Il ventaglio

Teatro Argentina, Roma-Quando il sipario,una cortina metallica,sale svelando la scena,concentrata in uno spazio geometricamente definito ci si presenta la variegata umanità che Goldoni ha fatto confluire ne Il ventaglio. Ed è un tableau stilizzato e straniato quello che si offre alla vista, e straniante, ancor più, allorché i personaggi in scena ci si prensentano dichiarando essi stessi le didascalie con cui il Maestro veneziano ebbe cura di descriverli al lavoro. In pochi istanti Luca Ronconi dichiara palesemente la logica sottesa alla sua creazione:distante si presenta allora la linea Visconti-Strehler-Castri nel rapporto con le creazioni di Goldoni, così come Il ventaglio stesso si distacca dall’opera omnia del drammaturgo per la sua singolarità formale (la distanza dall’amata Venezia si riflette, infatti, sopreattutto nel linguaggio) e per l’ambiguità che si legge- o che almeno Ronconi legge- nella logica apparentemente comune e banale dell’azione. Evidente è la chiave anti-realista attraverso cui si dispiega la perfetta macchina ronconiana:in uno spazio che nasce dall’accumulazione di postazioni da lavoro appena accennate, per farsi teatro del rincorrersi dei personaggi e soprattutto dei pensieri, le paure e le bugie che si nascondo nella tranquilla vita di paese, Ronconi controlla una perfetta coreografia degli affetti, vere e propria giostra di inseguimenti, in cui, attraverso gli oggetti del quotidiano, il ventaglio ovviamente in primis, avviene la comunicazione- o la negazione di essa. E’ l’oggetto che si fa ambivalente simbolo ora di devozione ora di infedeltà, intorno alla cui lettura ruota l’azione; ed è al contempo l’oggetto stesso il filo rosso attraverso cui le coppie si incontrano e si scontrano e il legami sociali vengono imprevedibilmente tessuti. Nella lettura di Ronconi l’oggetto-ventaglio si carica di significati ulteriori rispetto a quelli già evidenti nel testo di Goldoni, e a tal proposito afferma il regista che "Il ventaglio è una commedia in cui il rapporto fra personaggi, anzi soprattutto il rapporto erotico, amoroso - perché di fatto è una commedia d’amore - e la comunicazione di questi sentimenti non sono affidati al linguaggio, né alle cose che si possono dire, ma a un oggetto, il ventaglio appunto, un po’ particolare, perché la necessità di avere un ventaglio - si ha bisogno di un ventaglio, per esempio, quando manca l’aria - nasce anche dal fatto che è un oggetto la cui funzione non è solo di comunicare qualcosa ma anche di mettere in rapporto i personaggi con un’atmosfera." [3] Così attraverso un intricato gioco, fatto di equivoci e menzogne, il ventaglio cambia via via padrone e passando di mano in mano crea relazioni, sinapsi impreviste che Ronconi accentua, forzando movimenti ed atteggiamenti: avviene allora che delle vicende tra i due triangoli amorosi (Evaristo, il Barone, Candida, il trio nobile; Giannina, Crispino e Coronato,il trio villano) venga sottolineato fino al parossismo l’ambiguo rapporto tra Evaristo e Giannina, verso la quale, nella lettura ronconiana, vanno le più segrete brame dell’innamorato di Candida. Il che, dando origine ad un’ironica lettura di tutta l’opera, portando infatti allo sdoppiarsi dei piani di senso, rende l’azione tutta più interessante, seppur troppo forzata nella caricatura. Forse Ronconi è stato in questo caso tradito nell’esecuzione della sua idea- potenzialmente- formalemente perfetta, da un gruppo di attori che-individualmente dotati di buone capacità- non si accordano tra loro nello stile e nelle intenzioni,sembrando più che altro ripetere uno stile e un’intenzione.
Il ventaglio di Carlo Goldoni; regia : Luca Ronconi; scene: Margherita Palli; costumi:Gabriele Mayer;luci: Gerardo Modica; musiche:Paolo Terni;suono: Hubert Westkemper;interpreti:(in ordine di locandina) Raffaele Esposito, Giulia Lazzarini, Pia Lanciotti,Giovanni Crippa, Massimo De Francovich, Riccardo Bini, Federica Castellini,Francesca Ciocchetti, Gianluigi Fogacci, Simone Toni, Giovanni Vaccaro,Pasquale Di Filippo, Matteo Romoli, Marco Vergani;produzione:Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa - Odéon Théâtre de l’Europe.
