon gusto, sulla raffinatezza e su una sana, e al tempo stesso sottile, comicità.
(Il peccato erotico); Regia: Gennaro Cannavacciuolo; musica: Marco Bucci, Francesco Marquez, Andrea Tardioli interpreti:Gennaro Cannavacciuolo ; teatro e date spettacolo: Teatro della Cometa, dal 3 marzo al 20 marzo 2016
