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Intervista a Bartolomeo Corsini, direttore della sede milanese del Centro Sperimentale di Cinematografia

Pubblicato il 31 dicembre 2011 da Sofia Bonicalzi


Intervista a Bartolomeo Corsini, direttore della sede milanese del Centro Sperimentale di Cinematografia

Milano, 2011. Nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi, fabbrica fantasma riadattata e inondata di luce, apre i battenti la nuova sede milanese del Centro Sperimentale di Cinematografia (attivo in Lombardia dal 2004), volta a formare nuove professionalità negli ambiti della fiction televisiva e della comunicazione cinematografica d’impresa. Abbiamo incontrato il professor Bartolomeo Corsini, direttore dell’istituto nonché fondatore del distaccamento palermitano, che ci ha parlato della struttura del centro sperimentale e dei nuovi corsi di specializzazione che si terranno nel 2012.

Qual è il rapporto della sede milanese del Centro Sperimentale con il territorio circostante?

La suddivisione delle competenze fra le diverse sedi del CSC risponde a una logica di buon senso e tiene conto in primis della relazione con gli specifici percorsi storico-culturali delle regioni italiane: a Torino si coltiva da tempo la tradizione del cinema di animazione, mentre la Sicilia è da sempre terra di memorie artistiche; l’organizzazione territoriale della scuola tiene naturalmente conto di questi elementi. La sede aperta nell’Aquila del post-terremoto sta consentendo agli allievi della scuola di fotografia di Vittorio Storaro (crollata a causa del sisma) di diplomarsi. In futuro non escludiamo un distaccamento napoletano dedicato al doppiaggio in collaborazione con l’Università Orientale. Milano è la sede delle principali aziende pubblicitarie, dell’editoria nazionale e delle televisioni commerciali e la risposta del tessuto industriale e culturale si è rivelata molto vivace. Sono attive delle collaborazioni con la Camera di Commercio, il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” (con cui è stato ideato il Milano Doc Festival 2007), istituzioni come “Il Piccolo Teatro”, l’”Accademia della Scala” o la “Veneranda Fabbrica del Duomo”, cui si aggiungono le principali case di produzione cinematografiche e pubblicitarie. Prima di dar vita alla sede milanese abbiamo effettuato un’indagine sul territorio per valutare la rilevanza dell’industria cinematografica in Lombardia. Sono circa 1800 le aziende che, a vario titolo, operano nel settore, con competenze che vanno dall’ideazione dei prodotti cinematografico-televisivi alla loro conservazione. La quota maggiore degli introiti è appannaggio dei settori industriali legati alle fasi di post-produzione (montaggio, packaging, distribuzione), mentre le cifre evidenziano una certa carenza per quanto riguarda le figure professionali legate più propriamente alla fase creativa. Il nostro obiettivo è quello di offrire all’industria del territorio le capacità professionali dei nostri allievi: le possibilità offerte dall’uso del video si stanno ampliando sempre di più e riteniamo che un approccio integrato fra ricerca, sperimentazione e applicazione sul campo rappresenti la chiave per lo sviluppo futuro. Il nostro è una sorta di laboratorio permanente che esplora le potenzialità offerte dal linguaggio cinematografico e le mette a disposizione delle imprese per migliorare la loro forza produttiva.

Quali sono i principali progetti cui vi siete dedicati?

In questi anni abbiamo realizzato circa 180 filmati, documentari e spot. In collaborazione con l’Associazione Altagamma ci siamo occupati di completare un ciclo di interviste dedicate a esponenti di aziende quali Flos, Missoni o Bulgari. Con la supervisione dei nostri docenti, gli attuali allievi e i nostri diplomati hanno applicato sul set gli aspetti didattici appresi in aula: sono già in onda i booktrailer realizzati per Mondadori, mentre per i 200 anni della Villa Reale di Monza gli studenti dei corsi di regia e di sceneggiatura hanno prodotto una sorta di docufiction che, in 45 minuti, ripercorre la storia dell’edificio. In questo periodo stiamo portando a termine un documentario sulla figura di Federico Borromeo e sul suo lascito più pregevole, la Biblioteca Ambrosiana. Numerosi documentari sono stati dedicati a celebri opere dell’arte milanese e lombarda, fra cui la Pietà Rondanini, la Casa del Fascio a Como e il Duomo. Fra le nostre produzioni ci sono video di promozione dedicati all’Expo (Stramilano) e spot di carattere sociale.

