Incontro con Michael Pitt - Roma 2010

Al Festival di Roma è stato presentato in anteprima italiana l’episodio pilota della serie Boardwalk Empire, firmata Martin Scorsese. Il regista italoamericano venuto nella capitale qualche giorno fa per l’omaggio a la dolce vita non è però rimasto per la proiezione del film (perché di film si tratta, altro che televisione!) e a presentarlo è giunto l’attore Michael Pitt, uno dei protagonisti del serial, che dopo aver salutato la Close-up Tv alzando il dito medio, ha incontrato la stampa rispondendo alle domande dei giornalisti.
Avete girato la serie in diverse fasi oppure tutta insieme?
Abbiamo girato tutto insieme in sette mesi consecutivi e la prima puntata è andata in onda quando avevamo finito di girare tutta la serie. In questo modo mentre giravamo non avevamo la preoccupazione di leggere le critiche sui giornali.
Ci racconti il tuo personaggio?
Il mio personaggio è un veterano della prima guerra mondiale che torna ad Atlantic City dalla Francia. Ha difficoltà a trovare lavoro e finisce nello spaccio di alcolici.
Che evoluzione avrà il personaggio nella serie? Ci sarà anche nella seconda stagione?
Non posso dire molto sulla serie. Posso solo dire che il mio personaggio avrà un’evoluzione molto interessante e che ci sarà anche nella seconda stagione.
Pensa che lo stile televisivo oggi abbia più forza di quello cinematografico?
Ho sentito dire spessissimo che le cose migliori ora passano per la televisione. Io sono d’accordo solo in alcuni casi. Ciò che è interessante è che quando guardi I Sopranos non lo vedi in modo diverso da come guardi un film. Mi ricordo che Kubrick disse che la televisione aveva alzato i livelli per fare cinema, perché fa pressione sui filmmaker per essere più radicali in quelle due ore di tempo che hanno per un film.
Com’è lavorare con Scorsese?
E’ orribile. No, scherzo, è ovviamente bellissimo. Lui ha un amore così puro per il cinema, ce l’ha sempre avuto e continua ad averlo. Secondo me oggi è eccitato nel fare cinema così come lo era quando aveva 23 anni. Martin ha un catalogo folle di film nella sua testa. E lo stesso vale per la musica e per la storia. E’ una persona molto intelligente, da cui ho imparato molto.
Come è riuscito ad immergersi nel periodo storico del proibizionismo, periodo in cui è ambientata la serie?
Ho costruito il mio personaggio guardando molto i filmati d’archivio sulla prima guerra mondiale. Filmati incredibili. Sono scioccanti. Vederli era importante per formare al meglio il mio personaggio che è un veterano di guerra.
Nella preparazione, ha visto film ambientati in quel periodo storico?
Ho guardato qualunque documentario o film di finzione su quel periodo. E poi ho letto molti libri e ho fatto tanta ricerca, anche su Internet. Ho fatto più ricerca per questa serie che per nessun altro film che ho girato.
Martin Scorsese ha diretto solo la puntata pilota, giusto?
Si, ha fatto la regia solo del primo episodio. Però la sua presenza di sentiva tutti i giorni. Chiamava in continuazione e guardava sempre i giornalieri.
Il paragone con Di Caprio la lusinga o la irrita?
Non mi irrita affatto. Lo considero un complimento, perché Di Caprio è un attore fantastico e mi ha influenzato molto, così penso abbia influenzato e continui a influenzare la nuova generazione di attori.

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