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La meravigliosa vita di Antonio Franconi

Pubblicato il 29 ottobre 2011 da Annalaura Imperiali


La meravigliosa vita di Antonio Franconi

Il mistero del mondo circense, con luci ed ombre, sagome tanto comiche quanto grottesche e acrobazie da capogiro fa eternamente leva sull’immaginario onirico dei bambini e di tutti quegli adulti che rimangono un po’ tali grazie al “fanciullino” di Pascoli sempre vivo dentro di loro. La meravigliosa avventura di Antonio Franconi racconta tutto questo andando a sfilare lentamente quel velo dell’oblio che fino a poco fa ricopriva il corpo e l’anima di questo artista di strada della cui vis para-teatrale si erano perse le tracce.

Antonio Franconi è per certi versi un esteta, un esempio calzante di cosa significhi vivere lo spirito goliardico, un uomo tanto furbo e determinato da raggiungere i propri obiettivi anche a costo dell’inganno e del subdolo calcolo della convenienza. La sua gioia di vivere, la sua arroganza, il suo carisma dalla trascinante voracità lo spongono a fuggire da Venezia, sul finire del 1700, a causa della morte procurata ad un contendente durante un duello consumatosi in punta di fioretto. Approdato a Parigi egli dà libero sfogo, dopo breve tempo, alla sua passione per la bellissima Elisabetta che presto diventerà sua moglie. Attraverso intrighi, tradimenti, incontri mai sperati, come quello con l’altro grande pilastro del circo, l’inglese Phillip Astley, egli si propone uno scopo fermo e ambizioso per il quale spenderà tutte le proprie forze, fisiche e mentali: dar vita al più grande spettacolo circense di tutti i tempi, a cui partecipi gente proveniente da ogni dove. Il circo del conte Franconi deve diventare un’icona, un punto di riferimento, un mito.

Grazie al “versatilissimo Massimo Ranieri”, parole dello stesso regista Luca Verdone, il film si è potuto fare nella maniera complessa in cui era stato ideato. Serviva un attore che conoscesse i rudimenti del duello di spada, che sapesse cavalcare, che tenesse in sé uniti l’espressività di un viso che, come una maschera, segue pedissequamente l’emotività interna di cui si vuol dare conto. Serviva un attore tanto in gamba da tenere gli occhi puntati su di sé oscurando la presenza degli altri personaggi, sicuramente non molto brillanti.

Non si direbbe di ottima qualità la pellicola. Se poi è vero che nel cinema postmoderno ci sono temi assolutamente molteplici e disparati, è altrettanto vero che alcuni fili conduttori ricorrono a livello internazionale e non si caratterizzano certo per originalità, si pensi che sempre quest’anno è uscito Come l’acqua per gli elefanti, dell’americano Francis Lawrence, che corre anch’esso sui binari del circo e della sua nascosta crudeltà.

Spiccano, d’altra parte, le luci che calcano sapientemente i volti, i colori e le giuste atmosfere e fa riflettere la destrezza recitativa di Ranieri che cinge d’alloro il proprio ruolo con la maestria che solo un grande teatrante sa possedere.


CAST & CREDITS

(La Meravigliosa Avventura di Antonio Franconi) Regia: Luca Verdone; soggetto e sceneggiatura: Luca verdone, Massimo Biliorsi; fotografia: Felice De Maria; montaggio: Bruno Sarandrea; musica: Alessio Vlad; scenografia: Marianna Sciveres; costumi: Isabelle Caillaud; interpreti: Massimo Ranieri (Antonio Franconi) , Orso Maria Guerrini (Phillip Astley), Ernesto Mahieux (Ocean), Elisabetta Rocchetti (Delphine), Laura Marinelli (Julliette), Sonia Aquino (Elisabetta); produzione: Luca Verdone; origine: Italia, 2011; durata: 91’; web info: http://www.romacinemafest.it/ecm/we...


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