Quali sono le specificità del Centro Sperimentale rispetto alle altre scuole che si occupano di cinema?

Il Centro Sperimentale si articola in due sezioni principale: la Scuola Nazionale di Cinema e la Cineteca Nazionale, che ospita circa 95000 bobine. Di recente è stato inaugurato l’archivio nazionale del Cinema d’Impresa che si occupa di gestire materiali visivi provenienti dai fondi di storiche aziende quali Enel e Fiat. Per quanto riguarda la struttura della sede milanese, già attiva da qualche anno, si prevede il completamento dei lavori di ristrutturazione per fine 2012. A quel punto sarà possibile ospitare con molta più frequenza rassegne e incontri con personaggi del mondo del cinema. Sono due i caratteri fondamentali che invece contraddistinguono la metodologia di insegnamento: da un lato tutti i nostri docenti sono dei professionisti e non dei semplici teorici del cinema (fra gli altri figurano scenografi come Andrea Crisanti, costumisti come Piero Tosi e attori come Giancarlo Giannini); dall’altro i nostri allievi, che attraversano un duro processo di selezione, sono individui che hanno già effettuato una scelta di vita ben precisa, per lo più già laureati. La nostra forza sta soprattutto nell’immenso capitale umano che abbiamo a disposizione; il nostro obiettivo consiste nel far sì che i talenti riescano a emergere e rappresentino essi stessi dei modelli. Mi piace descrivere la nostra scuola come una sorta di bottega rinascimentale, ove il rapporto fra docenti e studenti (con classi di 4/12 persone) è diretto e personale.

In che modo è strutturata la didattica offerta dalla sede milanese?

Il percorso di studio dura due anni e si articola in due corsi: il corso di Creazione e Produzione Fiction (diretto da Milly Buonanno, fondatrice dell’OFi, Osservatorio sulla Fiction Italiana) per coloro che aspirano a lavorare nell’ambito della fiction televisiva, come sceneggiatori o produttori creativi; il corso di Cinematografia d’Impresa (il direttore è Giovanni Oppedisano), che si occupa in particolare di fornire agli allievi le competenze teoriche-pratiche necessarie per la realizzazione di documentari e spot pubblicitari. La figura che cerchiamo di creare è quella del filmaker, in grado di lavorare su un set con competenze ad ampio spettro, ma al tempo stesso prestiamo grande attenzione all’attività di ricerca sulle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie digitali. In questo senso ricordo il documentario “Il Duomo in 4K”, realizzato da una troupe di allievi e di professionisti (con la collaborazione del Digital Cinema Consortium of Japan) che hanno ripreso gli interni della cattedrale milanese in alta definizione. Attualmente gli studenti a Milano sono 24, prevediamo di arrivare, con l’attivazione dei nuovi corsi, a 60 persone.

Quali sono le nuove proposte offerte dal Centro Sperimentale?

Un nuovo capitolo si aggiunge alle tradizionali opportunità formative proposte dalla scuola. Dall’anno prossimo (l’inizio ufficiale è fissato per lunedì 12 marzo 2012) sarà infatti possibile iscriversi a brevi Laboratori (CSC Lab), di durata trimestrale, che si occuperanno di alcune materie specifiche legate al mondo del cinema. Si tratta di laboratori di alta formazione per coloro che desiderano sviluppare e perfezionare competenze già acquisite; come di consueto docenti e curatori saranno altamente qualificati e, dopo una fase iniziale di selezione e attraverso il pagamento di una quota iniziale, sarà possibile frequentare il corso prescelto. Si tratta di un progetto nazionale che comincerà proprio a Milano per poi essere proposto, differenziando le tematiche, nelle altre sedi. In particolare i corsi aperti nella nostra sede saranno tre: un laboratorio di recitazione (20 posti) diretto da Giancarlo Giannini (per il quale sono disponibili alcune borse di studio); un laboratorio delle storie diretto da Franco Bernini, per approfondire tecniche di ideazione e di scrittura legate a prodotti televisivi e cinematografici (16 posti); un laboratorio di critica cinematografica (20 posti) sotto la direzione di Pino Farinotti. Sul sito sono disponibili le informazioni relative alle modalità di iscrizione
(www.fondazionecsc.it)


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