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Il peccato erotico

Pubblicato il 19 marzo 2016 da Sarah Mataloni


Il peccato erotico

Gennaro Cannavacciuolo diverte, stupisce, coinvolge il pubblico con umorismo raffinato, catapultandolo nelle atmosfere eleganti, ricercate, colme di paiettes e di lustrini dei Cafè Chantant.

"Il peccato erotico", diretto e interpretato da Cannavacciuolo, è un pittoresco viaggio nell’avanspettacolo, che il protagonista propone, reinterpretando canzoni e motivetti "licenziosi"(così percepiti dal pubblico di allora) che toccano circa 50 anni di teatro musicale (tra il 1890 e il 1950). Sul palcoscenico, tre eccellenti musicisti accompagnano l’attore in questo percorso teatral-musicale: Marco Bucci al pianoforte, Andrea Tardioli al clarinetto e sax, Francesco Marquez al violoncello. Il repertorio attraversa, con ironia, arguzia, e un pizzico di malizia, le canzoni di Totò, Marcello Marchesi, Nino Taranto, giocando sull’ammiccamento, il doppio senso e l’allusione scherzosa; caratteristiche queste capaci , ieri come oggi, di divertire e coinvolgere il pubblico con semplicità e intelligenza.

La carta vincente di Cannavacciuolo è la non comune abilità di strappare al pubblico più di una risata con stile e raffinatezza, sapendo dosare con equilibrio "il dire e non dire" accompagnando l’allusione continua con una dinoccolata gestualità, un abile mimica e un’esilarante reinterpretazione dei motivetti. Il protagonista si destreggia abilmente in diversi ruoli: canta, balla, spiega aneddoti e antefatti dei singoli pezzi, riuscendo a catalizzare l’attenzione del pubblico attraverso il coinvolgimento diretto, alternando fine tecnica e improvvisazione estemporanea. Un artista poliedrico e dai mille volti.Come il "peccato erotico" spazia da canzoni classiche della tradizione partenopea (Malafemmena) a motivetti comici e demenziali (Serenata Marimba), così, il suo protagonista Cannavacciuolo, in scena si adatta camaleonticamente ai cambi di registro, emozionando il pubblico con continue variazioni di espressione e di vocalità, alternando interpretazioni malinconiche ed intimiste a ironia e divertimento.L’eclettismo del protagonista e del suo "peccato erotico"continuano a sorprendere anche nella seconda parte dello spettacolo, dominato scenicamente da un camerino, simbolo dei rari momenti di intimità dell’artista, che, accovacciato su una sedia, mostra, allo stesso tempo , l’aspetto romantico, e solitario dell’attore.

Il momento di raccolta nel camerino, tuttavia, è solo il pretesto per dar vita alla nascita di più personaggi, creati in scena con l’aggiunta di orecchini, cappelli, o addirittura abiti. E’ il caso della "sciantosa", avvolta in un sontuoso abito appariscente e acchitata con vistosi orecchini che Cannavacciuolo sa interpretare con ironica vezzosità. E appena il pubblico si abitua alle smancerie della "sciantosa, l’ abile trasformista, indossa la giacchetta a quadrettoni di Nino Taranto, sorprendendo ancora con una nuova interpretazione, per poi tornare a indossare le proprie vesti di improvvisatore, attore, cantante. Tra pizzi, paiettes, cambi d’abito, brani d’autore, il "peccato erotico" ritrae con eleganza un’ epoca lontana, puntando sul buon gusto, sulla raffinatezza e su una sana, e al tempo stesso sottile, comicità.


(Il peccato erotico); Regia: Gennaro Cannavacciuolo; musica: Marco Bucci, Francesco Marquez, Andrea Tardioli interpreti:Gennaro Cannavacciuolo ; teatro e date spettacolo: Teatro della Cometa, dal 3 marzo al 20 marzo 2016


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