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Intervista ad Andrea Mastrovito, regista di "NYsferatu - Symphony of a century"

Pubblicato il 6 novembre 2017 da Stefano Colagiovanni


Intervista ad Andrea Mastrovito, regista di "NYsferatu - Symphony of a century"

Spesso nel marasma di proiezioni e incontri in programma nel corso di un festival (o Festa...) del cinema si ha l’inattesa opportunitá (quale meraviglia!) di scoprire un autentico diamante impolverato, sepolto sotto una catasta di falsi preziosi. Cosí é accaduto alla dodicesima Festa del Cinema di Roma ed é il caso di NYsferatu - Symphony of a century, opera prima dell’artista Andrea Mastrovito. Progetto supportato tra gli altri dalla Fondazione Percassi, Officina della Comunicazione, National Endowment of the Arts (NEA), New York State Council on the Arts (NYSCA) e altre fondazioni di spicco, l’opera prima di Mastrovito é tanto coraggiosa, quanto affascinante. Cosí il regista parla della sua creatura...

Sei un artista riconosciuto a livello internazionale, ma "NYsferatu - Symphony of a century" rappresenta il tuo esordio cinematografico. Quali emozioni ti ha dato lavorare su qualcosa di diverso, ma che comunque prende vita grazie alle tue abilità artistiche?

Andrea Mastrovito: Nel corso degli ultimi dieci anni ho lavorato spesso con la videoanimazione, ma mantenendo sempre un carattere installativo ed interattivo. NYsferatu - Symphony of a century, effettivamente, assume la forma di un vero e proprio film, e devo dire che mi ha insegnato moltissimo, dal 2014 (inizio della lavorazione) ad oggi, soprattutto per quel che riguarda l’organizzazione e suddivisione di compiti e lavori. E quel che ho imparato, naturalmente, l’ho appreso a forza di errori!

Perché hai deciso di utilizzare proprio la tecnica del rotoscoping per animare i disegni e quanto sforzo e impegno richiede tale tecnica?

A.M.: Due motivi, principalmente: il fascino indiscutibile del rotoscoping e, d’altro canto, la relativa ’semplicità’ della tecnica. Dato che né io ne i miei ragazzi siamo animatori professionisti, é stato necessario ’appoggiarci’ ad un girato, chiaramente il Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau, per poter risolvere velocemente le problematiche relative ai movimenti dei personaggi, e poterci concentrare sulla bontá e forza del segno.

Perché hai deciso di sovrapporre personaggi e stili fedeli del "Nosferatu" di Murnau a un contesto moderno, invece di rielaborare interamente i contenuti in chiave, appunto, moderna?

A.M.: Anche qui, innanzitutto per una questione pratica: dover ’rivestire’ i personaggi sarebbe stato lunghissimo e, in fin dei conti, inutile dacché proprio lo spaesamento provocato dal contrasto fra antico e moderno é uno dei punti di forza del film. E d’altronde New York stessa è una cittá fuori dal tempo, in cui le contraddizioni vivono una accanto all’altra sulla strada: non difficile vedere persone che trainano i carretti davanti ad edifici supermoderni in acciaio e vetro, o calessi e cavalli nel traffico della 5th Avenue...

La tua arte è influenzata da qualche opera cinematografica, oppure credi semplicemente che essa possa adattarsi facilmente al mezzo cinematografico?

A.M.: Il cinema é stato una grande fonte d’ispirazione per me, soprattutto nei primi anni. La mostra Nickelodeon alla Galleria Pero di Milano del 2008 era interamente dedicata al cinema ed alle sue dinamiche, il regista Davide Ferrario scrisse un bellissimo testo per il catalogo che illustrava le opere. Poi con gli anni il percorso si é invertito e, pian piano, mi sono accorto che molti dei miei lavori avevano in nuce una componente cinematografica, persino le vetrate, le installazioni di libri ritagliati o le incisioni nei muri...

Come prende forma la colonna sonora di “NYsferatu - Symphony of a century"?

A.M.: Simone Giuliani ha portato avanti un lavoro straordinario, grazie anche ad una serie di super musicisti (siriani ed americani, per le due location principali del film, Aleppo e New York) ed alla voce incredibile di Bisan Toron. Simone ha seguito passo passo lo sviluppo di ogni singola scena del film, nell’ultimo anno, e ci siamo confrontati giornalmente su ogni inquadratura! Io con i miei suggerimenti (dai Metallica ai Queen a Wojciech Kilar) e lui con le sue idee poderose. Sono molto contento del risultato, che rende ancora piú forte il film. D’altronde, come mi aveva suggerito Bruno Bozzetto non appena mi imbarcai in quest’impresa folle, in un film muto la musica é (quasi) la cosa più importante!


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