X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



La Passione di Laura

Pubblicato il 29 ottobre 2011 da Annalaura Imperiali

VOTO:

La Passione di Laura

E’ lecito chiedersi come mai alcuni anni di storia abbiano assistito, da testimoni oculari di un magnifico spettacolo, alla concentrazione di tanti geni che si sono incontrati, scontrati, cercati, osteggiati e amati per dar vita al fermento socio-culturale di un’epoca?

Sì.

Laura Betti, talentuosa interprete musicale e attrice sia teatrale che cinematografica, dalla passione travolgente; Pier Paolo Pasolini, un vero e proprio eroe non solo del cinema nostrano ma anche dell’arte della parola, scritta e verbale, usata sempre come una lama tagliente e provocatoria; Bernardo Bertolucci, senza il quale non sapremmo probabilmente affrontare con la dovuta profondità i temi legati all’erotismo e al cinema impegnato che fa rivivere il passato come se non fosse mai finito; e ancora Michelle Kokosowski, attrice dalla straordinaria espressività; Alberto Moravia, scrittore e poeta che ha contraddistinto con la sua vena esistenzialista il ventesimo secolo italiano… Tutti loro, con la forza delle proprie scelte, sono voluti incappare sempre gli uni negli altri per far crescere uno scambio a trecentosessanta gradi che trovasse nella sua stessa essenza il seme dei nuovi stimoli intellettuali.

Sempre ridendo, però. Sempre ridendo come Laura Betti la quale, con i suoi grandi occhi impertinenti, ha saputo girare e rigirare alcuni tra i più grandi personaggi artistici a cavallo tra gli anni ’60, ’70,’80...

Laura Betti non si è mai fatta scrupoli: la sua capacità ingorda e accattivante di chiedere, di proporsi, di persuadere ad ogni costo, l’ha portata a diventare una vera e propria diva, con tutte le peculiarità che una diva può avere. Chiamando l’amico filosofo Giacomo Marramao alle 03.00 del mattino e comunicandogli la morte del proprio gatto siamese come se fosse quella di Cesare appena tornato dalla vittoriosa campagna gallica, ella ha fatto di sé, grazie ad un’astuzia imperscrutabile e ad un’ironia bonariamente presuntuosa, un’icona di grande sensualità comica e incisiva.

Eppure, come spesso si scopre sotto lo stile e il make-up di ogni donna, c’era in lei una dolcezza che le ha dato forza tutta la vita: l’amore per Pier Paolo Pasolini. Un amore cervellotico, fisico, oblativo, pieno, totale e dirompente. Un amore che si è fatto unica attenzione mentre Pasolini era in vita e unica ricerca di senso nel momento in cui il suddetto grandissimo genio è morto. Un amore che ha portato la Betti ad incarnare l’emblema di una storia estremamente coinvolgente nel panorama del cinema italiano. Coinvolgente, sì, ma anche impossibile.

Raccontando la Betti grazie a filmati presi dagli archivi dell’Istituto Luce e alle testimonianze di tutti coloro che circondavano Laura, Paolo Petrucci riprende con occhio nostalgico il divenire di una vita, di un carisma e di un’immensa storia d’amore. A Laura che, come disse Pasolini nell’ironico e beffardo Sentiamo che direbbe un testimone nel 2001, costretto a fare un necrologio di Laura Betti, scritto a Milano, nell’aprile del 1971, “…non ammette nulla di tutto questo. È invecchiata e morta: ma son sicuro che nella sua tomba ella si sente bambina…”.


CAST & CREDITS

(La Passione di Laura) Regia: Paolo Petrucci; soggetto e sceneggiatura: Paolo Petrucci; produzione: Angelo Barbagallo for Bibi film; distribuzione: Cinecittà Luce; origine: Italia, 2011; durata: 54’.


Enregistrer au format PDF