LA PIÙ MEGLIO GIOVENTÚ. Uccidendo Godot.

Roma. Nell’ambito della rassegna “Fontanonestate”, in collaborazione con “I Solisti del Teatro”, i suggestivi Giardini dell’Accademia Filarmonica Romana hanno ospitato un allestimento interessante: “La più meglio gioventù. Uccidendo Godot ”.
Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Alessandro Bardani, in scena con Francesco Montanari. La coppia non è nuova, avendo già recitato insieme nella serie tv “Romanzo Criminale”, nella sketch-comedy per Repubblica TV “Felici & Contenti”, nel notevole “Il più bel secolo della mia vita” e nel pluripremiato “Ce l’hai un minuto?”, cortometraggio scritto e diretto nel 2013 dallo stesso Bardani. L’affiatamento c’è e si vede. Nella squadra-vincente-che-non-si-cambia anche i produttori Morandini, gli autori delle musiche (i Deserto Rosso, accompagnati questa volta alle chitarre da Fernando Pantini), la costumista (Laura Di Marco) e la scenografa (Emanuela Netta Brandizzi, per quanto la cornice naturale dei Giardini non richieda grandi sforzi inventivi).
“La più meglio gioventù” fotografata nello spettacolo è un mix di riferimenti più o meno criptici a film come “Clerks” e “Coffee and cigarettes”, al teatro canzone di Gaber, a Marco Tullio Giordana -che della (sua) meglio gioventù ha girato un bel po’ di scene-, a Woody Allen (con cui Bardani chiude lo spettacolo. Il monologo sull’eventualità paradisiaca di poter iniziare la vita dal trapasso è de facto patrimonio dell’Umanità), a Samuel Beckett (con lo stanziale “Aspettando Godot” del titolo).
A Beckett si paga il tributo, ma come succede coi padri, lo si seppellisce presto. _In questo spettacolo, Godot non lo si aspetta, lo si uccide direttamente, ma con la flemma tipica dei trentenni che vorrebbero smuovere montagne, però domani è un altro giorno, quindi perché fare oggi quello che si può comodamente rimandare? Così Aurelio e Niccolò (in scena rispettivamente Montanari e Bardani) si ritrovano seduti allo stesso tavolino di un locale, a scambiare opinioni sul mondo che li circonda, sorseggiando placidi un mojitone alimentando la griglia per degli arrosticini. A pancia piena si blatera meglio. E poi in vino veritas.
Ne vien fuori uno spettacolo decisamente estivo, una sorta di zibaldone con quadri ben distinti e cadenzati dai live dei Deserto Rosso. I due amici passano in rassegna alcuni temi cari ai trentenni: l’incertezza amorosa (Martina-cagna sta con uno ma preferisce l’altro); la formazione dell’identità (se solo Jung potesse analizzare i danni causati dal personaggi di Beverly Hills); i social network ... mettere a punto un Facebook per morti? Con tanto di Mi piacque, condivisi...; la precarietà lavorativa; l’eterna lotta tra Roma Nord(e) e Sud(e).
Agrodolce, fresco di montaggio. I temi sono interessanti. Lo spettacolo risulta molto piacevole. Si augura al duo un ulteriore approfondimento.
(La più meglio gioventù – uccidendo Godot). Scritto e diretto da Alessandro Bardani; interpreti: Francesco Montanari e Alessandro Bardani musica: Deserto Rosso scene: Emanuela Netta Brandizzi costumi: Laura Di Marco
