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L’animazione in rete



L'animazione in rete

Non c’è alcun dubbio che l’animazione, soprattutto grazie alla visibilità offerta dal mercato dei video musicali, è diventato un genere consumato da un pubblico sempre più ampio e sempre più anagraficamente giovane. Se è lecito considerare Youtube come uno specchio più o meno fedele dei gusti del popolo di Internet, è piuttosto sorprendente scoprire la presenza di alcuni classici di autori come Jan Svankmajer, Quay Brothers o Zbigniew Rybczynski. La pixillation tradizionale, realizzata in pellicola, evidentemente esercita ancora un fascino inossidabile, così come l’animazione in generale, realizzata con le più diverse tecniche. Nella rete l’animazione digitale ha conquistato uno spazio di gradimento e di visibilità molto vasto. La computer grafica, nel mondo creativo giovanile, ha sostituito l’home video, ed ora si può registrare un fenomeno esplosivo di autoproduzioni o di produzioni a bassissimo budget che può essere paragonato a quel momento, gli anni Settanta, altrettanto deflagrante, in cui la diffusione dei primi mezzi di ripresa e riproduzione video a basso costo determinò la nascita della videoarte, della controinformazione, in una parola delle autoproduzioni. Quello che all’epoca si definiva il popolo dei “consumer”, o degli “amatori”, come vengono anche definiti, ora usa il computer per realizzare video in animazione, usando svariati software, dai più semplici ai più complessi. Internet offre a questi sperimentatori del mezzo digitale uno strumento in più: un archivio, un serbatoio di immagini in cui convivono in maniera indifferenziata le nuovissime produzioni insieme ai classici; fornisce insomma un confronto con il passato, con ciò che è avvenuto prima. E non è un fatto di poca importanza, riflettendo sulla difficoltà esistente solo pochi anni fa nel reperire determinati materiali filmici o video, presentati in rassegne apposite o presenti in archivi difficili da consultare. Ma c’è un altro fenomeno che investe soprattutto il mercato dell’animazione che sta trovando in rete un serbatoio efficace. Molte case di produzione, piccole e grandi, e molti autori rendono accessibile il proprio materiale in buona qualità: e lo rendono non solo consultabile, ma scaricabile.

L’articolo prosegue sul numero 21 di Close-up carta

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Alessandro Amaducci


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