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La forza della sperimentazione: Jimmy

Pubblicato il 10 maggio 2006 da Giampiero Francesca


La forza della sperimentazione: Jimmy

Provate a fare zapping fra le reti generaliste nel tentativo di trovare fiction con delle idee nuove, magari in prime time. Il vostro sforzo sarebbe vano. Ciò che arriva sui nostri schermi, sia esso autoprodotto o acquistato, è di fatto la dimostrazione che, almeno in tv, la clonazione è già possibile. Questo non deve però indurre a pensare che non esistano, nell’etere, nuove forme di intrattenimento, nuovi progetti. Canal Jimmy sembra creato apposta per dimostralo e il nuovo palinsesto presentato al Telefilm festival da Giusto Toni (direttore generale Digicast) e Antonella Atteni (Direttrice programmazione Jimmy) ne è la riprova. La differenza abissale fra la libertà d’espressione riscontrabile sul satellite e quella delle tv free è facilmente intuibile sin dal titolo abbinato dai responsabili del palinsesto alla serata di punta di Jimmy: “Sesso e volentieri” La rete mette in sequenza “The L-word” ( passato in sordina su LA7), “Queer as folk (USA)” e “Real Sex”, a cui faranno seguito, con l’esaurirsi delle serie suddette, “G spot” e “Show me yours”. Tanto per chiarire i primi due titoli raffigurano uni spaccato della realtà lesbo/gay americana, attraverso la vita inverosimilmente esagerata dei protagonisti. Serie queste già (intra)viste in Italia ma sempre lontane dai palinsesti principali, tacciate di immoralità e sconcezza. Sulla stessa linea si inseriranno i nuovi prodotti, inediti in Italia, “G. spot” ( che può suonare come punto G ma anche come G. ovvero GiGi nome dalla protagonista) e “Show me Yours”, una sorta di docu-fiction sulla vita e le avventure di un’attrice (Brigitte Baco) e di una “starna coppia” di scrittori. A chiudere la serata una serie di mini documentari che farebbero accapponare la pelle di un qualsiasi direttore generale della RAI. Titoli come “la samba del pene” o la storia vera di un uomo che ha dedicato la sua vita a realizzare film hard subacquei faranno da giusta chiosa al piccante giovedì di Jimmy. Non solo di sesso si nutrono le menti degl’uomini, e così, superando le colonne d’Ercole della tv, i responsabili del canale satellitare hanno trovato ottime idee in Canada ( “Grande Ourse”) e in Inghilterra ( “Rock School”, “Suburban Shootout”). Questi ultimi prodotti fanno palesemente riferimento a due fenomeni recenti. Rock School è una sorta di esasperato adattamento televisivo di “School of rock”, in cui Gene Simmons, ex-maestro delle elementari e , soprattutto, ex-bassista dei Kiss, avrà il compito di trasformare il compassato gruppo orchestrale di una prestigiosa scuola inglese ( avete presente il salone di Harry Potter) nel gruppo spalla dei Motorhead. “Suburban shootout” è Westeria Lane, più cinico e cattivo. Qui le questioni si risolvono con gli M16 e i bazooka e le brave “deperate housewife” fanno esplodere i negozi di chi le tratta male. Grande Ourse appare, infine, il prodotto più interessante presentato da Jimmy, un Twin Peaks con un elemento innovativo: la metatelevisione. Brevemente: quando in un piccolo paesino di minatori dell’Ontario una sensitiva viene uccisa in circostanze misteriose si spengono di colpo tutte le TV. Un giornalista giunge sul luogo per indagare e le televisioni iniziano a trasmettere rivelazioni e segreti sulla popolazione... Peccato che per vedere queste novità si debba possedere un decoder e una parabola. Peccato che nessuno, in RAI o Mediaset, pensi di programmare qualcosa di diverso dai soliti polizieschi tedeschi, drama americani o “polpettoni” italiani. Per chi può, buona Visione...


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