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L’opera da tre soldi

Pubblicato il 23 gennaio 2015 da Sarah Mataloni


L'opera da tre soldi

Fino al 30 gennaio sarà in scena presso lo spazio Sidecar L’opera da tre soldi, originale, divertente e insolito spettacolo diretto da Massimiliano Caprara.
Portare in scena Brecht significa, in un certo senso, ”ancora chiacchierare con un collega attorno ad un bicchiere di vino o di birra parlando dei fatti che scorrono nelle cronache politiche, tra una battuta ed un’aria musicale”.
Da questo punto di vista, la regia di Caprara rende giustizia alla funzione reale del teatro brechtiano, ovvero la goliardia e la vena ironica unite a una funzionalità sociale in cui lo scopo sia divertire il pubblico, senza tralasciare l’aspetto dolce/amaro della riflessione attuale. Il ritratto grottesco della società (in pieno stile brechtiano) viene dipinto dalla regia di Caprara attraverso le caratterizzazioni di “maschere sociali” che si muovono sul palco tra ironia, cinismo, e un pizzico di sarcasmo.
Tra i validi attori del cast, spicca su tutti Veronica Milaneschi (che interpreta la signora Peachum) capace di dar vita, nonostante la spiccata caratterizzazione “macchiestistica” ad un personaggio divertente, insolito e mai banale, nelle espressioni mimiche, nei movimenti e nella voce.
Il percorso viene accompagnato musicalmente dalla fisarmonica del bravo Carmine Ioanna, a lato della scena, ma presente, nella vicenda come gli altri protagonisti: la musica non è entità astratta, ma parte fondamentale della scena, e lega tra loro in maniera armonica personaggi, pensieri, vicende.

L’ingrediente particolare de L’Opera da tre soldi diretto da Caprara, risiede nella dinamicità dello spettacolo, da sviluppare assieme al pubblico e concepito come un percorso itinerante: gli spettatori sono accolti dagli attori nella “caratteristica” zona bar dello spazio Sidecar, e sono invitati, dopo l’accoglienza iniziale, ad entrare in sala per godersi la messa in scena.
L’utilizzazione dello spazio in maniera dinamica non è una novità: l’originalità di questa versione de L’Opera da tre soldi risiede nel saper fondere armonicamente caratteri, ambienti e coinvolgimento del pubblico, grazie ad una fortissima energia del cast capace di saldare dinamiche e scene divise in più ambienti.
Si percepisce una sorta di “magia” tra gli attori, che permette di tralasciare le naturali imperfezioni di uno lavoro tanto complesso (come ad esempio, in alcuni momenti, l’eccessiva “caratterizzazione di alcuni personaggi”).
La scenografie sono essenziali e a tratti vengono costruite dagli attori stessi, come nel caso del nome della locanda (dove si svolgono alcune vicende dell’opera da tre soldi) scritta col gesso sul fondale del palco: la trovata è semplice, ma rende la dinamica sul palco spontanea e immediata, come gran parte dello spettacolo.
Il risultato è una lettura de L’Opera da tre Soldi originale e vivace che riesce a divertire il pubblico e a farlo riflettere al tempo stesso, rispondendo alla “funzione” del teatro intesa non solo come divertimento, ma anche come stimolo al ragionamento.
Inusuale e inaspettato l’epilogo, pieno di riferimenti attuali che rispecchiano pienamente lo spirito brechtiano.
"Un divertimento" che parla alla ragione, non mira al coinvolgimento emotivo perché il pubblico sia testimone, in quanto oggi è pubblico ma domani sarà elettore, e sappia trovare nel teatro, una palestra ove esercitare il giudizio e il senso critico; ma solo a condizione di ritrovare il divertimento, appunto, quello spontaneo genuino e popolare dell’arte scenica.


(L’opera da tre soldi); Regia: Massimiliano Caprara; scene: Chiara Paramatti; musica:Carmine Ioanna; interpreti: Veronica Milaneschi; Gabriele Sisci; Michele Botrugno; Mariangela Imbrenda; Michele Bevilacqua; Francesca Romana Scartozzi;Claudia D’Amico; Massimiliano Caprara; teatro e date spettacolo:Spazio Sidecar dal 15 al 30 gennaio


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