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Intervista a Franco Ferrini

Pubblicato il 6 novembre 2004 da Armando Chianese


Intervista a Franco Ferrini

Nato a La Spezia il 5 gennaio 1944, lo sceneggiatore Franco Ferrini è uno degli autori più noti e bravi del cinema italiano. Ha lavorato per Alberto Lattuada, Sergio Leone e Dario Argento. In questa intervista ci parla della sua ultima fatica: la sceneggiatura del thriller Occhi di cristallo.

Vorrei mi parlasse di Occhi di Cristallo, questo film diretto da Eros Puglielli che si è visto a Venezia ed esce finalmente al cinema.

Il film di Eros Puglielli è tratto da un romanzo, L’impagliatore di Luca Di Fulvio, dal quale abbiamo dovuto cambiare parecchie cose. Iniziando dal titolo troppo simile a L’imbalsamatore. Con questo film è cambiatp qualcosa... pare che questo genere adesso torni di moda, vada bene, e forse avremmo un ritorno di certi registi reduci da film d’autore. Speriamo bene. Forse il film di Puglielli può tirare su la baracca. Spero che abbia successo, oggi i film italiani vanno maluccio e i produttori non sanno cosa fare. Se non ha successo questo film si chiude la strada del thriller.

Le piace come è girato?

Molto. Sembra un film americano, vicino a Seven, è girato benissimo e merita un certo successo.

Come è stato adattare il romanzo?

Non è sempre facile questa operazione. Si trattava di togliere molto e cercare la linea giusta del racconto. Secondo me i film, per funzionare bene, devono essere così lineari da potersi raccontare con poche parole. Se c’è un problema durante il riassunto del film vuol dire che questo non funziona. Il romanzo non si poteva raccontare in poche parole così si è dovuto semplificare il tutto.

Vuole provare a fare questa operazione proprio con questo film?

Certo, allora: è la storia di alcuni omicidi e un detective dovrà trovare una verità scomoda, che risiede nel passato... non voglio dire di più.

Il film tende al cinema di Dario Argento?

Sicuramente, credo che lo stesso autore del romanzo si sia ispirato ai suoi film. Dario è un maestro, un grande maestro, e non è facile non prendere in considerazione i suoi film quando si cerca di fare un giallo. Se si deve fare un film di genere bisogna ispirarsi ai migliori. Il cinema che nasce dal cinema è la base del “genere”. Questo non piace ad alcuni miei colleghi come ad esempio Furio Scalpelli, che afferma l’inutilità di questa cosa. Secondo lui è una pratica perversa e i film dovrebbero nascere tutti dalla realtà, poi però a ben vedere la realtà rientra anche nei film che nascono dai film. L’impagliatore somiglia di per sé ad altri romanzi. Ciò vale quindi anche per il film. Ma è quasi una regola per tutti i generi.

Quali progetti ha in serbo per gli amanti del giallo?

C’è ancora Dario nel mio futuro. Abbiamo scritto un film per la tv che si chiama Ti Piace Hitchcock? e li ci sarà da divertirsi perché sarà infarcito di citazioni dal cinema del maestro inglese. Una sorta di ritorno alle origini aspettando che entri in produzione La Terza Madre, un lavoro che riporterà Argento al cinema.

[novembre 2004]


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