La valigia dei destini incrociati

Leggere questa pièce è come respirare finalmente aria pura: liberi dalle innovazioni forzate e dalla sterilità di molte avanguardie contemporanee, ci troviamo di fronte ad un testo ricco di inventiva sia narrativa che stilistica.
Il tema affrontato da Alessandro Izzi è quello della Shoah che potrebbe apparire sicuramente poco adatto ai fini della creazione di un testo che sia originale sotto l’aspetto tematico - visti gli innumerevoli lavori che questo tragico evento storico ha ispirato nella letteratura contemporanea. Viceversa esso appare come fonte di originalità linguistica e teatrale, dando vita ad una intensa tragicommedia ambientata nel periodo delle persecuzioni fasciste.
Il topos de La valigia dei destini incrociati, caratterizzata dallo sfondo doloroso dell’olocausto, è rappresentato da una piccola stazione ferroviaria, simbolo del labile confine tra la vita e la morte.
In questo luogo così evocativo, sia dal punto di vista onirico che storico, - il treno fu per gli Ebrei quasi sempre l’inizio della fine di un viaggio senza ritorno - il personaggio centrale è rappresentato da Angelo uno strambo fattorino, che nella sua semi-follia è l’unico in grado di osservare lucidamente l’assoluta assurdità delle persecuzioni razziali.
Le valigie sono le sue compagne quotidiane, con le quali parla, riuscendone a capire la provenienza e la storia. Queste particolari protagoniste non sono altro che l’emblema della preziosa alterità delle esistenze umane che transitano nella stazione, dove invece ora il valore della vita è brutalmente cancellato.
Nel via vai dei passeggeri e dei vagoni, un bambino ebreo si nasconde all’interno di una valigia; il piccolo sarà protetto dal fattorino, scoperto dal capo stazione Michele, simbolo dell’umanità benevola e perseguitato da uno squallido ragazzo, che utilizzerà la divisa da fascista per dare sfogo alla sua boria e alla sua malvagia superficialità.
Nell’incontro/scontro di un dualismo senza fine, il male è realmente sconfitto, come desidererebbero tutti i bambini che assistessero alla rappresentazione dell’opera di Izzi, giovane critico e saggista, che ha dimostrato di saper utilizzare oltre ad una scrittura accademica, anche linguaggi lineari, adatti ad un pubblico di tutte le età.
L’universalità e l’armonia del linguaggio di questa pièce è un dolce cullare gli animi feriti dalla crudeltà dell’uomo che come in tutte le fiabe più belle viene emblematicamente sconfitto grazie all’amore di un bambino, futuro e speranza di un mondo migliore.
Autore: Alessandro Izzi
Titolo: La valigia dei destini incrociati
Editore: DeComporre edizioni
Collana: Off the rails
Dati: 104 pp, brossura
Anno: 2012
Prezzo: 10,00 €
Isbn: 978-88-907136-3-7
webinfo: Scheda collana sul sito dell’editore
